PICCOLO MANUALE  DI PSICHIATRIA DI BASE di Gian Piero Leoni*

Questo libro trae la sua origine da un corso di sensibilizzazione psichiatrica che si è tenuto negli undici comuni della Valceresio, del cui servizio psichiatrico ero il responsabile, nel periodo dal maggio 1999 al settembre 2000. L’avevo allora chiamato “Corso di psichiatria di base” perché intendevo fornire, in tal modo, quegli strumenti minimali, appunto “di base”, necessari ma anche sufficienti per potersi a grandi linee orientare in un mondo molto complesso come quello delle malattie e dei disturbi psichici. Si trattava di un classico esempio di lavoro nel Territorio, in un’epoca nella quale il lavoro nel Territorio conservava ancora una certa importanza nella psichiatria lombarda, anche se importanza ridotta rispetto ad alcuni anni prima. quando si riteneva che compito primario di un servizio psichiatrico territoriale fosse quello di agire come un volano che mettesse in moto forze che lo travalicassero. Si lavorava perché tali forze, inserite nella società, potessero favorire il reinserimento dei nostri eradicati ed emarginati pazienti. Con questo obiettivo in quegli anni avevo tenuto decine, centinaia forse, di incontri nelle parrocchie, nei comuni, nelle scuole, nelle sedi delle associazioni e dei partiti, con il risultato, da tutti riconosciuto, di una gran vicinanza delle istituzioni e della popolazione ai nostri pazienti. Purtroppo la psichiatria attuale, interessata soprattutto ad un approccio biologico e farmacologico, ha quasi del tutto accantonato questa visione molto stimolante.

Il corso, tenuto con il patrocinio della Comunità Montana, era stato un’iniziativa unica nella provincia di Varese e forse anche in Lombardia, ma non risultava che ci fossero stati molti altri precedenti neppure in gran parte dell’Italia settentrionale. Complessivamente alle tredici serate avevano partecipato circa 600 persone: sono moltissime in una zona di appena 45.000 abitanti suddivisa in paesi piccoli, la popolazione dei quali è tradizionalmente rinchiusa nei propri focolari o nelle proprie piccole cerchie di amici. Quando una manifestazione riesce a radunare in media 45 persone per incontro per un bel po’ più di un anno, per di più trattando di un argomento così ostico, allora si può certamente affermare che questa è stata un’iniziativa di successo.

Avevo incominciato a pensare di organizzare il Corso nell’estate del 1998, prendendo spunto dall’iniziativa di un’associazione di familiari di pazienti psichiatrici, che aveva organizzato degli incontri con tutti gli amministratori comunali della zona in cui operava. Io ho pensato invece di incontrare i pazienti, i loro familiari e soprattutto la popolazione, per parlar loro di cosa veramente fossero le malattie della psiche in modo da diminuire la paura e favorire l’interesse umano verso i nostri pazienti e le loro famiglie.

Con mia meraviglia ho scoperto, con l’andar del tempo, che i miei semplicissimi appunti avevano avuto una diffusione che a me sembrava esagerata: venivano infatti usati in vari luoghi per la formazione del personale delle strutture sanitarie ed assistenziali. Ho allora colto l’occasione offertami da una comunità di pazienti psichiatrici per riordinare questi appunti, completarli, farvi varie e corpose aggiunte e pubblicarli sotto una veste più completa. La mia impostazione culturale rimane quella psicoanalitica: mi sembra che spieghi meglio di qualunque altra quello che un paziente vive e sente dentro di sé.

L’obiettivo di questo semplicissimo lavoro rimane identico: fornire alcune nozioni di base sulla malattia psichiatrica, sulla sua evoluzione, sulle terapie in atto.

Spero di aver fatto un lavoro utile, almeno a qualcuno. (v. Indice)

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Il dottor Gian Piero Leoni è un medico specialista in psichiatria. Ha lavorato per trent’anni nei servizi psichiatrici pubblici, prima in Svizzera e poi in Italia, a Varese. Ha ricevuto una formazione psicoanalitica, integrata con una prassi particolarmente attenta a sviluppare nella società  forze che favorissero l’integrazione sociale dei pazienti psichiatrici. Con questo obiettivo ha sempre avuto un rapporto molto stretto con le associazioni di volontariato, tanto che ha fortemente voluto e favorito la costituzione di una associazione di volontari e familiari, e di una associazione di pazienti psichiatrici. Ha introdotto nella sua zona di lavoro la costituzione di diversi gruppi di mutuo aiuto per pazienti psichiatrici e per familiari di pazienti, gruppi che ha seguito per molti anni.

Attualmente lavora come libero professionista in comunità per pazienti psichiatrici e come psicoterapeuta nella pratica privata (Per contatti: )