Banalità di Base: breve storia dell’Internazionale Situazionista
a cura della Nottingham Psychogeographical Unit

web: http://art.ntu.ac.uk/mental

Banalità di Base è anche il titolo di un pezzo scritto da Vanaigem per Internationale Situationniste. Non c’entra niente.

CONTENUTI

Introduzione 1

I. Radici Situazioniste 2

- COBRA 3

- Lettrismo ed Internazionale Lettrista 4

- Il M.I.B.I. 6

II. L’Internazionale Situazionista 1957 - 1972 8

- Gli anni dell’avanguardia (1957 - 1962) 8

- Il Nashisma e la 2a Internazionale 10

- Gli studenti e lo spettacolo 12

- Dalla rivolta alla morte (1968-1972) 13

III. E poi? 15

- Nota sulle associazioni psicogeografiche 16

Bibliografia 17

Documenti: 23

"Introduzione ad una critica della Geografia Urbana"
di Guy Debord

INTRODUZIONE

All'Internazionale Situazionista ci sono arrivato partendo dalla psicogeografia. Mi piacciono le mappe fin da piccolo, le seguivo e mi hanno inseguito fin qui. Disegnavo mappe mentali prima di scoprire che si chiamassero così. Poi ho sentito parlare di psicogeografia e mi son buttato nella ricerca. Delusione. Di materiale sulla psicogeografia non ne gira un granché, i situazionisti han prodotto qualcosa negli anni 50, ma i concetti di urbanismo unitario e psicogeografia sono stati presto abbandonati dal gruppo.

Un peccato. Avevo pensato di rivedere quei primi lavori dell’IS e rimetterci le mani sopra ma mi son trovato davanti ad un muro di confusione. A prima lettura, i testi situazionisti appaiono contorti se non sei familiare con due o tre concetti di base sul contesto da cui sono fuoriusciti. Armato di queste nozioni invece, quegli scritti ostici si sfaldano davanti agl'occhi diventando di colpo semplici, quasi banali.

Questo per quanto riguarda i testi originali. L'eredità dell'IS è altra sorte di ingarbugliamento. L'aggettivo situazionista sembra riempire la bocca di uno spettro incredibile di persone, gruppuscoli, movimenti. Situazionista è Striscia la Notizia, situazionista è Blob (minchia... la tele detournata) situazionista è il giovane artista che lavora in strada. Non ci interessa entrare nella mischia, ne abbiamo avuto un assaggio scrivendo questa storia e ci basta.

La storia. Come dicevo all'inizio, l'intenzione era di scrivere un pezzo sulla psicogeografia ma abbiam cambiato idea. Ci mancava una mappa per orientarci, mancava una storia concisa dell'IS, e così ne abbiamo scritta una.

Di biografie dell'IS ne gira qualcuna per carità, ma nessuna ci è sembrata utile ai nostri scopi. Tutte sono partigiane di una fazione o di un altra. Ad esempio Martos, (Rovesciare il Mondo), una macedonia di citazioni e slogan pro-situ, oppure Assalto alla Cultura di Stewart Home mini stroria dell'IS distorta ai fini di dare un pedigree al Neoismo, e così via.

Spero questa nostra breve storia serva a tutti quelli che come me han sempre e solo sentito parlare di IS in termini vaghi e confusi, quando tutto quello di cui avevano bisogno era una semplice mappa dell'IS per orientarsi fra il materiale originale.

 

Onesto Lusso, Londra, 1 Aprile 1995

 

I. RADICI SITUAZIONISTE

Per partire dai fatti. L’Internazionale Situazionista (IS) ha una data di nascita. Il 28 Luglio del 1957, dopo qualche mese di gravidanza ed un paio di giorni di travaglio etilico, il gruppo vede la luce nel retro di un bar nel paesino italiano di Cosio d’Arroscia. Nasce dall’unione del MIBI, il Movimento Internazionale per una Bahaus Immaginista con i francesi dell’Internazionale Lettrista. La fantomatica Associazione Psicogeografica di Londra le fa da zio.

Il programma dell’IS è abbastanza chiaro fin dall’inizio; si tratta di creare situazioni, definite come "momenti di vita concretamente e deliberatamente costruiti mediante l’organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di eventi". Le situazioni vanno create tramite l’Urbanismo Unitario, un nuovo ambiente spaziale di attività dove l’arte integrale ed una nuova architettura possano finalmente realizzarsi. I situazionisti si propongono di inventare giochi di una nuova essenza, ampliando la parte non-mediocre della vita, diminuendone, per quanto possibile i momenti nulli.

Questo il programma d’azione adottato dagli artisti sperimentali del MIBI e dai lettristi al momento di confluire nella neonata Internazionale Situazionista. Programma modificato ed ormai abbandonato da tempo al momento della morte dell’IS avvenuta nel 1972 a Parigi, per autoscioglimento. Anagraficamente il gruppo dura circa 15 anni, durante i quali si sposterà dal terreno delle avanguardie artistico-letterarie da cui era partito, verso quello più ampio, ma non per nulla alieno, della critica rivoluzionaria.

Per comprendere le origini dell’IS è necessario tracciare una breve storia delle attività del MIBI e dell’Internazionale Lettrista negli anni precedenti la loro unione, ed in particolar modo delle figure di spicco dei due gruppi, il francese Guy-Ernest Debord, il danese Asger Jorn e l’italiano Giuseppe Pinot-Gallizio.

Entrambi i gruppi infatti avevano già elaborato quelli che sono i concetti fondamentali del programma dell’IS al momento della fondazione, il già citato Urbanismo Unitario, la psicogeografia, con l’esplorazione pratica del territorio attraverso le derive, e l’idea del potenziale rivoluzionario del tempo libero:

"la classe dominante riesce a servirsi del tempo libero che il proletariato rivoluzionario le ha strappato, sviluppando un vasto settore industriale del dopolavoro ceh è incomparanbile strumento di abbruttimento del proletariato con sottoprodotti dell’ideologia mistificatrice e dei gusti della borghesia."

COBRA

Molti degli artisti sperimentali che affluiranno nel MIBI avevano in precedenza militato nel gruppo COBRA.

COBRA, o meglio L’Internazionale degli Artisti Sperimentali si forma nel 1948 con lo scopo di riprendere un discorso d’avanguardia intesa sopratutto come sperimentazione, brutalmente interrotto dallo scoppio della IIa guerra mondiale.

L’Internazionale si forma dall’unione di artisti gravitanti intorno alla rivista Helhesten in Danimarca con il gruppo editoriale della rivista Reflex in Olanda. Il Gruppo Surrealista Rivoluzionario formatosi intorno al belga Christian Dotremont dopo la rottura con il leader dei Surrealisti Andrè Breton, costituisce la terza controparte di COBRA (dalle iniziali di COpenhagen, BRuxelles e Amsterdam).

Il primo atto del gruppo è una dichiarazione colletiva di opposizione alla conferenza del Centro Internazionale per la Documentazione dell’Avanguardia a cui i tre gruppi partecipano:

"L’unica ragione per mantenere un’attività internazionale è la collaborazione organica e sperimentale che evita sterili teorie e dogmatismi"

da qui la decisione di lavorare intorno ad una piattaforma comune già definita in un Manifesto pubblicato sul primo numero di Reflex:

"La dissoluzione della Cultura Classica Occidentale è un fenomeno che può essere compreso solo sullo sfondo di un’evoluzione sociale che può finire solo nel collasso totale di un principio di società vecchio di migliaia d’anni, e il suo rimpiazzamento con un sistema le cui leggi siano basate sulle domande immediate di vitalità umana [...]"

Il surrealista belga Dotremont, l’olandese Constant ed il pittore danese Asger Jorn, ovvero i leader dei tre gruppi fondatori, diventano le figure carismatiche del gruppo COBRA, collaborando alla pubblicazione di una rivista omonima. Sarà la rivista a dare il nome al gruppo che durante la sua esistenza continuerà a chiamarsi Internazionale degli Artisti Sperimentali.

Attorno a loro gravitano uno svariato numero di pittori, architetti, scrittori, poeti e teoristi. Rifiutando sia il realismo che l’arte astratta, gli artisti sperimentali lavorano per una forma di espressione più diretta e primitiva, ricercata attraverso una sperimentazione costante. Politicamente tutti coloro che non l’avevano già fatto, rompono col Partito Comunista per il supporto dato da quest’ultimo al Realismo Socialista e per la sua ostilità a qualsiasi arte e teoria sperimentale. Prendono le distanze dal Surrealismo, criticandone la decisione di enfatizzare troppo l’inconscio e la psiche, e portano avanti una critica architettonica, avanzando l’idea della creazione di un nuovo ambiente urbano (era il periodo delle ricostruzioni un pò ovunque in Europa), un ambiente più irrazionale ed umano, in aperto contrasto con il razionalismo dominante di LeCourbusier. Constant non cesserà mai di occuparsi di questa ricerca, che verrà poi da lui sviluppata ulteriormente in seno all’Internazionale Situazionista dando forma al concetto di Urbanismo Unitario.

COBRA si scioglie nel 1951 dopo soli tre anni di vita, durante i quali viene totalmente ignorato dal mondo dell’arte, dai critici e dagli storici di professione. Sette anni più tardi, però, a seguito del successo commerciale personale di alcuni dei membri originari del gruppo, in particolare di Jorn, verrà improvvisamente riscoperto e lanciato come un’importante movimento dell’avanguardia artistica, entrando suo malgrado a far parte della Storia dell’Arte con l’A maiuscola, anzi con l’S maiuscola.

Jorn e Constant, in quel momento membri della neonata Internazionale Situazionista, scriveranno sul primo numero della rivista Internationale Situationniste, un’articolo in risposta al riciclaggio del gruppo COBRA da parte delle istituzioni.

Intitolato ‘Chi sono gli amici di COBRA e che cosa rappresentano’, il pezzo è sia una critica a chi tenta di riciclare l’esperienza COBRA, sia un bilancio abbastanza negativo dell’esperienza stessa:

"Nel 1958 una specie di conspirazione cerca di lanciare un ‘nuovo’ movimento d’avanguardia, che ha la peculiarità di essere terminato da 7 anni [...]. I gruppi che formarono il movimento COBRA, collaborarono su una proclamazione di una ricerca sperimentale nella cultura. Quest’intenzione positiva però, fu paralizzata da una confusione ideologica, tenuta in vita da una forte componente neo-surrealista. L’unico risultato che COBRA raggiunse fu la creazione di un nuovo stile di pittura"

* * *

IL LETTRISMO E L’INTERNAZIONALE LETTRISTA

Torniamo indietro alla IIa guerra mondiale. Il giovane rumeno Isidore Isou arriva a Parigi dove intende enunciare al mondo della cultura la sua grandiosa teoria sul futuro della poesia. In base a questa teoria, la poesia, così come qualsiasi altra arte attraversa due fasi dialettiche, una di espansione ed una di distruzione. Il ruolo che Isou vede per se stesso è quello di completare la fase di distruzione della poesia inaugurata da Baudelaire, distruggendo le lettere, per poi inaugurare una nuova fase di espansione.

L’accoglienza parigina è tutt’altro che calorosa, nessuno si interessa alle sue rivoluzionarie teorie. Isou non si scoraggia e si arma di due attrezzi per far sentire la sua voce: scandali e discepoli. Nasce così il Movimento Lettrista.

Reclutando giovani dai caffè di St. Germain de Pré, il gruppo si dedica alla provocazione di una serie di scandali mirati ad accrescere la notorietà di Isou, tipo l’interruzione di una messa in Notre Dame per leggere un comunicato sullo stile ‘Dio è morto’. L’attentatore, vestito da monaco, rischia di farsi ammazzare da due Guardie Svizzere. Di grande effetto anche l’interruzione di una lettura pubblica del dadaista Tristan Tzara, durante la quale alcuni lettristi salgono sul palco urlando: "Basta con questa robaccia, voliamo sentire qualcosa di nuovo: Isidore Isou". I dadaisti erano ancora considerati i padri indiscussi dell’avanguardia e fa scalpore vederli attaccati con i loro stessi mezzi da un gruppo di giovani letterati.

Gli scandali cominciano a dare qualche risultato quando Isou riesce a pubblicare il suo tomo titolato ‘Introduzione ad una Nuova Poesia ed una Nuova Musica’ (Gallimard, Parigi, 1947), zeppo di affermazioni del tipo: "Il ruolo di Isou nella poesia è eguale a quello svolto da Gesù nel Giudaismo"

Nel 1951 il film di Isou ‘The drivel and eternity treatise’ vince il premio per l’avanguardia al festival di Cannes. Il film voleva rappresentare la fine della fase di distruzione per quanto riguarda il cinema, con la pellicola graffiata, rovinata e in alcuni punti completamente vouta. Guy-Ernest Debord, unitosi al gruppo qualche mese prima, riproporrà simili temi un anno più tardi col suo ‘Urla in favore di De Sade’.

Terreno di elaborazione delle teorie lettriste le pesanti sessioni alcoliche presso i caffè della Rive Gauche, punto d’incontro dei giovani parigini. È da questa atmosfera che Isou deduce la sua analisi della gioventù, per la prima volta individuata come una specifica classe sociale. Una classe sfruttata e sotto-rappresentata, ma non ancora dipendente dalle forze capitaliste che regolano la vita/mercato. Isou vede il potenziale rivoluzionario di questa classe. È la fine degli anni quaranta. La decade successiva vedrà i primi gruppi giovanili come quello degli Angry Young Men in Inghilterra ed i Blousons Noir in Francia formarsi e ribellarsi.

Passa qualche anno e all’interno del gruppo cominciano ad emergere diversi malumori nei confronti del delirante egocentrismo di Isou. Una fazione, capeggiata da Debord, si stacca e dà vita all’Internazionale Lettrista.

Non facciamoci ingannare dai nomi. Nonostante la loro pomposità, Movimento Lettrista, e, peggio ancora Internazionale Lettrista sembrano implicare un seguito abbastanza ampio e, nel secondo caso, a partecipazione semi-mondiale. In realtà, entrambi i gruppi non conteranno mai più di una decina di membri ciascuno. I numeri non impediscono ai giovani lettristi di prendersi molto seriamente. Un tale senso di importanza è inscindibile dal fatto di operare in un epoca in cui Parigi è ancora la capitale culturale del mondo, è quindi facile credere che le contese fra gruppuscoli sconosciuti abbiano un’importanza mondiale per il solo fatto di essere contese parigine.

Missione fondamentale dei Lettristi lo studio serio ed approfondito, con una buona dose di sperimentazione pratica, del tempo libero, potenziale nicchia rivoluzionaria, insediata dal capitalismo avanzato:

"L’organizzazione del tempo libero - l’organizzazione della libertà di una moltitudine un po' meno guidata dal lavoro continuo - è già una necessità per i governi capitalisti, così come lo è per i loro successori marxisti. Ovunque si è limitati dalla degradazione degli stadi e dei programmi televisivi [...] abbiamo deciso di dedicarci seriamente solo al tempo libero [...] la costruzione di situazioni sarà la continua realizzazione di un gran gioco, un gioco che i giocatori han deciso di giocare"

(da "une ideé neuve en Europe", Potlatch)

Oltre all’elaborazione della teoria sul tempo libero, l’Internazionale Lettrista si propone di praticare sperimentalmente alcune teorie architettoniche ed attitudinali già definite dal Movimento Lettrista. L’idea di base è che l’ambiente influenza il comportamento delle persone che lo abitano, ed essendo l’architettura nella quasi totalità dei casi espressione fisica della volontà della classe dominante, l’ambiente urbano contribuisce attivamente alla coercizione psichica e fisica dei sudditi-cittadini. Critica dell’architettura è quindi critica della società in generale.

È il 1953 quando Ivan Chtcheglov, allora appena 19enne, scrive un saggio intitolato Formulario per un nuovo urbanismo, un’appassionata chiamata alle armi a favore di un nuovo concetto di urbanismo:

"SIRE, io vengo dall’altro paese. Ci annoiamo nella città, non c’è più un Tempio del Sole"

è l’apertura della strada psicogeografica. Chtcheglov piange per la città moderna senza musica e senza geografia, le nostre immaginazioni sono rimaste molto indietro la sofisticazione delle macchine. Chtcheglov descrive la sua città ideale, diretto risultato di una nuova architettura che avrà imparato da esperimenti con motivi comportamentali. Sarà una città modificabile, con costruzioni caricate di potere evocativo, edifici simbolici rappresentanti diversi desideri. Ognuno abiterà nella sua cattedrale privata. I diversi quartieri di questa città potrebbero corrispondere all’intera gamma di umori che ognuno di noi incontra per caso nella vita di ogni giorno.

L’Internazionale Lettrista adotta le formulazioni di Chtcheglov, specialmente la deriva sperimentale base della psicogeografia. Introduzione ad una critica della Geografia Urbana di Debord continua sulla linea tracciata da Chtcheglov affermando che la psicogeografia potrebbe ritagliarsi lo studio delle leggi precise e degli effetti specifici dell’ambiente geografico, consciamente organizzato o meno, sulle emozioni ed i comportamenti degli individui. La città va esplorata attraverso le derive, ovvero vagando senza meta lasciandosi guidare dall’ambiente circostante, oppure con giochi psicogeografici, tipo quello suggerito nel saggio di esplorare una città seguendo la mappa di un’altra. La ricerca psicogeografica mira a gettare le basi per la costruzione di un nuovo ambiente, un’ambiente che ci permetta un nuovo stile di vita liberato, più alto, più piacevole.

Altra teoria sviluppata dai lettristi quella del détournement di testi altrui:

"Nella fase di guerra civile in cui ci troviamo, l’arte e la creazione in generale dovrebbero servire esclusivamente motivi partigiani, e ciò è necessario per finirla con qualsiasi nozione di proprietà privata in queste aree. Detournement è la libera appropriazione delle creazioni altrui. Detournement è decontestualizzazione. Va da sè che uno non è limitato al correggere lavori esistenti o integrare diversi frammenti di lavori scaduti in una nuova opera: si può altresì alterare il significato di questi frammenti in qualunque modo, lasciando gli imbecilli al loro profuso mantenimento delle "virgolette".

Nel 1957, dopo 5 anni di attività, l’Internazionale Lettrista si unisce al MIBI, il Movimento Internazionle per una Bahaus Immaginista per dar vita all’Internazionale Situazionista.

* * *

IL M.I.B.I.

Uscito dall’esperienza COBRA, Asger Jorn continua la sua attività di pittore e frenetico organizzatore, entrando in contatto fra gli altri con l’architetto svizzero Max Bill il quale intende fondare una nuova Bahaus. Jorn, spontaneista convinto, si scontra ben presto con il razionalismo dell’architetto, accusando lo svizzero di voler costruire un’accademia senza pittura, senza ricerca nell’immaginazione, nella fantasia, nei segni, nei simboli. In una lettera al pittore milanese Enrico Baj, Jorn annucia la sua intenzione di rompere con Bill e di creare un Movimento Internazionale per una Bahaus Immaginista (MIBI). Al nuovo gruppo presto si aggiungono un numero di ex-COBRA, fra cui Dotremont e Appel.

Jorn si stabilisce in Italia, presso la città ligure di Albisola, dove nel 1954 incontra, in occasione della festa del paese, il pittore albigese Giuseppe Pinot-Gallizio e lo studente di filosofia Piero Simondo. I due si mostrano interessati alle idee del MIBI e Gallizio invita il gruppo a dar vita ad un Laboratorio Sperimentale presso il suo studio nella città di Alba.

Sfruttando i contatti europei di Jorn, nel Settembre del 1956, il MIBI organizza il Primo Congresso degli Artisti Liberati nei locali del comune di Alba presso il quale Gallizio è consigliere comunale (Indipendente di sinistra). Gil J. Wolman partecipa come delegato dell’Internazionale Lettrista e sotto sua insistenza, Baj viene immediatamente escluso dai lavori del congresso.

Si discute di urbanismo unitario ed i delegati concludono con una risoluzione dichiarante la necessità di una costruzione integrale di un ambiente di urbanismo unitario che faccia uso delle tecniche ed arti moderne ed il riconoscimento di un’interdipendenza essenziale fra l’urbanismo unitario ed uno stile di vita futuro.

Parallelamente al congresso, il MIBI organizza una mostra dei lavori prodotti dal Laboratorio Sperimentale, insieme ad una retrospettiva dedicata alle Ceramiche Futuriste 1925-33.

Finiti i lavori congressuali, l’olandese Constant (giá redattore di Reflex e poi di COBRA) resta ad Alba per continuare gli studi sull’urbanismo e sullo spazio. Qui lavora ad un progetto per la costruzione di un campo di nomadi accampati su un pezzo di terra di proprietà di Gallizio. Usando pareti divisorie mobili, il progetto è un esperimento per un nuovo modello di città basato sui principi di proprietà comune, mobilità e la possibilità di una modificazione continua dell’ambiente abitato.

Nel Laboratorio, Gallizio, aiutato dal figlio Jors Melanotte, continua il suo lavoro sulla Pittura Industriale, così chiamata perché prodotta a ritmi industriali. Riempendo enormi rotoli di tela di una quantità svariata di materiali, colla, pittura, vaselina, sabbia e carbone, le opere vengono poi vendute a metri, oppure usate per confezionare abiti, tende e partizioni per l’architettura mobile. L’idea di Gallizio è quella di attaccare il dogma della preziosità dell’opera d’arte attraverso la sur-produzione.

Contemporanemente i lettristi Debord e Korun organizzano una mostra psicogeografica a Bruxelles. Nel maggio dello stesso anno (il 1957) Debord scrive il "Rapporto sulla costruzione delle Situazioni e sulle condizioni dell’organizzazione e delle azioni della tendenza Internazionale Situazionista". Inteso come documento preparatorio per una seconda conferenza del MIBI, l’opuscolo si apre con una critica delle avanguardie storiche, Futurismo, Dada e Surrealismo:

"il programma surrealista, affermando la centralità del desiderio e della sorpresa, proponendo un nuovo uso della vita è più ricco di possibilità costruttive di quello che generalmente si crede […] ma il suo errore fu [...] il credere che l’inconscio fosse la definitiva forza della vita."

Secondo Debord, tutte le avanguardie sono state riassorbite dal sistema ed hanno perso il loro potenziale rivoluzionario. Egli auspica la creazione di situazioni, definite come la costruzione concreta di momentanei ambienti di vita e la loro trasformazione in momenti di una qualità passionale superiore. Le situazioni sono l’opposto dello spettacolo, la forma di vita alienata imposta dal capitalismo avanzato. Il concetto di spettacolo qui accennato verrà elaborato attraverso tutti i 15 anni di vita dell’Internazionale Situazionista e ne constituisce forse la conclusione più brillante.

Il "Rapporto..." si chiude con un’esortazione ad un agire in comune,

"...dobbiamo eliminare il settarismo fra di noi che impedisce un’unità di azione con possibili alleati per scopi specifici ed impedisce la nostra infiltrazione in organizzazioni parallele."

L’opuscolo viene ricevuto con entusiasmo dal MIBI e la programmata seconda conferenza diventa invece la conferenza fondatrice per un nuovo gruppo, l’Internazionale Situazionista, formato dai lettristi e dal MIBI stesso.

Nel retro di un bar nel paesino di Cosio d’Arroscia, Gallizio, Jorn, Olmo, Simodo e Verrone raprresentano il MIBI, Debord e Michele Bernstein i lettristi. Alla riunione, che vede i partecipanti in uno stato di ubriachezza semi costante, partecipa anche il giramondo inglese Ralph Rumney. Desideroso di far parte del nuovo gruppo la non-esistente Associazione Psicogeografica di Londra viene creata lì per lì dando così un po' più di credibilità alla parola internazionale nella neonata Internazionale Situazionista.

II. INTERNAZIONALE SITUAZIONISTA 1957 - 1972

GLI ANNI DELL’AVANGUARDIA (1957-1962)

La creazione di situazioni ancora in fase di sbornia teorica, i neonati situazionisti proseguono le giá avviate attivitá di sperimentazione presso i centri di Alba e Parigi.

In puro stile avanguardia, i primi anni di vita del gruppo sono segnati da varie espulsioni. Olmo, Verrone e Simondo cacciati a seguito di una discussione su un testo dedicato alla musica sperimentale che Debord accusa di pensiero destroide. Rumney per non aver consegnato alla sezione francese un rapporto psicogeografico su Venezia in tempo.

Viene fondata una sezione tedesca comprendente un unico membro. L’uomo-sezione Platscheck sarà poi espulso un anno piú tardi.

Nell’ aprile del ’58 l’Assemblea Internazionale dei Critici d’Arte si riunisce a Bruxelles, offrendo ai situazionisti l’occasione per un primo scandalo - un volantinaggio selvaggio dell’assemblea stessa descritto come un attacco diretto e necessario contro i critici e ciò che rappresentano sul primo numero di Internationale Situationniste.

Alcuni situazionisti si trovano a Bruxelles anche per altre ragioni; Jorn infatti partecipa alla mostra 50 dans l’Art Moderne organizzata in parallelo all’assemblea dei critici. Ironicamente, la mostra segna l’inizio dell’enorme successo commerciale del pittore, successo che diventerà per l’IS sempre più una fonte di imbarazzo da un lato e di finanziamenti dall’altro. L’evidente scontro di interessi che ne deriva si risolverà solo con le dimissioni di Jorn tre anni più tardi.

Anche per Gallizio comincia a paventarsi la possibilità di un buon successo commerciale con una serie di mostre delle Pitture Industriali a Torino, Milano e Parigi. Nonostante le loro migliori intenzioni, i lavori dei situazionisti piacciono all’establishment. Il gruppo tenta di spiegare ciò come un tentativo di difesa da parte del mondo dell’arte, un tentativo di comprare la rivoluzione. Il loro contr’attacco è quello di quadruplicare il prezzo delle opere.

La sezione italiana lancia una campagna per il rilascio del pittore Nunzio Van Guglielmi, rinchiuso in un manicomio per aver martellato ’Il Matrimonio della Vergine’ di Raffaello. Jorn difende il pittore per aver attaccato i falsi ideali artistici del passato.

Il gruppo tedesco Spur (= Traccia) incontrato da Jorn nel ‘58 si unisce all’IS e ne diventa la sua sezione tedesca. Insieme con l’ex COBRA Constant, il gruppo, formato principalmente da pittori, si dedica allo sviluppo dei concetti di gioco e di utilizzo tempo libero, centrali al programma dell’IS. Sotto la guida di Constant l’Ufficio per l’Urbanismo Unitario riunisce artisti, architetti e sociologi portando avanti studi sulla costruzione di unità d’ambiente.

Nell’aprile 1959 esce il film di Debord "Sul passaggio di qualche persona attraverso un’assai corta unità di tempo", un collage di immagini prese in prestito –détournate con un testo evocante gli anni lettristi.

I situazionisti si riuniscono a Monaco di Baviera per la 3a Conferenza dell’IS (la prima era quella costituente e la seconda si tenne a Parigi poco dopo). Qui emergono alcune divergenze fra Debord e Constant rigurado l’Urbanismo Unitario. Debord lo vede come un mero strumento ed immagina una creatività rivoluzionaria separata dalla cultura esistente. Constant insiste sul ruolo centrale dell’Urbanismo Unitario quale mezzo alternativo ad una creazione liberata e non vede le pre-condizioni necessarie ad una rivoluzione sociale. La questione rimane irrisolta, ed un anno dopo Constant si dimette e l’Ufficio passa a Bruxelles sotto la direzione dell’esule ungherese Kotànyi. Constant continuerá a lavorre ad un modello di cittá ideale attirandosi ripetuti insulti da parte dei suoi ex-compagni, molto spesso non a torto. Giá dai modelli per costruzioni di urbanismo unitario esposte allo Stedelijik Museum di Amsterdam infatti, la visione urbanistica di Constant aveva acquisito un delirante aspetto tecnocratico: cittá sospese con circolazione sotto e sopra il piano urbano che ricordano paurosamente le cittá in aria di LeCourbousier.

Il maggio dello stesso anno Gallizio esibisce un ambiente unitario fatto di rotoli di Pittura Industriale presso la galleria Réné Druin a Parigi e Jorn esibisce dipinti detournati, alla Rive Gauche Gallery sempre a Parigi. Nel 1960, dopo altre 3 mostre, Gallizio e Melanotte vengono espulsi per aver collaborato con forze ideologicamente inaccetabili. Nonostante le differenze di vedute, l’Internazionale Situazionista, e Debord in particolare, riconosceranno sempre i meriti personali del pittore, ribaditi in occasione della sua morte improvvisa nel 1964.

La 4a Conferenza dell’IS si tiene a Londra con i partecipanti invitati a trovare psicogeograficamente il luogo delle riunioni.

Questione centrale del dibattito è a quale livello l’IS sia un movimento politico e su quali forze possa appoggiarsi. La sezione tedesca esprime dubbi sul potenziale rivoluzionario della classe operaia troppo abituata secondo loro alle comodità concessale dalle classi dominanti. Debord ribatte facendo notare come nei paesi capitalisti avanzati gli scioperi selvaggi si siano moltiplicati e la sezione tedesca ritira la sua mozione.

La Conferenza decide l’introduzione di un nuovo modello organizzativo. Fino a quel punto l’IS era una federazione di sezioni nazionali relativamente indipendenti l’una dall’altra. Sebbene la conferenza annuale resta l’organismo competente per i dibatti teorici, viene istituito un Consiglio Centrale che si incarica di una gestione unitaria al di fuori della conferenza stessa.

Viene inoltre adottato un manifesto che enfatizza il concetto di attivitá giocose liberate che sostituiscano l’antica divisione fra lavoro imposto e tempo libero passivo. La questione del gioco è parallela a quella dell’organizzazione del tempo libero, considerato dai situazionisti nient’altro che un’altra forma di lavoro alienante nella società tardo-capitalista.

In quegl’anni Debord ed il belga Raoul Vaneigem perfezionano la critica situazionista a quella che chiamano societá dello spettacolo, arricchendola della critica alla vita quotidiana sviluppata dal filosofo Henry Lefebvre che i due incontrano frequentando il corso di sociologia da lui tenuto presso l’Universitá di Nanterre. L’amicizia-collaborazione con Lefebvre continua per qualche anno, finendo malamente fra reciproche accuse di plagiarismo. Per un breve periodo inoltre, Debord collabora col gruppo post-trotzkista di Socialisme ou Barbarie da cui importa nell’IS alcune importanti teorie, tipo la ridefinizione del proletariato ad individuare come proletari tutti coloro che non hanno alcun controllo sula propia vita, e la definizione del sistema sovietico come capitalismo di stato, con la classe dei burocrati al posto dei capitalisti.

* * *

IL NASHISMA E LA 2a INTERNAZIONALE

Le differenze di vedute fra la sezione francese ed il resto dell’IS (i tedeschi di Spur e gli scandinavi) si accentuano con le dimissioni di Asger Jorn. Il danese se ne va nell’aprile del 1961, la sua posizione all’interno del gruppo fattasi via via più imbarazzante in seguito al suo successo personale come pittore. Secondo Atkins, biografo di Jorn, "…il ruolo di Jorn nel movimento situazionista (come giá in COBRA) fu quello di catalizzatore e leader. Guy Debord di per sè mancava il calore personale e la costanza per tenere insieme persone di diversa nazionalità e capacità intorno ad una collaborazione attiva."

I situazionisti si riuniscono a Goteborg in Svezia per partecipare alla 5a Conferenza dell’IS nell’agosto del 1961. Apre i lavori Raoul Vaneigem:

"Il mondo capitalista organizza la vita sul modello dello spettacolo... non si tratta di elaborare lo spettacolo del rifiuto ma il rifiuto dello spettacolo, non esiste situazionismo, né opera d’arte situazionista... tale prospettiva non ha significato se non é legata direttamente alla prassi rivoluzionaria, alla volontà di cambiare l’uso della vita [...] la nostra posizione è quella di combattenti fra due mondi - uno che non riconosciamo, l’altro che non esiste ancora. Occorre far precipitare il loro scontro, affrettare la fine di un mondo."

La sezione tedesca dell’IS, ovvero il gruppo SPUR, differiscono sull’idea di soppressione dell’arte, affermando di non concepire una teoria separata da risultati pratici e ribadisce inoltre le sue posizioni in fatto di rivoluzione: i tedeschi non credono che i lavoratori siano abbastanza insoddisfatti per avere un alcun potenziale rivoluzionario, essendo la maggioranza troppo abituata al comfort. Nessuna di queste controversie viene risolta, e la conferenza si limita ad approvare una vaga risoluzione di Kotànyi che propone di chiamare tutte le creazioni artistiche dei membri dell’IS, anti-situazioniste.

Per finire viene letta una lettera del situazionista George Keller che propone di unificare le pubblicazioni dell’IS poiché la rivista centrale edita in francese (Internationale Situationniste) é teorica fino alla ricerca della noia assoluta, mentre le pubblicazioni in Italia, Germania e Scandinavia si accontentano di un carattere ludico primario.

Kotànyi e De Jong vengono aggiunti al comitato editoriale della rivista SPUR, organo del gruppo omonimo, per controllare l’uscita del 7o numero. I tedeschi, però, fanno uscire un nuovo numero senza consultare i due e vengono di conseguenza espulsi in massa dal Comitato Centrale. In modo abbastanza diretto l’ala capeggiata da Debord risolve così le divergenze coi tedeschi di SPUR.

Qualche mese più tardi, nel marzo del ‘62, la sezione scandinava raggrupata intorno al danese Nash, il fratello più giovane di Jorn, si stacca dall’IS ed annuncia la formazione di una 2a Internazionale Situazionista.

Dal punto di vista di storico pro-situ (vedi più avanti per una definizione del termine), Martos nel suo "Rovesciare il Mondo" da una versione francocentrica degli eventi. Egli vede la storia dell’IS in termini di una maturazione progressiva, da una critica dell’arte si passa ad una critica dell’intera società e si prede poi atto delle conseguenze rivoluzionarie che una critica di questo genere implica. Anche se in linea di massima questo suo modo di impostare una biografia dell’IS può avere degli spunti validi, ci sono alcuni fatti basilari che Martos sembra dimenticare. Prima di tutto i situazionisti non si limitarono mai, nemmeno agli inizi, ad una critica puramente artistica, ed in secondo luogo la decisione di spostare le attività dell’IS verso un campo più prettamente politico fu un percorso intrapreso dalla sola sezione francese al costo dell’esclusione di tutte le altre componenti, e non un’evoluzione del gruppo nel suo intero.

Resta il fatto che la rottura con i Nashisti (come verrano sprezzatamente definiti da Debord i membri della 2a IS) segna l’inizio di una stagnazione e progressivo declinio per entrambe le Internazionali.

È impossibile predire quali risultati una conciliazione fra le due posizioni avrebbe potuto avere per l’IS. È probabile però che la fusione fra l’idealismo pratico degli scandinavi, pronti a realizzare l’Urbanismo Unitario subito, con la lucidità teorica dei francesi, avrebbe dato al programma situazionista più ampie possibilità di successo. Scindendosi, ambedue le fazioni eriditano solo una parte del programma situazionista originario, andando così incontro al fallimento. Entrambe arriveranno direttamente o indirettamente ad influenzare il ’68 europeo, ma sará un traguardo monco, tagliato con l’ultimo respiro prima di stramazzare a terra.

La 2a Internazionale Situazionista, alla quale si uniscono ben presto i membri del gruppo SPUR, si trasferisce in una fattoria nel sud della Svezia battezzata Drakabygget (la Bahaus Situazionista), che diventa il centro delle attività del gruppo. Da questa base la 2a IS organizza mostre ed azioni, e pubblica due riviste, Drakabygget, e Situationist Times, ma le sue attività implodono lentamente nel giro di qualche anno, anche per mancanza di un certo rigore teorico a sostegno e complemento delle azioni stesse.

I pochi membri rimasti all’interno dell’Internazionale Situazionista, piú o meno la sola sezione francese, si riuniscono ad Anversa in Belgio per la 6a Conferenza dell’IS nel novembre del 1962, tentando di ridefinire ciò che è rimasto del gruppo dopo lo scisma degli scandinavi e l’espulsione dei tedeschi. Non potendo espellere chi se n’era andato da sè, la Conferrenza decide di escludere i membri della 2a Internazionale, senza riconoscere al gruppo nel suo insieme un qualche diritto di continuazione col nome ed il programma situazionista.

Cambia l’organizzazione interna, le sezioni nazionali sono abolite. La conferenza cessa di essere il supremo organo decisionale e tutti i poteri passano al consiglio centrale. Negli anni che seguono, le attività del grupppo si riducono notevolmente, concentrandosi sulla produzione della rivista, la cui uscita peraltro rallenta notevolmente.

Abbandonato definitivamente l’Urbanismo Unitario e la sperimentazione pratica, gli sforzi dei situazionisti si indirizzano verso il tentativo di costruire una teoria rivoluzionaria moderna. Le questioni dibattute al 7o Congresso dell’IS tenuto a Parigi nel 1966, ben 4 anni dopo il precedente, sono un chiaro segno della cambiata natura dell’IS; in agenda argomenti come ‘Organizzazione di gruppi rivoluzionari’, ‘Sviluppo delle relazioni fra l’IS e altre forze rivoluzionarie contemporanee’, e ‘Rivoluzione ed economie sottosviluppate’.

Asger Jorn intanto continua a collaborare e sostenere finanziariamente sia l’IS che la 2a IS, mantenendosi in buoni termini con tutti. Entrambi i gruppi dipendono da lui per sopravvivere e sono abbastanza contenti di ignorare la collusione. Insieme a Pinot-Gallizio, il danese è l’unico ex-situazionista che non verrà mai insultato o attaccato da Debord, il quale scriverá il testo per un catalogo di Jorn uscito nel ’74 a poco tempo dalla morte del pittore.

* * *

GLI STUDENTI E LO SPETTACOLO

Dopo la scissione entrambe le Internazionali continuano con la pratica degli scandali mettendo a segno alcuni colpi a grande risonanza, tipo la decapitazione della sirenetta del porto di Copenhagen da parte della 2a IS o la pubblicazione di un fumetto contro la casa reale danese per mano dell’IS. Grazie a questi scandali i situazionisti si guadagnano un certo numero di ammiratori.

Nel 1966 un gruppo di studenti di Strasburgo, in testa al Comitato Direttivo dell’Unione Studenti dell’Università contattano i situazionisti francesi (l’IS) chiedendo il loro aiuto per fare qualcosa. L’IS suggerisce che scrivano una critica della loro condizione di studenti estesa poi ad una critica della società in generale. Il situazionista Mustapha Kajati fa la spola fra Parigi e Strasburgo cercando di coordinare e metter d’accordo gli studenti. Alla fine l’opuscolo sarà scritto principalmente di sua mano.

"Sulla povertà della vita studentesca - considerata nei sui aspetti economici, politici, psicologici, sessuali ed in particolare intelletuali, e una modesta proposta per rimediarvi" vede la luce qualche mese più tardi, preceduto da una campagna pubblicitaria attraverso il campus universitario. Stampato con i fondi dell’Università l’opuscolo causa uno scandalo enorme in tutta la Francia. Gli studenti finiscono in tribunale per appropiazione indebita di fondi universitari e l’Università stessa si incarica di sciogliere il comitato direttivo dell’Unione Studenti. Grazie a questa pubblicità, l’opuscolo diventa popolarissimo e verrà ristampato più volte, diventando lo scritto situazionista più diffuso in assoluto. Storicamente, il fortunato scandalo di Strasburgo permette ai situazionisti francesi di arrivare al maggio ‘68 con un alto grado di popolarità fra gli studenti.

L’anno dopo escono due libri, ‘La societé du spectacle’ scritto da Debord, ed il ‘Traité de savoir vivre a l’usage des jeunes génération’ di Vaneigem.

Questi lavori completano l’elaborazione teorica del concetto di spettacolo, lavoro cominciato quasi dieci anni prima e sviluppato durante tutta la vita dell’IS. In questo senso i due libri possono definirsi situazionisti, in quanto frutto di uno sforzo intelletuale collettivo del gruppo che attraversa tutto l’arco della sua esistenza.

La società dello spettacolo, un collage di pezzi detòurnati sopratutto da Hegel, assomiglia piú ad un libro sacro che ad una elaborazione teorica del concetto di spettacolo. Se messo nel contesto dell’intera esperienza situazionista peró, il libro puó essere visto come una lucida analisi della società capitalista moderna. Debord sostiene che il capitalismo ha ormai sorpassato la sua fase di produzione e conseguente dominio della classe sfruttata attraverso la fame. Nei paesi dove il capitalismo ha raggiunto una fase avanzata, il dominio di una classe sull’altra è ottenuto attraverso la comodificazione del tempo libero, svuotandolo del suo potenziale rivoluzionario. L’oppresso è pur sempre alienato, anche se oggi la sua alienzione assume molteplici e sfuggevoli aspetti. La società nel suo complesso si è spostata da una fase di produzione ad una fase spettacolare, tutto ciò che era vissuto direttamente è diventato una rappresentazione.

Lo spettacolo non va confuso col suo più ovvio contenitore, i mass-media. Il concetto situazionista di spettacolo va più in là, a comprendere la totalità del vissuto.

"Lo spettacolo non è una collezione di immagini, ma una relazione sociale fra le persone mediata da immagini".

L’idea di spettacolo è una rielaborazione del lavoro del giovane Marx sull’alienazione del lavoratore, aggiornata ad una forma di capitalismo basata sul consumo anzichè sulla produzione. Mentre la tecnologia moderna ha posto fine alla lotta contro le forze della natura, l’alienazione sociale sotto forma di una gerarchia fra sfruttatori ed oppressi è continuata; la maggioranza oppressa è ancora trattata come un oggetto passivo e non come un soggetto attivo dalla minornza dominante. Ai tempi di Marx il lavoratore era oggetto passivo di produzione - oggi il lavoratore/consumatore è oggetto passivo di consumo.

"Dopo aver degradato Essere in Avere, la società dello spettacolo ha trasformato Avere in Apparire"

Il risultato è un contrasto sconcertante fra ricchezza economica e povertà culturale:

"Chi vuole un mondo dove la garanzia che non moriremo di fame è stata rimpiazzata con il rischio di morire di noia?".

Il libro di Vaneigem riprende gli stessi temi portando una critica più spontanea, un attacco più passionale alla società dello spettacolo di quello fatto da Debord.

* * *

DALLA RIVOLTA ALLA MORTE (1968-1972)

Gli eventi del maggio ‘68 vedono molte delle teorie situazioniste prender forma sui pavé parigini, cogliendolo allo stesso tempo il gruppo totalmente impreparato dal punto di vista metodico-organizzativo, e lanciandolo in una profonda crisi identitaria da cui non saprà più riprendersi.

I fatti del maggio ’68 affondano le radici nelle condizioni in cui il paese riversava dal dopoguerra in poi. Nonostante la Francia si trovasse in un momento di espansione economica, disocuppazione e bassi salari erano ancora endemici della situazione francese. All’approccio della primavera del ‘68 i primi problemi cominciano presso l’Università di Nanterre fuori Parigi e si propagano in fretta alla Sorbonne in centro per allargarsi poi in tutto il paese. Gli studenti ereggono barricate e si scontrano con la polizia, lanciando appelli ai lavoratori affinché si uniscano nella lotta. Nonostante l’opposizione dei sindacati milioni di lavoratori entrano in sciopero, paralizzando il paese per alcune settimane. La rivolta raggiunge il suo culmine quando il primo ministro Charles DeGaulle abbandona la capitale. La borghesia teme un colpo di mano degli insorti. DeGaulle peró ritorna a Parigi il giorno seguente dopo essersi assicurato la fedeltà dell’esercito si dovesse venire al peggio. Accetta le domande piú riformiste dei lavoratori e indice nuove elezioni che stravince cavalcando lo spettro di una rivoluzione rossa.

Durante la rivolta i situazionisti insieme agli Arrabbiati fanno parte del Comitato di Occupazione della Sorbonne, da cui lanciano appelli per l’immediata realizzione di Consigli Operai in tutte le fabbriche.

Dopo il maggio la popolarità del gruppo raggiunge livelli mai visti. Centinaia di persone si definiscono situazionisti senza aver la piú pallida idea di cosa fosse l’IS. Abituati ai gruppi di massa, essi desiderano semplicemente aderire. La sezione francese viene inondata di richieste. Debord lascia il posto di editore della rivista, disgustato da questa massa di ciechi ammiratori che chiama sprezzatamente pro-situ, seguaci ciechi ed imbecilli che si avvicinano all’IS aspettandosi di entrare a far parte di un movimento che non esiste.

All’8a Conferenza dell’IS tenutasi a Venezia nel 1969 il fervore pro-situ raggiunge il suo massimo:

"La metà dei partecipanti usò i tre quarti del tempo per... dimostrare di essere più situazionista degli altri"

Nel tentativo di affrontare la sua inaspettata popolaritá, l’IS adotta un nuovo statuto, nel quale l’IS viene descritta come

"un’associazione internazionale di individui uguali in tutti gli aspetti della sua gestione democratica [...] le decisioni della maggioranza vengono eseguite da tutti, la minoranza ha il dovere di scindersi se pensa che l’opposizione sia su una questione fondamentale"

Dopo la confereenza si apre nel gruppo un lungo dibattito volto a digerire gli eventi del maggio ’68 e le loro conseguenze durante il quale la pubblicazione della rivista viene sospesa.

Il tempo passa e l’IS affonda sempre più nel fango contemplativo. L’11 novembre 1970 Debord annuncia la sua volontà di rompere con l’IS. Vaneigem rassegna le sue dimissioni tre giorni più tardi dichiarando gli ultimi 10 anni di attività situazionista come un fallimento totale. Seguono un paio d’altre espulsioni e dimissioni, finchè nel ‘72 Debord e Sanguinetti, i due soli membri rimasti nell’IS, pubblicano un opuscolo dal titolo di La veritabile scissione nell’Internazionale, formalmente scindendosi dalla sezione americana.

L’opuscolo contiene attacchi contro ex-situazionisti, in particolare Vaneigem, e pro-situ. I situazionisti avevano da sempre rifiutato l’idea di divenire un’altro dogma, un altro –ismo anche se gli statuti della conferenza di Venezia sembrano un tentativo tardivo di gettare le basi per un movimento allargato.

Debord e Sanguinetti mettono la pietra sopra un cadavere già in stato di putrefazione avanzato. Il groviglio di insulti della veritable scission è forse l’obituario piú adatto agli anni travagliati di ricerca di un’identitá post 68ina. Purtroppo l’opuscolo è un’occasione mancata di tirare le somme dell’intera esperienza situazionista. Le colpe del fallimento alla prova storica dell’IS non vengono discusse in prima persona ma addossate agli ex-, ai pro-situ e ci si limita a complimentarsi per la confermata chiaroveggenza delle propie teorie, salutando la nuova era rivoluzionaria inaugurata dalle barricate parigine. La veritabile… si conclude grandiosamente con la dichiarazione che non c’è più bisogno di un Internazionale Situazionista perché oramai i situazionisti sono dappertutto e i loro scopi sono dovunque.

Et voilà, fin de l’IS.

* * *

III. E POI?

È innegabile che il ’68 sia stato un avvenimento cardine del XXo secolo anche se, guardandolo a trent’anni di distanza assomiglia piú ad un singhiozzo nella modernizzazione del capitale che non l’auspicato inizio di una nuova era libertaria. Il passare degl’anni ha valorizzato le teorie situazioniste a scapito di tutta la critica emersa dal ’68; finiti nel dimenticatoio della storia maoisti, freudo-marxisti e compagni, la societá dello spettacolo è diventata di un attualitá sempre piú sconcertante con il passare degl’anni.

Al di lá del nauseante egocentrismo e megalomania di Debord, bisogna riconoscere al piú importante membro dell’IS (piú importante in senso temporale, essendo la sua vita quasi un tutt’uno con l’esperienza situazionista) una coerenza di principi rara fra tutti gli ‘eroi’ sessantottini, svelti a riciclarsi negli anni a venire come redattori, dirigenti politici e uomini di spettacolo. Mentre essi si crogiolavano con i bei ricordi di quegl’anni formidabili, Debord ha continuato ad aggiornare la sua critica alla societá dello spettacolo, spesso peró scadendo nell’autocompiacimento e tendendo ad esagerare l’influenza dell’IS sugli eventi del maggio francese.

Nonostante gli errori l’Internazionale Situazionista è forse stata il più importante tentativo collettivo di costruire una critica alle nuove forme di dominio che si sono create negli stati capitalisti avanzati dal dopoguerra in poi; una critica rivoluzionaria al passo con l’avvento del consumismo e delle nuove condizioni del capitalismo.

Ne’ è da sottovalutare il programma originario del gruppo con l’enfasi sulla vivacitá dell’applicazione pratica e immediata di teorie come il detòurnement o l’Urbanismo Unitario. Se l’elaborazione di una teoria rivoluzionaria si è dimostrata fallimentare alla prova della storia, l’idea, semplice e pura, di creare situazioni ha ispirato un numero sempre crescente di gruppi e individui.

L’eredità situazionista è aperta al dibattito, spesso a sproposito. Ci sono stati e ci sono infiniti quanto inutili discussioni su quanto sangue situazionista scorra in questo o quel movimento. Pensiamo si debba solo prendere atto del fatto che le teorie situazioniste ebbero un impatto non indifferente nel campo della critica rivoluzionaria ed oltre, influenzando, magari diluite da due o tre passaggi, molte esperienze successive.

Dopo lo scioglimento, Debord continua a scrivere libri ed a produrre film, tutti ritirati dalla circolazione dopo la campagna denigratoria della stampa seguita all’assasinio in circostanze misteriose di Lebovici, suo amico ed editore. È morto suicida qualche anno fa, pare a causa di una dolorosa quanto incurabile malattia legata all’alcool. Vaneigem prosegue ugualmente la sua attività teorica, producendo numerosi testi. Sanguinetti in Italia mette a segno alcuni efficaci scandali editoriali. Dieter Kunzelmann, membro degli espulsi del gruppo SPUR, contribuisce a fondare a Berlino Ovest la KOMMUNE 1, attirando a sé moltissimi giovani mettendo in crise il marxismo-leninismo della SDS e contribuendo a connotare l’intero ’68 tedesco (ed in qualche modo i terroristi anarcoidi della RAF) in senso antiautoritario.

Constant continua il suo lavoro ad Amsterdam ed è direttamente coinvolto con il movimento dei Provos olandesi nel 1965.

Per quanto riguarda l’Inghilterra l’etichetta di situazionista viene spesso attaccata al movimento Punk. Un’esagerazione. Unico punto di contatto fra il movimento e l’IS Jamie Reid, grafico dei Sex Pistols, che frequentò alcuni membri di King Mob, il gruppo formato dai situazionisti inglesi solo dopo esser stati espulsi in massa dall’IS. McLaren, manager dei Pistols, riprende la tecnica dello scandalo favorita dai situazionisti a scopi pubblicitari, senza peraltro essere alcunché familiare con le teorie dell’IS. Mc Laren ed i Pistols in ogni caso rappresentano solo il recupero commerciale di un movimento già vecchio di un paio d’anni che affonda le sue radici nella sottocultura proletaria inglese più che non nelle teorie di un’elite intelletuale francese.

Di ispirazione piú marcatamente situazionista invece, i testi dei terroristi della Angry Brigade sempre in Inghilterra.

* * *

NOTA SULLE ASSOCIAZIONI PSICOGEOGRAFICHE

La fantomatica ed inesistente Associazione Psicogeogra fica di Londra inventata da Rumney a Cosio d’Arroscia è risorta qualche anno fa proclamando con orgoglio i suoi "35 anni di non-esistenza". L’L.P.A. riprende i concetti di psicogeografia accantonati dall’IS arricchendoli riferimenti ad influenze massoniche nell’architettura, linee di forza druidiche ed occultismo.

Associazioni Psicogeografiche che interpretano la psicogeografia in modi molto diversi fra loro, spesso usandola come una scusa per portare avanti le critiche piú disparate, sono sorte di recente in giro per il mondo.

L’Unità Psicogeografica di Nottingham si occupa principalmente di video, mappe mentali e racconti psicogeografici imbevuti di critica radicale e gioia di vivere.

David Fasic, Nottingham, Febbraio 1995

e poi Londra, Aprile 1999

 

BIBLIOGRAFIA

 

I. PUBBLICAZIONI

Association Federative generale des etudiants de Strasburg. - "De la misére en milieu

Ètudiant, considere sous ses aspects economique, sexuel et notamment intellectuel et de quelques moyens pour y remedier", AFGES, Strasbourg 1966. Ristampato da Champ Libre, Paris 1977. Tradotto in inglese dalla sezione inglese dell’IS come: "Of Student Poverty, considered in its Economic, Psychological, Political, Sexual and particulary Intellectual aspects, and a modest proposal for its remedy, Ten Days that shook University", SI, London. Riprodotto in Ken Knabb. Uscito in italiano sotto il titolo di "Della miseria dell’ambiente studentesco", Feltrinelli, Mialno 1967.

Atkins, Guy - "Asger Jorn, The Crucial Years: 1954-1964" Lund Humphries, London,

1977.

Biografia di Jorn negli anni di partecipazione con l’IS.

Bandini, Mirella - "L'Estetico/Il Politico, da Cobra all'Internazionale

Situazionista 1948-1957" Officina Edizioni, Roma, 1977.

Studio dal punto di vista estetico dei movimenti che confluiranno nell’IS. Ricco di documenti originali.

Barrot, Jean - "What is Situationism: Critique of the Situationist International",

Unpopular Books, London 1987.

Bernstein, Michéle - "About the Situationist International", the Times Literary

Supplement, No. 3262, 3 September 1964, p. 781.

__ "Elogio a Pinot Gallizio" Ed. Notizie, Torino 1958, riprodotto parzialmente in

Internationale Situationniste n.2, pg. 27-28.

Testo sulla Pittra Insustriale diGallizio pubblicato nel catalogo della mostra alla Galleria Notizie, Torino.

Berreby, Gerard (ed.) - "1948-1957: Documents relatifs á la fondation de l'Internationale

Situationiste", Allia, Paris 1985.

Una collezione di materiale originale senza commenti relativo ai gruppi che più tardi daranno vita all’IS, inclusi la riproduzione di testi da "Reflex", "Ion", "Ur","Internationale Lettriste","Eristica", "Potlatch", "Les Levres Nues", e "COBRA".

Blazwick, Iwona (ed.) - "An Endless Adventure... an endless passion... an endless

banquet", ICA/Verso, London 1989. Versione americana edita da Elizabeth Sursman "On the Passage of a few people through a brief moment in time - the Situationist International 1957 - 1972", MIT Press, Cambridge (Mass.) 1989. Versione francese "Sur le passage de quelques personnes à travers une assez courte unité de temps", Centre George Pomidou.

Catalogo della mostra itinerante sull’IS tenuta all ICA di Londra nel 1989, al Pompidou di Parigi nel 1989 ed all’ICA di Boston nel1990, ognuna con il suo catalogo. Commenti negativi sulla mostra si trovano in Debord, "Cette mauvais reputation..." e in Dumontier.

Caute, David - "68:The Year of the Barricades", Hamish Hamilton, London 1988.

"COBRA 1948-1951" - Ed. Jean-Michel Place, Parigi 1980. Riprodotto in Berreby.

Fac-simile dell’omonima rivista.

Debord, Guy - "Rapport sur la construction des situations et sur les conditions de

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Note preparatorie per la conferenza fondatrice di Cosio d'Arroscia.

__ "La societe du spectacle", - Buchet-Chastel, Paris 1967, e poi ed. Champ Libre,

Paris 1972. Tradotto in inglese come "The Society of the Spectacle", Black & Red, Detroit, 1977. Tradotto in italiano come "La societá dello spettacolo", Dedonato, Bari, 1968 (traduzione giudicata "mostruosa" dall’autore). Ritradotto da P. Salvadori con l’approvazione dell’autore e stampato per Vallecchi, Firenze, 1979, poi SugarCo, Milano 1990 e Baldini&Castoldi, Milano 1997. Contiene una lunga "prefazione alla 4a edizione italiana della societá dello spettacolo" sempre di Debord. Poi ristampata da sola in francese come "Preface a la quatrieme edition italienne de La Societe du Spectacle", ed. Champ Libre, Paris 1979. Tradotta in inglese da F.Parker e M. Forsyth, Chronos, London, 1979. In italiano c’è anche un’altra traduzione senza prefazione pubblicata da Stampa Alternativa, Roma 1974 e 1976, ristampato da Agalev, Bologna 1990.

__ "Commentaires sur la Société du Spectacle", ed. Gérard Lebovici, Paris, 1988.

Traduzione inglese di Malcom Imrie come "Comments of the Society of the Spectacle",Verso, London, 1991. In italiano come " Commentari sulla societá dello spettacolo" e stampato insieme ad una riedizione de "La società dello spettacolo" da SugarCo, Milano, 1990 e poi da Baldini&Castoldi, Milano 1997.

__ "Cette mauvais réputation..." Gallimard, Parigi 1993.

Un’analisi di tutte le accuse fatte all’autore in Francia fra il 1988 e il 1992.

__ "Œuvres cinematographiques completes: 1952-1978", ed. Champ Libre, Parigi

1972. Trad. it. pubblicata da Arcana, Roma 1980.

Collezione completa delle sceneggiature dei film di Debord.

__ "Panegyrique Tome I", ed. Gérard Lebovici, Parigi, 1989.

Prima parte dell’autobiografia di Debord.

__ "Considerations sur l'assasination de Gerard Lebovici", ed. Gerard

Lebovici, Parigi, 1985.

__ Vedi anche Jorn, Asger.

Debord, Guy e P. Canjuvers - "Preliminaires pour une definition de l’unité de

programme révolutionaire", Internationale Situationniste, Parigi, 1960. Riprodotto in Bandini. Tradotto in italiano in "I situazionisti", Manifestolibri, Roma, 1991, ed in "Puzz", n.20, 1975.

Opuscolo di 4 pagine che testimonia il tentativo di definire una piattaforma comune fra la sezione francese dell’IS e Socialisme ou Barbarie.

Debord, Guy e Sanguinetti, Gianfranco - "La veritable scission dans

l'Internationale - Circulaire publique de l'Internationale Situationniste", ed. Champ Libre, Paris 1972. Tradotta in inglese come "The veritable split in the International", Chronos, London, 1990.

Opuscolo che può considerarsi l’atto di morte dell’IS. Il titolo è un detournement del testo di Marx al momento della rottura con gli anarchici durante la Prima Internazionale.

Dumontier, Pascal - "Le Situationnistes et mai '68. Theorie et pratique de la

revolution (1966-1972)" ed. Gerard Lebovici, Parigi, 1990.

Storia dell’IS dallo scandalo di Strasburgo all’autoscioglimento.

Encyclopédie des Nuisances - voce "Abrégé", fasc. II, tomo II, n.15, Parigi 1992.

Tradotto in italiano come "Considerazioni storiche sull’IS", ed. 415, Torino 1994.

Testo che propone una critica delle tesi situazioniste. Debord ha risposto a queste critiche in "Cette mauvais reputation..."

Fišera, Vladimir - "Writing on the Wall, France, May 1968: A documentary

Anthology", Allison & Busby, london, 1978

Gallizio, Pinot - "Manifesto della Pittura Industriale. Per un Arte Unitaria

Applicabile". In "Notizie - Arti figurative" n.9, Torino, 1959. Tradotto e stampato in francese sul n.3 di IS, riprodotto sulla ristampa francese e italiana della rivista Internationale Situationniste.

Gombin, Richard - "Les origines du gauchisme" Le Seuil, Paris 1971. Trad. it. "Le origini

del gauchisme", Jaca Book, Milano 1973.

Traccia la storia dal dopoguerra al ‘68 del gauchisme francese, con pezzzi su Socialisme ou Barbarie e l’IS.

Gray, Christopher - "Leaving the Twentieth Century: The Incomplete work of the

Situationist International", Free Fall Press, London, 1974.

Home, Stewart - "The Assault on Culture: Utopian Currents from Lettrisme to

Class War", Aporia Press and Unpopular Books, London 1988. Tradotto in italiano come "Assalto alla cultura", AAA edizioni, 1996.

Breve storia delle avanguardie artistico-politiche dal lettrismo a Class War, passando per l’IS ed il Neoismo. Interessante per il tentativo di riaggiustre la bilancia a favore della 2a IS offrendo una versione non francocentrica degli eventi. Purtroppo la storia delle ‘correnti utopiche’ è volutamente falsata per fornire un pedigree al neoismo, movimento con cui l’autore è coinvolto.

Internationale Situationniste - "Internationale Situationiste" Gerard Lebovici, Parigi.

Edizione in fac-simile dei 12 numeri dell’omonima rivista

Parzialmente tradotto in inglese nell’antologia di Ken Knabb. Interalmente in italiano come "Internazionale Situazionista 1958 - 69", Nautilus, Torino, 1994.

Unica traduzione italiana integrale di tutti i numeri del bollettino dell’IS del quale riproduce fedelmente anche il formato, la grafica e le illustrazioni originali. Contiene anche un elenco completo di testi, manifesti e volantini riferibili all’IS.

__ "SPUR", organo della sezione tedesca dell’IS (Monaco 1960 - 1962). Ne

furono stampati 7 numeri, poi raccolti nello Spur Buch di cui ne esistono solo 270 esemplari.

__ "Situationistisk Revolution" bollettino della sezione scandinava dell’IS. Ne

furono stampati 3 numeri fra il 1962 ed il 70, editi dal danese J. V. Martin, autore di diversi "scandali".

__ "Situationist Times" e "Drakabygeet", stampati dalla 2a IS. Reperibili da qualche

parte?

__ "Gli operai d’Italia e la rivolta di Reggio Calabria", Internazionale Situazionista,

Milano 1970.

Opuscolo della sezione italana dell’Is sugli avvenitmenti di Reggio. Comprende anche il volantino sugli attentati di Milano e Roma del 1969 dal titolo "Il Reichstag brucia?"

__ "Débat d’orientation de l’ex-Internationale Situationniste", Centre de Recherche

sur la Question Sociale, 1974.

Documenti interni 1969­1971. Alcuni testi tradotti in inglese sull’antologia di Knabb

__ Numerosi manifesti, volantini, ecc... prodotti dalle varie sezioni dell’IS sono

riprodotti in Bandini, Dumontier e Vienet.

Isou, Isidore - "Introduction á une nouvelle póesie et une nouvelle musique" Gallimard,

Paris 1947.

Jappe, Anselm - "Guy Debord", Traccie Edizioni, Pescara, 1992. Ristampato da

Manifestolibri, Roma 1999.

Storia di Debord e del suo pensiero in parallelelo con altri pensatori moderni, Marx, Lukács, Adorno. L’IS e i suoi membri sono però ridotti a mere comparse nella ‘formidabile’ vita di Guido.

Jorn, Asger (Jorgensen) - "Pour la Forme - Ebauche d'une méthodologie des arts",

Internationale Situationniste, Paris 1958. Riprodotto in Berreby.

Una raccolta di scritti in varie lingue pubblicati fra il 1953 ed il 1957.

__ "Critique de la politique économique - suivre de la lutte finale. Rapports

présentés a l’Internationale Situationniste", Internationale Situationniste, Parigi, 1960.

Opuscolo sul superamento dell’arte in un ottica marxiana. Ripubblicato in estratti sul n.4 di Internationale Situationniste.

__ "Les jardin de Albisola", Pozzi, Torino, 1974. Con un’introduzione di Debord.

Debord, Guy e Jorn, Asger - "Fin de Copenhague", Le Bahaus Imaginiste, Permild &

Rosengreen, Copenaghen 1957. Riprodotto a colori da Berreby e parzialmente in bianco e nero da Bandini.

Scritti detournati e lavori di Jorn, stampato in 200 copie.

__ "Memoires" Internationale Situationniste, Permild & Rosengreen,

Copenaghen 1959. Riprodotto parzialmente in Marcus, Berreby e Bandini.

Libro sperimentale con copertina di cartavetro.

Knabb, Ken - "Situationist International Anthology", Bureau of Public Secrets, Berkeley,

1981.

Unica antologia in lingua inglese di testi dell’IS tratti prinicipalmente dalla rivista Internationale Situationniste. Disponibile elettrocnicamente sul sito internet di Knabb.

Lambert, Jean Clarence - "Cobra un art libre" Chene/Hachette, Paris, 1983

Lefebvre, Henry-Francois - "Introduction a la critique de la vie quotidienne" Grasset,

Paris 1947.

__ "Lefebvre on the Situationists: An Interview" con Kristin Ross su October 79 (1997)

"Les Levres Nues 1954-1958" - Ed. Plasma, Paris 1978. Riprodotto in Berreby.

Edizione in fac-simile dell’omonima rivista.

Luther Blissett - "Guy Debord è morto per davvero" Quaderni operativi, CRASH edizioni,

Feltre (BL) 1995.

Marcus, Greil - "Lipstick Traces, A secret history of the 20th century" Secker &

Warburg Ltd, London 1989. In italiano come "Traccie di Rossetto", Leonardo, Milano 1991.

Stroia dell’underground culturale delle avanguardi spaziando dal Dada al Punk, dagli eretici del XV secolo ai lettristi. A tratti divertente, anche se la maggioranza dei legami sono totalmente arbitrari.

Marelli, Gianfranco - "L’amara vittoria del situazionismo" Biblioteca Franco Serantini,

Pisa 1996.

Martos, Jean-François - "Histoire de l'Interntionale Situationniste" ed. Gerard Lebovici,

Paris, 1989. Edizione italiana: "Rovesciare il mondo", Sugarco, Milano 1991.

Storia dell’IS in un ottica francocentrica attraverso un caotico collage di citazioni da documenti originali.

Ohrt, Roberto - "Phantom Avantgarde. Eine Geschichte der Situationistischen

Internationale und der modernen Kunst", Nautilus, Hamburg 1990.

L’IS nell’arte moderna dal punto di vista del gruppo SPUR. Ricco di materiale illustrativo e documentario.

Perniola, Mario - "I situazionisti", in Agar-Agar n.4, Arcana, Roma 1972, ristampato da

Castelvecchi, Roma 1998.

Analisi critico-teorica delle tesi situazioniste.

Plant, Sadie - "The most radical gesture. the Situationist International in a postmodern

age", Routledge, London 1972.

I situazionisti nel contesto postmoderno.

__ "The Situationist International, a case of spectacular neglet", in Radical

Philosophy 55, Summer 1990, pp. 3-10

"Potlatch 1954-1957" - Ed. Gérard Lebovici, Paris, 1985. Riprodotto in Berreby.

Edizione in fac-simile dell’omonima rivista, bollettino dell’Internationale Lettriste. Ne furono stampati 28 numeri, il 29o divenne il 1o numero di Internationale Situationniste.

 

Raspaud, Jean-Jacques and Voyer, Jean-Pierre - "L'Internationale Situationniste:

protagonistes, chronologies, bibliographie (avec un index des noms insultés)" ed. Champ Libre, Paris 1971.

Robertson, George - "The Situationist International: its penetration into British

Culture", Block 14, 1988, pp. 38-54

Sadler, Simon - "The Situationist City" MIT Press, Cambridge (Mass.) e Londra 1998.

Su situazionisti e urbanismo.

Sanguinetti, Gianfranco - "Rapporto Veridico sulle oppurtunitá di salvare il

Capitalismo in Italia", Ugo Mursia, Milano 1975. Tradotto in francese da Guy Debord come "Véridique Rapport sur les Derniéres Chances de Sauver le Capitalisme en Italie", ed. Champ Libre, Paris 1976.

Scrivendo sotto lo pseudonimo di Censor, Sanguinetti proponeva la partecipazione del PCI al governo come unica possibilità di contrastare le lotte operai. Il libro fu creduto opera autentica di un alto esponente della borghesia italiana causando scalpore.

__ "Del Terrorismo e dello Stato, la teoria e la pratica del terrorismo per la prima

volta divulgata", stampato in propio, Milano 1979.

"I Situazionisti" - Ed. Manifestolibri, Roma 1991.

Stokvis, Willemijn - "COBRA. An International Movement in Art after the Second

World War" Ediciones Poligrafa, Barcelona, 1987.

Storia del gruppo COBRA ricca di illustrazioni.

Vague, Tom - "The Twentieth Century and how to leave it: the Boy Scout's Guide to

the Situationist International", Vague 16/17, 1988, pp. 13-46

Vaneigem, Raoul - "Traité de savoir-vivre a l'usage des jeunes générations", Gallimard,

Paris 1967. Tradotto in inglese da John Fullerton e Paul Sieveking come "The Revolution of Everyday Life", Rising Free Collective, London 1979, stampato anche da Donald Nicholson-Smith, n.p., Left Bank Books e Rebel Press, 1983. Stampato in Italia come "Saper vivere: trattato ad uso delle giovani generazioni", Vallecchi, Firenze, 1973.

Viénet, René - "Enragés et Situationnistes dans le mouvement des occupations",

Gallimard, Paris 1968. Edizione inglese: "The Enragés and Situationists in the Occupation Mouvement, May-June 1968", Tiger Papers Pubblications, York, 1968. Also by Semiotext(e), New York, 1990.

Libro illustrato contenente molti documenti situazionisti relativi al maggio francese.

Tradotto in italiano senza documenti situazionisti da LaPietra, Milano, 1978. I documenti epurati sono stati poi stampati da Mario Lippolis in "Ben venga maggio e ‘l gonfalon selvaggio", Accademie du Testard, Carraia 1987.

II. ARCHIVI

Numerose lettere, volantini, rapporti e testi prodotti dall’IS o scritti a proposito delle sue attività sono conservati presso i seguenti archivi:

Bibliotheque de Documentation Internationale Contemporaine, Nanterre, Francia.

Institut International d'Histoire Sociale, Amsterdam, Paesi Bassi.

Archivio Pinot Gallizio, Alba, Italia

Alcuni testi situazionisti sono reperibili in archivi elettronici:

Spunk Press - Archivio di testi anarchici principalmente in lingua inglese ma con contributi da

gruppi anarchici di tutto il mondo. Ha una sezione sull’IS:

http://www.spunk.org

e-mail: spunk@spunk.org

Nothingness.org - sito americano con testi in inglese e francese

http://www.nothingness.org/SI/

Bureau of Public Secrets – Ken Knabb personal site with almost all his anthology on line:

http://www.slip.net/~knabb/

email: knabb@slip.net

Not Bored – sito pro-situ americano con testi lettristi e situazionisti

http://www.panix.com/~notbored/

Archivo Situacionista Hispano –testi situazionisti in spagnolo

http://www.geocities.com/SoHo/Lofts/8666/

Archivio Situazionista tedesco – testi in tedesco

http://machno.hbi-stuttgart.de/~hk/si/si.htm