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Sino
a che la società sarà fondata sul denaro, non ne avremo
mai abbastanza (volantino, Parigi, 1995)
Nell'economia
post fordista, nel sistema produttivo caratterizzato dalla rivoluzione
informatica, nei servizi immateriali, quelli che contano sono i beni
cosiddetti intangibili, dei quali c'è molta incertezza su come
determinarne il valore. Tecnologie mentali, simboliche, comunicative,
sfuggono alle logiche della PRODUTTIVITÀ: non sono misurabili
sulla base della quantità di prodotto per ore lavorate e neppure
riferibili ad una azienda o ad un settore specifico. Ciò significa
rompere la corrispondenza presente nel lavoro salariato tra DENARO
E LAVORO, principio dell'economia classica, da Ricardo a Smith, contestata
da Marx, ripresa da Keynes. Nel lavoro
immateriale in gioco c'è ciò che di più prezioso
abbiamo: la nostra LIBERTA' che non può essere semplicemente
subordinata al mercato. Il valore simbolico che risiede negli scambi
personali che si realizzano nella relazione affettiva (cuore dell'immateriale)
non si esaurisce nel denaro. La sfera della relazione (sociale, formativa,
educativa) stabilisce o richiede legame; e il legame sociale sfugge,
è altrove rispetto alla sfera del controllo esercitato dallo
Stato (Assistenziale) o dall'Impero (Economico). Ad una condizione:
se la relazione mantiene la sua estraneità all'utilitarismo,
si può vendere sé stessi, la propria libertà,
ma non possiamo acquistare l'anima dell'altro, l'amore dell'altro,
a meno che non si pensi in termini di equivalenza con un terzo (denaro,
moneta, affare)! Nella relazione c'è azzardo. Si tratta di
uno scambio non garantito e squilibrato. Ciò che la caratterizza
è la non equivalenza. La questione è che la visibilità
di questa dinamica è oggi sottoposta essenzialmente al suo
valore di mercato. La sfida è di renderla visibile rimanendo
fuori dal mercato, facendone emergere il valore simbolico piuttosto
che il plus valore economico. Significa denunciare (rinunciare) all'equivalenza
dell'atto, creativo e generativo, con il denaro; significa uscire
dalla logica assistenzial-vittimista che ogni "dono" sia
dovuto, quando il donatore è lo Stato. Significa rimettere
in gioco la propria IDENTITÀ non solo come lavoratore, ma anche
come persona: la formula "io mi chiamo e faccio" potrebbe
essere sostituta da "io mi chiamo e sono
". Possibile
scarto all'istituzionalizzazione e alla quotazione dello scambio immateriale
che hanno come tragica deriva la nostra IMPOTENZA. Il regime capitalista
e le sue forme di ramificazione statuale, hanno prodotto un declino
sociale delle risorse personali, delle competenze e delle capacità
di agire personale. Lo Stato Assistenziale dà diritto ad assistere
e essere assistiti ma si risolve nella negazione della soggettività,
producendo un declino sociale delle risorse personali, sia di chi
promuove e agisce, sia di chi è oggetto, dell'aiuto. |
