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1. Il
regime
Un regime
è caratterizzato dall'assenza di alternative. Parliamo
di regime quando una sola ideologia domina ogni aspetto della
convivenza. Non ha importanza se i partiti sono tanti e le elezioni
frequenti. Ciò che definisce un regime è l'uniformità
delle idee circolanti. Attualmente, lo scenario italiano è
dominato da un insieme di idee indiscusse cui fa riferimento
la quasi totalità delle forze politiche, a prescindere
dalla radici culturali dichiarate. Tutti i partiti al governo
e all'opposizione, sono concordi sui seguenti concetti:
- l'ineluttabilità
della sottomissione agli Usa
(atlantismo)
- la
bontà dell'Unione Europea
(europeismo)
- il
recupero dell'ideale patriottico
(nazionalismo)
- il
valore delle autonomie locali (regionalismo)
- il
valore delle corporazioni
(particolarismo)
- il
modello occidentale
come
fine della Storia
(colonialismo)
- l'accettazione
acritica del potere temporale della Chiesa
(clericalismo)
- il
lavoro come merce
(capitalismo)
- l'ipervalutazione
della scienza
(scientismo)
- il
Welfare State come bene perenne (assistenzialismo)
- lo
Stato è il solo a decidere di salute e benessere
(eugenetismo)
- la
centralità dello sviluppo economico
(economicismo)
- l'idealizzazione
delle forze armate
(militarismo)
- l'interventismo
statale
(statalismo)
Se confrontiamo
queste idee forza del regime con i programmi di tutti i partiti
esistenti, non possiamo non constatare che le uniche differenze
sono di quantità e sfumatura. Le eventuali differenze
si registrano nelle tattiche, sui problemi contingenti o in
questioni marginali. I confronti fra diverse forze politiche
non vertono mai su questi concetti, che infatti costituiscono
la base del regime, ma sulle modalità per la loro piena
attuazione. Non esiste alcuna forza politica che su uno di questi
concetti si definisca "decisamente contro". Il dibattito
non è sui valori di fondo, ma sulle loro gradazioni di
tempo, quantità, forma.
2. Le
contradditorietà del regime
Queste idee
di fondo non costituiscono un tutto organico che possa definirsi
ideologia. Al contrario, si possono definire un ammasso di contraddizioni.
I valori di atlantismo, europeismo, nazionalismo e regionalismo
sono in evidente contrasto fra loro. Altlantismo infatti significa
privilegiare i legami con il mondo anglosassone e la leadership
planetaria degli Usa, mentre l'europeismo richiede l'enfasi
sui legami continentali e prospetta una condivisione della leadership.
D'altro canto europeismo significa cessione di quote di sovranità,
il che contrasta col nazionalismo. Il regionalismo confligge
col nazionalismo, ma anche col corporativismo, che è
portatore di interessi "verticali". Lo scientismo,
lo statalismo e l'eugenetismo, contraddicono il clericalismo,
dal momento che la Chiesa punta alla supremazia del suo potere
temporale. Capitalismo ed economicismo confliggono con l'assistenzialismo.
Inoltre
queste idee costituiscono un insieme motivabile indifferentemente
da diverse ideologie. C'è un statalismo di destra che
sottolinea la legalità formale, ed uno statalismo di
sinistra che enfatizza la funzione equitativa dello Stato. C'è
un militarismo di destra, guerrafondaio, ed un militarismo di
sinistra ispirato al romanticismo. C'è un economicismo
di destra, che pensa allo sviluppo come libertà di arricchimento,
ed un economicismo di sinistra che pensa allo sviluppo economico
come emancipazione. C'è un eugenetismo di destra, che
mette lo Stato nel ruolo di guardiano, e cè un eugenetismo
di sinistra che gli assegna il ruolo di salvatore. C'è
un assistenzialismo di destra, che vede il Welfare come sistema
anti-redistributivo e ce n'è uno di sinistra che lo interpreta
come solidarismo. E così via. Tutti i principi cardine
del regime hanno una valenza poli-semantica, che facilita la
loro accettazione. Ne risulta un sistema totalizzante che ingloba
e fonde tutte le diversità.
Come possa
reggere un sistema socio-ecomico e culturale basato su queste
contraddizioni è difficile dirlo. Una ipotesi è
che queste idee siano sostenute da precisi interessi materiali.
Ogni idea che sta alla base del regime è sostenuta da
una corporazione di interessi, che spregiudicatamente la promuove
a partire da una qualsiasi radice storica. E' possibile identificare
la rete sociale che sostiene queste idee e fonda il regime.
Il nucleo centrale è il ceto burocorporativo, formato
da operatori pubblici (ma anche privati, come i grandi imprenditori
e i finanzieri) che basano reddito e potere sull'esistenza e
la logica di mega-macchine burocratiche. Un secondo grande aggregato
è quello afferente al potere temporale della Chiesa:
dai banchieri agli immobiliaristi, dal volontariato socio-assistenziale
all' istruzione. Il terzo aggregato, in Italia meno forte che
negli Usa, è il complesso industriale-militare formato
da industrie fornitrici di materiale bellico, esercito, spionaggio,
sicurezza. Il quarto gruppo è la "corporazione della
salute" formata da industrie farmaceutiche, medici, laboratori,
sistemi ospedalieri. in piena sintonia coll'idea di Stato tutore
della salute. Il quinto aggregato è quello degli operatori
culturali e mediatici, mai stati organici al regime dominate
come in questo inizio di secolo.
In termini
simbolici e figurati possiamo vedere il regime come un sistema
governato da un piccolo gruppo formato da: un alto burocrate,
un finanziere, un vescovo, un generale, un medico e un giornalista.
3. La
trappola di La Brea
La Brea
è una località della California, molto famosa
fra i paleontologi, perchè contiene milioni di ossa di
animali preistorici. Caratteristica del sito è quella
di essere una enorme palude di petrolio a cielo aperto. La spiegazione
che viene data al fenomeno è che la configurazione del
terreno ha funzionato come trappola per un solo animale, che
ne è stato vittima casuale. L'odore del primo ha attratto
un altro animale che a sua volta è rimasto imprigionato,
e così via per migliaia di unità. Più animali
cadevano nella trappola, più forte era il richiamo dell'odore
e più numerose erano le nuove vittime. La Brea è
stata una sorta di implosione eco-animale che ha azzerato intere
specie.
Il regime
odierno imploderà come gli animali preistorici di La
Brea, sotto il peso delle sue contraddizioni e degli interessi
conflittuali che lo sostengoo. La pozza di petrolio sarà
costituita dalla drastica riduzione del Pil dell'intero Occidente
e dell'Italia in particolare. La globalizzazione e la sfida
delle nuove potenze emergenti, prefigurano un destino di decadenza
inarrestabile, rafforzato dalle richieste contradditorie che
il regime deve continuare a fare per sopravvivere.
Un regime
è per sua definizione totalizzante, cioè senza
alternative. Le contraddizioni, se dislocate in luoghi differenti,
sono la base di una dialettica di cambiamento. Se unificate
in un sistema totalizzante, come è un regime, diventano
motori dell'implosione. Paradossalmente, il comunismo è
stato sconfitto nell'Unione sovietica, ma è diventato
una sorta di "boccone avvelenato" per l'Occidente,
che per sopravvivere ha dovuto inglobare in sè fortissimi
elementi di socialismo, facendosi regime. L'Occidente è
oggi un regime nel quale tutto è controllato dallo Stato
(socialismo), ma nel quale tutto può essere comprato
(capitalismo). Sotto la forma di socialdemocrazia, la natura
dell'Occidente è capital-socialista. La globalizzazione
impone che gli Stati perdano molto del loro potere e le nuove
potenze emergenti sulla scena mondiale dimostreranno che non
tutto può essere comprato dal regime capital-socialista
occidentale: l'Islam, perchè non vende i suoi valori;
la Cina, perchè ci comprerà.
La riduzione
del Pil portarà il coacervo di corporazioni in competizione
a sbranarsi fra loro fino all'estinzione, in una nuova La Brea
socio-economica.
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