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Le
migliori letture
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Il pettegolezzo D'Alema che fa il giornalista all'America's
cup. Berlusconi che fa il playboy con la premier finlandese. Totti
e una variopinta che si sposano. L'ultima stellina che si abbronza
al mare, regolarmente in topless. La prima "P" dei mass
media nostrani è quella dei pettegolezzi. I temi un tempo riservati
ai giornali per barbieri, coiffeurs e manicure (per uomini e per donne)
sono oggi il piatto centrale dell'informazione. I fatti non esistono
più. Esistono solo le opinioni dei politicanti, che commentano
i fatti. I servizi più importanti della tv sono basati su :"Il
tale ha detto...." e "Il talaltro ha risposto". Il
fatto resta sullo sfondo: inspiegabile e inspiegato. Il "sentito
dire" governa l'informazione, almeno quando è priva di
istruzioni "velinate", prodotte da questo o quell'altro
ufficio-stampa. Promo e pubblicità La seconda "P" che regge
il giornalismo italiano è quella di promo-pubblicità.
A dispetto di tutte le norme e del buon gusto, la televisione produce
programmi che sono piccoli intervalli fra una promozione e l'altra.
Non mi riferisco ai 300.000 spot pubblicitari annuali. Non alludo
nemmeno alle decine di sevizi che promozionano programmi televisivi
futuri. Mi riferisco agli ospiti che non mancano di reclamizzare il
loro ultimo libro, disco, concerto, film. In pratica, la maggior parte
dei programmi consiste in una passerella di promozioni che i presenti
fanno a favore del loro più recente lavoro. Le prediche Questo è un elemento piuttosto recente della informazione spazzatura che ci sommerge. I fatti sono trascurati, ma al loro posto viene somministrata una pletora di "consigli" su ogni comportamento quotidiano, che non si riscontravano nemmeno durante il regime fascista. Ogni giorno ci viene spiegato come si deve mangiare, bere, fare sesso, affrontare il caldo, fare ginnastica, vestire, comprare. E ricordate le proibizioni: fumare, girare senza casco, abbandonare gli animali, esagerare coi farmaci, ingrassare. La vecchia funzione dei parroci, che ha contribuito ad allontanare molti dalla chiesa, è stata sostituita e ingigantita dalla tv. La funzione informativa è stata sostituita da quella predicatoria. Il cittadino non è più considerato qualcuno che, dotato di informazioni, sia in grado di esercitare il suo potere di scelta: ma un bambino idiota cui predicare ogni tipo di comportamento. Giornalisti sostenuti da esperti più o meno accreditati, scodellano decaloghi quotidiani e si stupiscono quando devono registrare comportamenti non adattati. Prelati e Papa Questa quarta "P" è esplosa recentemente, sorpassando tutti i regimi teocratici islamici. Non c'è telegiornale che non metta in scena ogni giorno i respiri del Papa. Meglio quando il Papa si coniuga con la promo, benedicendo le Ferrari o valorizzando località turistiche. La metà degli sceneggiati messi in onda negli ultimi anni ha come protagonista un prete, un santo, un Papa. Preti che indagano, soap operas con frati e suore, spopolano. Sono in temporanea diminuzione i prelati musicisti. Il prelato è ormai una figura fissa ovunque: nei talk shows, nei reality, nelle giurie dei concorsi, nei dibattiti politici. Non esiste un argomento sul quale l'opinione di un prelato sia irrilevante. Non esiste gesto papale che non meriti un servizio telegiornalistico. |
