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IDEATARI
Ruolo e competenze dei lavoratori dell'Immateriale
- Gli
ideatari sono coloro che possiedono, come unica ricchezza, la capacità
di lavorare con le idee del mondo
- Non possiedono
le idee, non possiedono le cose: non hanno altro da perdere che
le loro catene
- Le catene
sono messe da coloro che non vogliono che le idee e la conoscenza
vengano diffusi
- Le idee
e la conoscenza non devono essere diffusi perché da esse dipende
la sovranità nel paesaggio post-moderno
- Gli ideatari
sono le avanguardie della lotta post-moderna per la distribuzione
della sovranità
L'idea
di tempo libero è fuorviante. Il Soggetto non può alienare una parte
del proprio tempo, rinunciando alla sovranità su di esso, in nome
di un'altra parte su cui avrebbe la sovranità. La desovranizzazione
del tempo, una volta accettato il patto faustiano del materialesimo,
non può che essere totale.
Lo
scenario post-moderno si caratterizza per due grandi categorie di
lavoratori: quelli che lavorano per il materiale (cose, oggetti, simulacri)
e quelli che lavorano per l'immateriale (idee, legami, passioni).
La post-modernità è la prima epoca nella quale l'Immaterialesimo sembra
sul punto di competere col potere del materialismo.
Gli
ideatari sono al centro dell'onda immateriale. Possono essere l'avanguardia
del processo di ri-sovranizzazione generalizzata del tempo, facendolo
diventare tutto "libero". Oppure possono essere al servizio
dello spossessamento del tempo, facendolo diventare del tutto "asservito".
Il turismo può essere un insignificante spostamento di scenario, o
può essere un decisivo scenario di spostamento. "Aistanomai"
è il verbo greco che indica il sentire, ma è questa la radice delle
moderne parole "estetica" e "movimento". Il turismo
deve promuovere la "ex-stasi": ciò che i giovani, non trovando
più nella vita quotidiana, cercano per via chimica.
La
distinzione non risiede solo nell'etica. E' anche un problema di competenze.
Il sapere, saper fare e saper essere degli ideatari è insieme causa
ed effetto della loro scelta di campo.
Il
core knowledge degli ideatari può essere ricercato nelle dimensioni
minoritarie, marginali e represse nella Modernità, proprio perché
gli ideatari sono alla testa dell'onda crescente di una nuova civilizzazione
(l'Immaterialesimo):
- I legami:
saper lavorare insieme a (l'Immaterialesimo si fonda sulle
connessioni, dove la modernità si fondava sulle separazioni)
- Il senso:
saper costruire il senso (generare, autoregolarsi, avere
iniziativa invece che attendere il "senso dato")
- L'inatteso:
saper divertire/divergere (cercare la diversità, esplorare,
imparare contro l'omologazione, la ripetizione, la rassicurazione)
Queste
competenze riguardano la cognizione (sapere), la strumentazione (saper
fare) e il comportamento (saper essere).
Il
problema è che l'apprendimento di queste competenze non può avvenire
tramite agenzie e maestri della Modernità.
Riferimenti
bibliografici dell'autore su questo tema
Contessa G.
"L'ANIMAZIONE" CittàStudiEdizioni, Milano, 1995
Contessa G. "PSICOPOLIS" Ed.Arcipelago, Milano, 2000
aggiornato
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