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GLOSSARIO DELLA FORMAZIONE
a cura del Prof. U.Margiotta |
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Schema
Insieme di concetti e connessioni tra concetti che definisce un concetto più complesso immagazzinato in memoria (Thorndyke e Hayes-Roth, 1979: 82). Lo schema si apprende, di norma, per esperienza ripetuta di situazioni ed esempi del concetto che lo schema rappresenta (Rumelhart e Ortony, 1977: 112). Nellambito della Scienza Cognitiva (vedi) ha un ruolo fondamentale nello spiegare la comprensione umana: noi utilizziamo gli schemi a disposizione per dare significato a ciò che percepiamo. Gli schemi sono dunque gli elementi di base della rappresentazione umana della conoscenza e ne spiegano sia il carattere dinamico (vedi Accrescimento, Ristrutturazione e Sintonizzazione), sia la proprietà della continuità tra ciò che si acquisisce e ciò che è già acquisito, sia la dimensione costruttiva (il già acquisito condiziona e orienta lapprendimento del nuovo [Bartlett, 1932]).Vedi anche Modello Mentale e Script [U.M.].
Scienza Cognitiva
Approccio che coinvolge scienziati di diverse discipline (linguistica, psicologia sperimentale, etologia, ingegneria informatica, neurofisiologia e neuropsicologia, antropologia, intelligenza artificiale, filosofia) con lo scopo comune di spiegare come funziona la mente (Johnson-Laird, 1988: 31), ossia di giungere ad una comprensione scientificamente fondata di come lavora la mente (Johnson-Laird, 1983: 31). Vedi Cognitivismo [U.M.].
La forma attuale del sistema formativo non potrà che mutare. E sempre più passerà da quellunicum che oggi è ad un sistema di servizi di istruzione, di formazione e di educazione, tra loro collegati perché capitalizzabili dagli utenti nei loro personali percorsi formativi, ma non necessariamente ordinati in scala gerarchica e unitaria allinterno di un unico ordinamento organizzativo. Sempre meno la condizione professionale docente sarà quel mercato del lavoro protetto in cui si è risolto, e sempre più dovrà confrontarsi con le logiche della domanda e dellofferta. Sempre meno credibili e auspicabili saranno politiche espansionistiche in materia di spesa educativa, e sempre più invece si chiederà al sistema formazione di organizzarsi in modo da proporsi allincrocio tra differenti comparti produttivi e sociali, in modo da ottimizzarne i processi riproduttivi di know-how. Insomma non più la formazione ma un sistema di scuole, lasciando a ciascuno dei suoi segmenti lonere di dimostrare la propria centralità e la propria necessità agli attori istituzionali e sociali potenzialmente interessati ad esso. ( U.M.)
Nellambito della Scienza Cognitiva (vedi), indica una struttura stereotipica (vedi Stereotipo) di conoscenza relativa ad eventi consueti. Condivide le proprietà dello Schema (vedi) ossia i caratteri dinamico, costruttivo e di continuità ma se ne differenzia in quanto riguarda esclusivamente strutture di azioni organizzate in vista di un obiettivo (gli script rappresentano la conoscenza che la gente usa per le attività quotidiane [Schank, 1984: 126]), mentre lo Schema più ampiamente organizza conoscenze relative ad oggetti, soggetti, eventi, comportamenti. Così, esemplificando, in memoria abbiamo lo schema di mezzo di trasporto e lo script relativo a guidare in autostrada. Vedi anche Modello mentale [U.M.].
Detta anche semiologia. Secondo la classica tripartizione di Morris (1946), è la dottrina dei segni che studia [a] il rapporto dei segni con gli oggetti che essi designano, ossia il significato (semantica); [b] il rapporto dei segni con i loro utilizzatori (pragmatica); [c] il rapporto dei segni con i segni stessi (sintassi) [U.M.].
Sillogismo
Tipo di ragionamento deduttivo, codificato nella logica aristotelica, strutturato in modo tale che, poste due proposizioni dette premesse , ne derivi in modo cogente e inconfutabile una terza detta conclusione [U.M.].
Sintonizzazione
Nella teoria degli schemi (vedi Schema), elaborata nellambito della Scienza Cognitiva (vedi), costituisce una delle tre modalità dellapprendimento umano (vedi anche Accrescimento e Ristrutturazione). Avviene adattando ed affinando uno o più schemi già presenti nella mente del soggetto. Ciò accade grazie a ripetute applicazioni di tali schemi, che si modificano lentamente e progressivamente via via che i casi nuovi rendono le regole sempre più potenti, ossia capaci di adattarsi alle tipologie di situazioni a cui si applicano (Rumelhart e Norman, 1978; 1981; Norman, 1980; 1982). La conoscenza dei soggetti esperti (vedi Expertise) si è formata grazie a lunghi processi fisici e simbolici chiaramente alternativi. (U.M.)
Sistema di padronanza
Un sistema di padronanza è scomponibile in famiglie generali di operazioni (Brown, 1978), che possono poi ritrovarsi in particolari prestazioni e per scopi specifici. Tali famiglie riguardano:
a) il prevedere le limitazioni del sistema, nel senso di riuscire a controllare quelle manifestazioni di ignoranza secondaria del problema o della situazione che si presenta di solito come non sapere quello che non si sa ;
b) il richiamare alla propria memoria di lavoro un repertorio di strategie risolutive, misurandone il relativo campo di applicazione e di sinergia;
c) il dimensionare le caratteristiche del problema, del compito, della prestazione;
d) il pianificare conseguentemente e attuare in sequenza comportamenti cognitivi adeguati;
e) laggiornare la coerenza interna di tali comportamenti, visionandone altresì in itinere lefficacia (risultati e processi). Vedi Rete di padronanza [U.M.].
La definizione può ricalcare volutamente quella di un sistema economico. Un sistema informativo può infatti per molti versi essere concepito come un sistema di mercato: tra gli attori del sistema si possono quindi riconoscere produttori, consumatori, distributori di informazione.
Occorre sottolineare, tuttavia, che le leggi che governano la distribuzione dellinformazione sono diverse da quelle che regolano la distribuzione della maggior parte degli altri beni. In particolare bisogna ricordare che la distribuzione dellinformazione non implica la sua diminuzione. Cedere uninformazione, in altre parole, non significa, nella maggior parte dei casi, rimanerne privi, dal momento che il costo economico della riproduzione dellinformazione è solitamente trascurabile rispetto al valore della stessa.
Peraltro al consumatore finale, nel momento in cui se ne manifesta il bisogno, linformazione appare come un bene dotato di valore oggettivo, come al consumatore di un qualsiasi altro prodotto. Il tempo per accedere allinformazione desiderata a questo punto diventa tuttavia un fattore critico. Poiché linformazione circola e si duplica con facilità assai maggiore di qualunque altro prodotto o bene di consumo, è chiaro che se una certa sorgente di informazioni non è in grado di fornire una certa informazione entro un certo intervallo di tempo, si riusciranno ad avere altre sorgenti, che potremmo chiamare secondarie, che si sostituiranno alla sorgente primaria fornendo linformazione desiderata o un suo surrogato abbastanza vicino a quella. ( U.M.)
Vedi Abilità [U.M.].
Skill in a medium
Letteralmente abilità in un contesto. In senso psicopedagogico, denota quelle prospettive di analisi dellintelligenza (Olson, 1985; Gardner, 1987) che sostengono il carattere multifattoriale della facoltà intellettiva: a dare sostanza e senso alle attività intellettive sono il contesto specifico di esercizio, il campo esecutivo dato, loccasione applicativa determinata. Vedi anche Abilità e voci connesse [U.M.].
Un trend inedito é rappresentato dal bisogno di assicurarsi vantaggi competitivi: esso insieme unifica e divide tutti gli attori sociali: dallallievo (e la sua famiglia) che chiede apprendimenti qualificati da vantaggi competitivi, allinsegnante che ne é richiesto e che deve garantirli anche per difendere il proprio posto di lavoro allAzienda che é chiamata a sviluppare politiche formative e non più solo politiche di istruzione. Li unifica nel bisogno, li divide nella fruizione e nella negoziazione. Il clima che li circonda é dato dal prevalere dellinsicurezza evocata da una società della conoscenza che sembra poter dare tutto a tutti, ma che in realtà da solo a chi più può. Il termine knowledge society é più correlato di quanto non si pensi con gli imperativi della globalizzazione dei mercati e delleconomia e con quello delloccupazione. Diffusosi internazionalmente nel 1984 (lanno di Orwell per intenderci), allincrocio tra letteratura, misure amministrative e dibattito politico sociale, il termine si é imposto come paradigma dellavvento di nuove opzioni sociali e tecniche tanto più necessarie quanto più dilagante si faceva- per cause oggettive- il fantasma di una grande paura: quella di una supervisione totale -per via informatica- delle scelte private e dei comportamenti pubblici degli attori sociali.(U.M.)
Fasi di formazione e sviluppo della vita psichica. Nellambito della psicologia delletà evolutiva, si ritiene che ciascuno stadio sia caratterizzato da una struttura dellintelligenza relativamente stabile. Nella teoria piagetiana, la sequenza degli stadi è invariata e cumulativa, nel senso che le fasi successive incorporano e risintetizzano le strutture delle fasi precedenti. Vedi anche Epistemologia genetica e Pensiero proposizionale [U.M.].
Nellambito della Scienza Cognitiva (vedi) indica apprendimenti e/o percezioni caratterizzati da unutile semplificazione e schematizzazione della realtà: il presupposto che i nostri interlocutori condividano i nostri stessi script [vedi] ci permette di essere più concisi nellesposizione (Schank, 1984: 125). Vedi anche Schema. Nellambito psicosociale si sottolinea invece la rigidità di tale apprendimento e la distorsione della realtà a cui conduce [U.M.].
La tecnica della content analysis andrebbe utilizzata per dare unità alle fasi in cui si articola lo sviluppo di ciascuno studio di caso:
a)una raccolta documentaria e di informazioni per situare il caso osservato nel contesto di riferimento concreto e in quello ideale dellintervento formativo;
b)una scheda generale riassuntiva per i diversi tipi di input accessibili o ottenibili attraverso un piano di interviste ripetute agli utenti dellintervento formativo, come se fossero gli attori del caso osservato;
c)una scheda ricostruttiva della storia del caso o delle microstorie degli attori del caso;
d)schede analitiche relative alle interviste di controllo effettuate agli utenti( i formatori in formazione) del caso in questione(qui soprattutto va applicata in prima istanza la tecnica della content analysis)
e)schede incrociate di analisi e interpretazione delle discrasie o discrepanze registrate nelle singole interviste o analisi di contenuto, per utente/attore;
f)quadro riepilogativo delle principali assunzioni raccolte in ordine a ciascuno dei subsistemi in cui era stata preventivamente e tematicamente articolata lanalisi e guida alla generalizzazione delle metodologie e delle regole di comportamento).
Linsieme della documentazione e della riflessione acquisita (interviste, materiali di varia natura, verifiche, ecc.) dovrebbe così consentire al formatore non solo di affinare il suo punto di osservazione, ma soprattutto di identificare, con maggiore approssimazione di quanto gli sia possibile in apertura di intervento formativo, il punto di osservazione degli attori dei corso, nonché il clima in esso regnante in ordine appunto alla classe di variabili cui gli utenti possono essere interessati. Che, potrebbe anche essere, nel nostro caso, la presenza o meno di una interpretazione complessiva del sistema territoriale di domanda/offerta formativa tra gli operatori culturali, e quindi la osservazione del ruolo che essi ritengono legittimamente di sviluppare al suo interno. E evidente che i materiali raccolti seguendo le operazioni di osservazione e di studio implicate dalle tabelle appena presentate richiedono unoperazione ulteriore di riscrittura della griglia di indagine, di risistemazione dei materiali e di loro rilettura; ma soprattutto impone una sorta di movimento ricorsivo( un Loop in gergo informatico) sul caso, non limitandosi ad interpretare il caso a partire dai materiali raccolti nella prima vindemiatio ma ritornando al caso stesso, nella sua realtà. Si tratta dunque di un movimento ciclico di osservazione/ valutazione formativa che si arresta solo quando il formatore ritiene di aver raggiunto un assestamento significativo dei risultati del suo intervento. Lunità di misura al riguardo deriverà evidentemente dalla verifica di consequenzialità o meno tra le interpretazioni elaborate e quelle che i casi indagati forniscono rispetto alla questione di fondo da cui è stata guidata la scelta. Inoltre il loop seguito consente di prosciugare via via lincrocio delle variabili, fino ad attestarsi a quelle plausibilmente ritenute essenziali e comprendenti. Ciascuna fase, indicata nello schema seguente, viene a passare attraverso quattro punti di osservazione essenziale. Il loro trattamento consente di estrapolare da ciascun campo(linsieme degli spazi afferenti in linea orizzontale a ciascuna fase) un identikit provvisorio delle abilità o del livello di trasformazione e di interpretazione sul caso tra gli utenti, i cui tratti vengono poi ad essere aggiunti e combinati con quelli dei campi successivi, fino a formare un mosaico generale, la cui significatività viene preventivamente valutata dal formatore in ordine alla sua coerenza rispetto al filo rosso dellindagine effettuata(la domanda da cui si è partiti) e in ordine alla sua leggibilità anche da parte degli attori e del sub-sistema di caso osservato( U.M.).
Configurazione stabile ed esperta delle esperienza di conoscenza e di apprendimento propria di ciascun soggetto in ciascun momento della sua storia cognitiva. Per la sua configurazione ramificata, è stata oggetto di studio particolare da parte dei filosofi, prima, e degli psicologi, poi. Oggi viene solitamente adoperata in senso lato per rappresentare le forme di categorizzazione e/o di concettualizzazione dellesperienza, fin dalla nascita dellindividuo. Ausubel (1968: 198) la definisce come substrato di concetti, principi e informazioni pertinenti precedentemente appresi, che rendono possibile lemergere di nuovi significati e ne facilitano la ritenzione. In quanto complesso delle conoscenze già possedute, la Struttura Cognitiva diviene in tal modo il fattore più importante che influenza e condiziona lapprendimento, posto che su di essa si vanno ad incernierare le conoscenze nuove: Se la struttura cognitiva è chiara, stabile e organizzata in modo agibile, emergono [dal materiale nuovo] dei significati precisi e non ambigui [...]. Se, al contrario, la struttura cognitiva è instabile, ambigua, disorganizzata o organizzata in modo caotico, tende ad ostacolare lapprendimento e la ritenzione significativi Vedi anche Apprendimento significativo [U.M. e U.M.].
Strutture disciplinari
Alla fine degli anni 50 prende avvio e si diffonde un deciso movimento, a carattere mondiale, di riforma dellinsegnamento scientifico. Nel giro di pochi anni, soprattutto negli Stati Uniti, si contano almeno 70 progetti di riforma del curricolo in diverse discipline scientifiche e tecniche, i quali tendono a dare unimmagine completamente nuova dellinsegnamento dal punto di vista dei contenuti, delle strategie didattiche, delle metodologie di insegnamento/ apprendimento, dei modi usuali di concepire lattività del docente e del discente, delle tecnologie di supporto mediale. Tale processo di rinnovamento si lega ad un fatto culturale complesso, ovvero alla rilevante importanza che in quegli anni assume limpresa scientifica nella società industriale. E anche il momento della crisi dello Sputnik, che dà occasione al mondo scientifico ed economico americano per denunciare i notevoli ritardi accumulati nella formazione tecnica e scientifica delle giovani generazioni, e per indicare alla formazione la direzione da prendere in sintonia con levoluzione degli studi e linnovazione tecnologica. Il dibattito si accentrò intorno a tre aspetti fondamentali del processo di apprendimento:
· laspetto normativo, cioè il corpo di conoscenza da trasmettere;
· laspetto cognitivo, ovvero lanalisi del ruolo, dei compiti e dei traguardi formativi per il discente, per il docente, e per lintero sistema delle opportunità formative;
· laspetto tecnico, consistente nella definizione, progettazione e pianificazione delle strategie che avrebbero consentito di raggiungere gli obiettivi desiderati.
Dallapprofondimento di tali aspetti scaturiscono modelli diversi di curricolo.
Nel 1959, a Woods Hole, Bruner presiedette una Conferenza convocata dalla National Academy of Sciences: è il momento a partire dal quale si fa convenzionalmente iniziare quel movimento di riforma dei curricoli scientifici e tecnici di cui prima si diceva. Gli elementi essenziali di discussione emersi durante e dopo la Conferenza possono così essere sintetizzati:
lo sviluppo mentale del soggetto è colto in stretta connessione con le conoscenze acquisite o da acquisire: il soggetto in cui ha luogo una crescita cognitiva è lo stesso soggetto infatti che si trova a vivere in uno specifico contesto socioculturale, a manipolare oggetti e strumenti, prodotti e processi tecnologici. Ciò significa riconoscere, allinterno del processo di conoscenza, un ruolo notevole non solo al soggetto che apprende, ma a tutte le informazioni che egli riceve dallesterno. Sul piano dellistruzione, è evidente che per Bruner la crescita del singolo avviene a contatto con le modalità con cui una società ha costruito il suo rapporto con la realtà, quindi con le discipline, i linguaggi, gli strumenti, i prodotti;
ma come organizzare lapprendimento? Per Bruner, ... non importa ciò che abbiamo appreso: ma ciò che possiamo fare con quanto abbiamo appreso, questo è il problema. Per questo motivo, non le informazioni isolate sono utili, ma le informazioni strutturate. Ogni argomento ha una sua struttura (...). Questa struttura è ciò che conferisce allargomento la sua fondamentale semplicità. Ed è apprendendo la natura di esso che riusciamo ad afferrare il significato essenziale dellargomento stesso (22). In particolare, la struttura di una disciplina è data dalle sue idee fondamentali e generali: dai principi organizzatori che permettono di inquadrare le conoscenze ed i dati dellesperienza in un contesto organico. Sono questi principi che permettono la sistemazione ed il progresso del sapere nellambito delle singole discipline; sono questi principi, e non le nozioni isolate, gli oggetti di una istruzione efficace. Il sapere è una costruzione esemplare che ha il fine di dare un significato a motivi costanti nellesperienza e di inserirli in una struttura. Le idee organizzatrici di un qualsiasi insieme di conoscenze sono scoperte che mirano a connettere e semplificare lesperienza: in fisica si è scoperta lidea di forza, in chimica quella di combinazione, in psicologia lidea di motivazione, in letteratura quella di stile, al fine, sempre, di avere strumenti di comprensione. La storia della cultura è storia dello sviluppo delle grandi idee organizzative e strutturali, idee che inevitabilmente derivano da giudizi e da ipotesi sempre più profondi sulluomo e sulla cultura. Lefficacia delle grandi idee organizzatrici non consiste solo nellaiutarci a comprendere, e talvolta a prefigurarci a modificare il mondo in cui viviamo, ma anche nel fornirci strumenti per lesperienza
Lo sviluppo organizzativo va inteso come un modo esplicito e pianificato di affrontare i cambiamenti nelle organizzazioni, agendo quindi sui processi interni di aggregazione del consenso verso obiettivi comuni con modalità concordate. E' questa appunto la capacità che caratterizza il manager moderno e verso cui ogni Azienda deve concentrare i propri sforzi.[U.M.].
Si è invero tentato di uscire dalla circolarità apodittica di discorsi lapalissiani adottando il concetto di sviluppo personale che denomina, insieme, lobiettivo, il processo e il risultato dellazione autenticamente formativa( Petrini, 1985). La fortuna goduta da questa categoria in campo educativo deriva dallassioma neotenico cui si ricollega: luomo è animale incompiuto, perfettibile, migliorabile proprio in virtù di quelle facoltà razionali che lo distinguono dagli animali. Da ciò la particolare considerazione che il carattere soggettivo assume, sia sul piano emotivo che su quello storico-sociale-razionale, nel definire il potenziale umano come orizzonte di sviluppo trascendente i limiti dellumano: un orizzonte insieme biologico, psicologico, antropologico o etico. La categoria dello sviluppo personale ha insomma una valenza normativa che separa il potenziale educabile di ciascun individuo da scenari sia funzionalistici( in quanto prevaricanti la libera scelta e il libero dispiegamento del soggetto) sia particolaristici( in nome della globalità e della unicità dellesperienza umana) contro le divisioni che lorganizzazione del lavoro o leconomia del mercato inducono.
Lo sviluppo personale di ciascuno rappresenterebbe così un orizzonte trascendentale che permane come possibilità aperta nonostante le torsioni cui levento formativo viene sottoposto istituzionalmente e che insieme condiziona lo svolgimento stesso dei prodotti formativi. Sì che lo sviluppo personale diviene il coronamento delle abilità nella loro ratio formativa come saper essere, saper scegliere, saper divenire; o ancora come autoconsapevolezza, ricerca, coscientizzazione, autoorganizzazione. Lo sviluppo personale diviene la funzione di personalizzazione dellappreso, e si configura così come lindicatore per eccellenza del tasso di educabilità presente nelle varie pratiche formative. Funziona da descrittore anche dellitinerario o del processo che porta i soggetti ad integrare nellevento apprenditivo ciò che nelle molteplici esperienze quotidiane viene da essi elaborato. Laggettivo personale assume inoltre nei discorsi sulleducazione una connotazione specifica rinviando ad una concezione personologica, personalista e sociale dellevento apprenditivo, a seconda dellorizzonte valoriale del parlante.
Al di là e dopo le curvature politico-emancipative o ideologiche a cui il concetto di sviluppo personale è stato sottoposto, la riscoperta dello stretto collegamento del concetto di sviluppo con quello di bisogno ha indotto una crescente declinazione della categorie in direzione della creatività dei singoli o dei gruppi. Il che appare abbastanza comprensibile ove si pensi sia alla dimensione epocale assunta dalla tecnica come dominio e come pianificazione del mondo della vita, sia alle spinte di massificazione e di frammentazione istituzionale indotte dallevoluzione storica del mondo contemporaneo.
Con ciò la qualificazione degli apprendimenti in termini di sviluppo personale coglie certo una delle sfide del mondo contemporaneo: quella dei soggetti contro le pressioni organizzative e culturali del sistema sociale. Ma al tempo stesso ne introietta tutte le debolezze e le ingenuità legate al disvelamento critico della finitudine del soggetto da parte del pensiero contemporaneo. Se lassunzione della categoria di sviluppo personale può far sperare di ritrovare , per via metaforica, una riconciliazione tra le categorie di prodotto e quella di processo in educazione, il suo incardinamento nella dimensione fenomenologica del soggetto, e dunque nella tematica della coscienza, produce una contraddizione ancora più grande: lo sviluppo personale in quanto tale rimette in discussione - con ogni evidenza nel corso del suo divenire- ogni intenzione e ogni pretesa di considerare le acquisizioni del soggetto medesimo, e la sua dislocazione nel mondo per opera propria, come un atto originario, fondativo e fondante, insomma un atto autonomo in senso proprio. Lessere-auto-educante delluomo vacilla così assieme allessere-coscienza che lha reso possibile.
Soggetto, prodotto, processo sono dunque termini di difficile declinazione congiunta: non poggiano su elementi teorici conclusivi e tanto meno consentono di risolvere le numerose aporie che accompagnano tanto una concezione produttivista dellistruzione quanto una concezione banalmente umanistica delleducazione. Non è più consentito oscillare banalmente tra tali antipodi, e la pedagogia accademica deve impegnarsi a superare il deserto dei tartari in cui caccia gli insegnanti, ogni qualvolta nelloffrirgli una moda educativa li conserva nella sua stessa povertà teorica.(U.M.)