LA
NUOVA FORMA DELLA RICERCA & SELEZIONE DEL PERSONALE
Secondo
i dati della Camera di Commercio di Milano (settembre 2000) pare che il 70%
delle assunzioni dell'ultimo biennio abbia preso la forma dei contratti a
tempo determinato. Fino a qualche anno fa all'interno della nostra cultura
il "mercato del lavoro" non esisteva, se non per figure di medio-alto livello:
la crescita del settore dei "cacciatori di teste" e quella esponenziale dei
siti Internet, che consentono l'incontro tra domanda e offerta, rappresentano
due esempi di fenomeni in un momento in cui all'interno del mercato si contrappone
alla vecchia economia la nuova economia.
Nelle aziende che operano nel settore dei servizi la primavera del 2000 verrà
ricordata come la "primavera nera", soprattutto per quelle che offrono servizi
attinenti alla comunicazione (comunicazione integrata, pubblicità, media,
ecc.): la maggior parte di queste ha assistito attonita ai vari "corteggiamenti"
dall'esterno del mercato all'interno della loro struttura verso le proprie
risorse, mentre nel peggiore dei casi, alcune di queste non hanno avuto nemmeno
il tempo di rendersene conto poiché immediato è stato l'esproprio. Così il
"vecchio recruiting" ha dovuto fare i conti con il "recruiting appartenente
alla nuova economia", per cui sia i modelli di ricerca che di selezione del
personale sono stati rivisitati: si sono ampliati i canali, ovvero ai classici
(inserzione quotidiano, passa parola, ecc.) si sono aggiunti quelli "nuovi"
come la ricerca attraverso i siti internet, mentre per quanto riguarda l'attività
di selezione questa procede influenzata dalla politica di inserimento. "Perché
il candidato migliore dovrebbe venire da Noi?"; "Quale
ruolo e quale mansione assegno al migliore sulla piazza?": queste
sono alcune domande fondamentali che un responsabile/datore di lavoro si pone
prima di avviare il processo di selezione. Il selezionatore di "vecchio stampo"
cambia quindi forma prendendo le sembianze di quello rappresentativo della
cultura della "nuova economia".
Il cambiamento di forma dell'attività di ricerca e selezione del personale
all'interno delle organizzazioni ha inciso naturalmente sia a livello organizzativo
che gestionale per cui quello che oggi accomuna sia le vecchie che le nuove
realtà organizzative è il dato di fatto che le nuove generazioni reclutate
sono quelle che più facilmente si spostano (definite in alcuni casi anche
nomadi) verso luoghi non tanto attraenti dal punto di vista economico, e rassicuranti,
attraverso un lavoro a tempo determinato, quanto verso luoghi in cui vige
la garanzia di "trovare" continui stimoli, nuove opportunità di responsabilizzazione
nonché di autonomia a livello professionale. Le "nuove risorse umane" apprezzano
e valutano valida, mettendo anche a rischio i rapporti personali consolidati
da tempo, l'offerta di lavoro che prevede un continuo aggiornamento, innovazione,
sviluppo, creatività, flessibilità e quindi crescita professionale. Per cui
le risposte alle tipiche domande si trovano nell' elenco costituito delle
opportunità che vengono offerte dal posto di lavoro al candidato in ordine
al concetto di autonomia e responsabilità professionale.
Antonella
Mattiucci