" Il 60% degli industriali presenti al congresso
ha previsto di assumere personale l'anno prossimo contro un 24% che al contrario
prevede una lieve riduzione di organico
I dati incoraggianti emersi durante il Forum internazionale sulla piccola
e media impresa".
Durante il Forum internazionale sulla piccola e
media industria, tenutosi a Prato a fine ottobre '02, sono emersi dati
incoraggianti sul futuro delle pmi. Nel 2003 le piccole imprese pensano di
uscire dalla crisi e conoscere un incremento del proprio giro d'affari. Questo
almeno il risultato di un sondaggio svolto tra i 210 imprenditori presenti
alla manifestazione. Il 60% degli industriali presenti prevede di assumere
personale l'anno prossimo contro un 24% che prevede al contrario una lieve
riduzione di organico. Ben il 31% degli imprenditori ritiene che nel 2003
la propria impresa registrera' una crescita del giro d'affari tra il 5 e il
15% mentre un altro 32,5% si attende una crescita piu' modesta. Nell'incontro
dello scorso anno, davanti alla medesima domanda le risposte erano state meno
incoraggianti e le percentuali si erano fermate rispettivamente al 17,6% e
del 30%.
Per quel che riguarda la crescita del Prodotto Interno Lordo secondo il 63%
dei 210 piccoli imprenditori, e' previsto in crescita tra l'1 e il 2%. Una
crescita ancora lontana, comunque, dagli obiettivi prefissati dal Governo
che prevedevano un aumento del 2,5% per il prossimo anno.
Ottimismo che e' stato confermato dalle parole di chi e' intervenuto al Forum,
come Giacomo Vaciago, docente alla Cattolica di Milano: ''La gran parte dell'aggiustamento
cicliclo e' gia' avvenuto, la ripresa e' partita in questi mesi, i segnali
ci sono tutti.
In Europa buona parte della caduta della domanda interna registrata quest'anno
e' dovuta prevalentemente all'effetto dell'introduzione dell'euro e alla percezione
che hanno avuto le famiglie di un aumento dei prezzi dei beni.
Per il 2003, senza peccare di eccessivo ottimismo - ha detto Vaciago - il
reddito nazionale potrebbe salire del 2%''. L'unico neo e' rappresentato dalla
crisi dell'Iraq, poiche' in caso di guerra queste previsioni ottimistiche
verrebbero a cadere.
Dal Forum e' emersa l'esigenza che le piccole e medie industrie imparino ad
operare come le grandi, superando i rischi e godendo delle opportunita' offerte
dalla globalizzazione. ''L'ingresso della Cina nel Wto, l'organizzazione del
commercio internazionale, rappresenta per esempio un fatto positivo. Se siamo
a favore di una liberta' di movimento di capitali e di merci - ha affermato
il presidente di Marzotto, Innocenzo Cipolletta - non possiamo allora opporci
alla liberta' di movimento delle persone. I mercati devono essere regolamentati,
ma se vogliono funzionare in modo completo devono essere anche democratici
nella loro essenza.
Fonte dati: Prato, 29 ottobre 2002. (Adnkronos/Mak)
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