COMPETITIVITÀ E ATTRATTIVITÀ DELLA LOMBARDIA

Le imprese continuano ad investire sul territorio lombardo

La terza edizione dell’Annuario Statistico Regionale della Lombardia, presentato a Milano l’11 Dicembre ’01 a Palazzo Affari ai Giureconsulti, offre una panoramica coerente e globale dei fenomeni economico-sociali della realtà lombarda ed anche un supporto per i processi decisionali dei diversi soggetti che abitano e lavorano nella comunità lombarda.
Considerando che il 2001 costituisce l’anno di transizione all’Euro e che siamo a tre mesi dagli accadimenti di New York, il bilancio che ne deriva, testimoniato dai dati stessi raccolti nell’Annuario, è sicuramente incoraggiante.
Emerge ancora una forte competitività del mercato lombardo rispetto agli altri territori italiani, soprattutto nel settore dell’industria manifatturiera, dei servizi, dell’informatica e della ricerca.
Tale competitività misurata, come ci insegnano gli economisti, fino a qualche anno fa da segnali/ filtri down (ossia nel momento in cui c’è una saturazione del mercato si andava verso un territorio maggiormente appetibile per capacità di "accoglimento" sia in termini economici - manodopera a buon mercato - sia in termini di insediamento), oggi è monitorata prevalentemente dai filtri up.
Tali filtri misurano nel territorio la:
1. Capacità di essere attrattivo: sia per le imprese sia per la persone.
2. Capacità di offrire contributi per un maggiore sviluppo: è necessario che un territorio mantenga un circolo virtuoso dello sviluppo stesso, soprattutto in termini di capacità di pensiero che non deve involvere verso un processo di declino.
3. Capacità di rilevare gli atteggiamenti di fiducia e di aspettativa sia nelle imprese che nelle persone; esistono reating di compagnie internazionali che eseguono monitoraggi e confronti all’interno (la Lombardia si posiziona come migliore regione d’Italia) e all’esterno dell’Italia (la Lombardia occupa una posizione di riguardo nei confronti delle altre regioni della Comunità Europea - quella dei 15).
4. Capacità di essere un sistema economico integrato, ovvero un sistema di sistemi territoriali produttivi, i cui metadistretti=distretti economici non territorialmente contigui, mantengono comunque una rete di relazioni molto strette e diffuse, indice di un rischio di instabilità molto basso e di specializzazione non troppo profonda (c’è di tutto un po’, senza punte di eccellenza marcate – fatte, naturalmente, le dovute eccezioni).
La Lombardia risponde appieno ed in modo fortemente positivo a questi requisiti, evidenziando, appunto, come le Imprese, scommettendo ancora sulla nostra Regione, non migrino più verso aree a più bassa densità di sviluppo, proprio perché nemmeno la stessa Risorsa Umana, quella più competitiva e professionalmente meglio preparata, non è più disposta a spostamenti di residenza e si continua ad insediare dove anche culturalmente (università, formazione, professione) ha maggior possibilità di confronto.
Segnali positivi vengono dalla Lombardia anche per quello che riguarda un confronto del termine "sviluppo" sia con le altre regioni della Comunità Europea sia a un livello internazionale a più ampio respiro
.
Per quanto riguarda l’item "sviluppo" a livello locale, per esempio, la Lombardia, sempre secondo i dati ISTAT, possiede ed utilizza delle risorse presenti sul territorio sia per soddisfare le necessità di queste generazioni sia per gettare le basi per un futuro maggiormente fruibile anche dalle generazioni che verranno.
C’è una certa attenzione sia alla Società sia all’ambiente sia all’economia: si è tentato di sviluppare il territorio attraverso anche lo sviluppo delle sue strutture, che non sono solo infrastrutture (strade, ponti, ferrovie ecc.), ma anche strutture politiche, amministrative, decisionali e sociali.
Strutture politiche locali per la crescita economica attraverso per esempio un’incentivazione allo sviluppo imprenditoriale (che racchiude idee, progetti e prodotti) grazie a dei sistemi finanziario/creditizi e di formazione mirati.
C’è stata una certa coesione sociale con una conseguente diminuzione della disparità socio-economica tra le diverse aree regionali, aprendo per esempio delle produttive relazioni tra il pubblico e i gruppi sociali locali o dando vita a delle partnership tra associazioni non governative.
Persino le Amministrazioni si stanno muovendo in questo senso, cercando di dar vita a quello che è stato denominato e-governement, ossia una metodologia di lavoro basata sulla condivisione, attraverso la rete, di tutti i dati delle amministrazioni pubbliche utili al confronto comune e al monitoraggio dell’efficienza e dell’efficacia di queste ultime, da parte delle parti interessate e del contribuente stesso.
A conclusione di questa relazione fatta in base ad una lettura dei principali dati emersi dall’Annuario di questa edizione, si può certamente dire che, sia per il periodo che stiamo attraversando, sia dando uno sguardo ai fatti internazionali accaduti, la Lombardia rimane sicuramente una Regione con un certa capacità attrattiva e competitiva, sia per il mercato nazionale che per quello internazionale.


Stefania Maroni

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