Formazione:
NEL 2001 SOLO IL 4% DEI LAVORATORI HA PARTECIPATO AD UN CORSO
Nel 2001 solo 783.460 lavoratori italiani, nella
classe di eta' tra i 25 e i 64 anni, hanno partecipato ad un corso di formazione
professionale. In pratica 4 lavoratori dipendenti su 100 hanno svolto un'attivita'
formativa.
Rispetto al 2000 la contrazione e' stata dello 0,7%.
Rispetto al 1999, addirittura dell'1,3%.
E' questo il risultato di massima emerso da un'analisi condotta dall'Ufficio
studi della Cgia di Mestre su dati forniti dall'Istat.
Il Nordest rimane, comunque, la macro area dove
l'attivita' formativa e' piu' diffusa. Con 258.663 partecipanti (pari al 6,2%)
precede il Nordovest (con 236.574 pari al 4,1%), il Centro (155.253 pari al
3,9%) e il Mezzogiorno d'Italia (132.970 con il 2,4%). A livello regionale
e' il Trentino Alto Adige a registrare la percentuale piu' elevata e in costante
crescita negli ultimi 3 anni: 9,0% (32.998 corsisti).
Buona la seconda posizione del Friuli Venezia Giulia con il 6,4% (28.724 in
termini assoluti) e il 6,0% dell'Emilia Romagna (96.576 lavoratori interessati).
Il Veneto (101.322), assieme alla Valle d'Aosta (2.857), si piazzano al quarto
posto con un dato pari al 5,8%. E' chiaro, sottolineano dalla Cgia, che il
buon risultato ottenuto dalle Regioni a statuto speciale e' dovuto all'ampia
autonomia in materia di formazione e istruzione professionale ottenuta in
questi ultimi decenni.
Infine, chiudono la classifica la Calabria con il 2,3%, l'Abruzzo 2,1% e fanalino
di coda la Campania con un misero 1,7%. In termini strettamente assoluti,
sottolineano dalla Cgia, e' la Lombardia a registrare il numero massimo di
partecipanti ad attivita' formative. Il dato e' pari a 148.646. ''Sono dati
piuttosto preoccupanti -commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia
di Mestre- che denotano una scarsa sensibilita' da parte del nostro sistema
imprenditoriale verso questa attivita' formative. Anche se non va dimenticato
che una certa riluttanza avvertita sia tra gli imprenditori sia tra i lavoratori
e' legata al livello qualitativo delle attivita' formative ritenuto, spesso,
non sufficiente''.
Dalla Cgia, comunque, ricordano che la classe di eta' presa in esame (cioe'
25-64 anni) esclude una buona parte di apprendisti e lavoratori assunti con
il contratto di formazione lavoro che per legge devono eseguire un monte ore
annuo di attivita' formativa. Questo fa si' che il risultato ottenuto escluda
coloro che per legge sono obbligati alla formazione professionale testando
l'attivita' formativa solo di quei lavoratori che la possono fare volontariamente.
fonte dati: studio Cgia
di Mestre su dati Istat
Roma, 7 nov. (Adnkronos) -
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