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Secondo dati provenienti dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, emerge sempre più pressante la necessità di introdurre la formazione permanente per permettere di ridurre lo skill gap tra l'organizzazione del lavoro che cambia e le professionalità disponibili tra gli occupati del settore.In particolare, secondo tale fonte, negli ultimi dieci anni le imprese sono state caratterizzate da processi di ridisegno delle mansioni e riorganizzazione del lavoro, con cambiamenti più evidenti nella gestione delle responsabilità in azienda verso modelli di impresa a rete meno gerarchici.
Tali cambiamenti non solo hanno aumentato i livelli di professionalità richiesti, ma hanno stravolto anche i tempi degli stessi cambiamenti, richiedendo una flessibilità ed una adattabilità che solo l'attività di formazione permanente, di trasferimento delle esperienze e delle conoscenze da un ruolo all'altro può garantire.
Anche la tendenza all'aumento di occupazione nel settore del terziario favorisce in termini di retribuzione e di carriera i lavoratori con livelli di professionalità più alti.
Dati tutti questi mutamenti, la formazione permanente diventa una necessità per l'integrazione degli individui nella vita economica, culturale e sociale e per promuovere l'inclusione di tutti nella società.
Tale contesto diventa un "campo fertile" per favorire la diffusione dell'e-learning grazie appunto alle sue caratteristiche di estrema flessibilità, di formare un numero maggiore di persone a parità di tempo, di personalizzare i processi formativi, di permettere di imparare restando nel proprio ambiente lavorativo, di ridurre il tempo necessario per acquisire le competenze, di permettere agli individui il controllo dell'apprendimento e di certificare l'efficacia della formazione.
Si auspica in questo senso il contributo oltre che del pubblico anche del settore privato, per poter disporre di un aumento dei fondi economici a disposizione delle aziende.
Stefania Maroni