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La società infantilizzata (Ektor Georgiakis) Abbiamo cominciato col fascismo, quando tutti i fascisti (salvo una decina di apicali) restarono al loro posto sotto specie di monarchici, missini, democristiani e magari anche socialisti e comunisti. Poi abbiamo continuato con la seconda repubblica: tutti quelli che comandavano nella prima (salvo 4 gatti) restarono dov'erano, sotto le spoglie di berlusconiani o prodiani. Salvo pochissimi capri espiatori, ogni cambiamento in Italia lascia tutti al loro posto (Il Gattopardo è la nostra Bibbia). Questo non avviene solo in politica, ma in tutti i comparti della società. Una organizzazione statale va male? Il capataz magari viene spostato in qualche altra organizzazione analoga, ma tutti i capi dei livelli inferiori restano lì. Una grande azienda fallisce? Il boss viene promosso in un'azienda più grande, e i livelli inferiori vengono assorbiti. Il più grande partito di opposizione perde le elezioni ma il capo, con tutti i suoi centurioni, non viene cacciato. Anzi, quando si dimette spontaneamente, viene messo al suo posto chi aveva gestito, come vice, la sconfitta. Siamo entrati in una crisi economica gravissima, che quando sarà passata, lascerà sul terreno migliaia di aziende morte e centinaia di migliaia di disoccupati, ma tutti coloro che avevano la responsabilità della economia sono al loro posto, pronti a guidarci "fuori dal tunnel". Banca d'Italia, Borsa, Ministeri, università, alta finanza, banche, enti economici dello Stato: non c'è stata una sola rimozione. Forse tutti costoro non sono stati la causa della crisi, ma non hanno fatto nulla nè per preannunciarla nè per prevenirla. Come possiamo affidare a coloro che hanno assistito passivamente all'avvento di una crisi epocale, il compito di farcene uscire e di impedire la prossima ? L'Aquila e l'Abruzzo vengono terremotati per una gestione del territorio a dir poco avventata, e chi viene incaricato di gestire la ricostruzione? Lo stesso ceto politico-amministrativo che stava al comando prima del disastro. La cultura italiana ha trasformato il concetto di capo, coordinatore, dirigente. Nella logica organizzativa moderna questi termini indicavano prima di tutto la responsabilità; nella sotto-cultura italiota indicano solo benefici e sinecure. La razionalità industriale indicava la "catena di comando" come la prima responsabile, cioè la prima entità che doveva rispondere, delle inefficienze, degli sprechi, degli incidenti, dei conflitti non mediati, delle grane sindacali e giuridiche. Fino agli anni Settanta era ancora possibile la richiesta di "parlare col responsabile" fatta in un qualunque ufficio pubblico o privato. Oggi il responsabile è sempre fuori stanza. Oggi, appena si profila un disservizio o un incidente, l'organizzazione nomina una "commissione d'inchiesta" interna: non chiama in causa la catena di comando, ma affida a terzi gli accertamenti. La commissione lavora per mesi quando non per anni, e la catena di comando resta com'era e dov'era. La conclusione che possiamo trarre è che la cultura del XXI secolo è fortemente infantilizzata: tutti sono considerati bambini non responsabili, e dunque sempre impunibili e impuniti. |
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