TERZA PAGINA
Apri
la finestra e fa entrare un po daria. Subito fatto! Il fumo velocemente
si indirizzò verso luscita e si portò via i capelli della signora seduta
al tavolo. Niente paura, niente paura
.la signora chissà da quanto tempo
aspettava questo momento e, ogni volta che poteva, si sedeva dietro i tavoli
o sotto le finestre.
Non era importante quanto grandi fossero le finestre o di che colore
fossero dipinte, certo lei preferiva i colori chiari ma ciò non era essenziale;
basta ogni tanto un filo daria e col fumo lei mandava via gli occhi,
le orecchi, le mani
. Questa volta i capelli.
La gente che stava seduta tuttintorno a lei non si meravigliò
di niente e tutti continuarono tranquillamente a prendere appunti sui taccuini
fatti apposta. Intanto i capelli della signora tiravano via anche le orecchie
ma nessuno si accorse di niente. O forse nessuno, ma se nessuno osservava
voleva dire che ciò che andava accadendo non era da considerare o da studiare.
La signora fu presa però da un certo imbarazzo e cercò di simulare indifferenza
rivolgendo gli occhi al soffitto ma nessuno guardava in alto e lei si sentì
sola. Intanto i capelli con le orecchie erano già lontani e si tuffavano beatamente
nellaria al di sopra dello smog della grande città. Che cosa volete
sentire? chiesero i capelli alle orecchie. E voi perché eravate
così tirati? risposero le orecchie. La signora, rimasta seduta nella
stanza dove ormai qualcuno aveva chiuso le finestre, sentiva solo tanto dolore,
ma tanto dolore per quel pulsare sotto le tempie che le ricordava i suoi spazi
vuoti. Ormai qualcuno si era accorto del suo malessere ma non era il momento
di intervenire né, daltra parte, alcun intervento era stato richiesto.
Liviello Daniela