TERZA PAGINA
SUL TRAM
Ero in ritardo sull'orario di lavoro e stavo aspettando il tram per recarmi
in ufficio, quando vidi una vecchietta che stava venendo alla fermata. Le
badai appena dato che non la conoscevo. Quando arrivò il tram salimmo
entrambi. Il veicolo, a parte il conducente, era deserto. Mi sedetti e la
vecchietta si sedette di fronte a me. Le feci un sorriso di convenienza e
presi a leggere il mio quotidiano. La vecchietta prese la borsa che aveva
tenuto sulle ginocchia e ne trasse un pacchetto rettangolare scuro. Alzai
lo sguardo e vidi che lei apriva il pacchetto e ne estraeva una pistola. Rimasi
di sasso. Abbassai il giornale e la fissai. Ora estraeva delle pallottole
e cercava di infilarle nel caricatore. Poi si accorse che la guardavo. Mi
rivolse un sorriso grinzoso e mi disse: "Sapete come si carica?" Io la fissai
con uno sguardo ebete e accennai di si. Lei allora mi porse la pistola facendomi
segno di caricarla. Per un attimo pensai che doveva essere una pazza. Poi,
vedendo il suoi aspetto di buona donna che pochi minuti prima probabilmente
stava facendo le frittelle ai nipotini, mi dissi che di sicuro aveva una folle
paura dei ladri. Mentre caricavo l'arma glielo domandai. "I ladri?" - mi rispose
- "Certo che ho paura dei ladri, ma non fino al punto di comprare una pistola.
Questa è per mia nuora". Ed io: "Volete dire che la regalate a vostra
nuora per difendersi dai malviventi?". E lei tranquillissima: "Non avete capito.
Questa è per ammazzare mia nuora!". La guardai. Era serissima e no
sembrava il tipo che scherzava. Ma d'altronde era impossibile che parlasse
sul serio. Glielo domandai e lei mi rispose che non stava scherzando; poi
si spiegò: "Vedete, mia nuora è una strega. Si è presa
mio figlio e lo tratta come uno schiavo. Va a letto con tutti, strapazza il
mio caro Ted, e fa di tutto per rendersi insopportabile. È convinta
di avere raggiunto un posto in alto e dorme sugli allori. Crede che ormai
nessuno possa dirle o farle nulla. Per questo io la ucciderò!". La
guardai. Decisamente era pazza: "E me lo dite così? Non sapete che
potrei andare alla polizia e riferire tutto?". Lei mi guardò addolorata:
"Oh, ma non potete farlo. Io mi sono fidata di voi dato che avete una faccia
da bravo ragazzo, proprio come il mio Ted. A proposito, anche voi siete sposato?".
Scossi la testa. Ero sposato ma non volevo che mi domandasse se mi volevo
sbarazzare di mia moglie. "Peccato - mi disse - vi avrei potuto aiutare".
Poi toccò sulla spalla il conducente. "Scendo alla prossima". Io raccolsi
il fiato e le dissi: "Non fatelo. Andrò a dire tutto alla polizia e
finirete in prigione!". Lei sorridendo scosse la testa:" Mi sembravate un
così bravo ragazzo! L'unico inconveniente è che mi ci vuole
un po' di allenamento prima di ucciderla". Poi mi sparò. BIPAS
IL CORPO Nato da sogni antichi da fantasie raccolte tra
ulive e gelsi il corpo non reca polvere né sale il mare. Ma i segni
del passato sospesi a un tremito di ciglia dicono un'ansia solo per ciechi
e sordi indecifrabile. Massimo Maisetti
COMUNICAZIONI la tua voce mi parla di misure mai colme. Il temporale
sul filo lo spedisci a costo di scatti. La sera tarda a venire preparo un
brodo di lacerto e sorrisi. Una minestra di riso e rimorsi. Sminuzzo silenzi
nel sugo di ieri. Affetto cipolle nel passato ricordo. Annacquo un po' la
tristezza di oggi. Salve, Signore, mi dia un'anima fresca. Mi spiace, signora,
d'ora in poi soltanto animelle! Daniela Liviello
UNA PICCOLA ISOLA SUL LAGO una piccola isola
pugno di terra e di roccia manciata di foglie d'autunno che incendiano l'ultimo
sole una canoa fende l'onda di un lago lastricato d'oro e d'argento la neve
delle montagne guarda attonita il primo vento d'inverno che accarezza il tramonto
di un uomo. Terenzio Formenti
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genn.-apr. 1990
n. 26
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