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E' stupefacente come il tempo passa velocemente
e come, quasi improvvisamente, dal non avere passato si abbiano 15 anni di
storia certo difficile ma anche entusiasmante. Quanto cose abbiamo imparato
in tutto questo tempo grazie a NOI PSICOLOGIA: è come se avessimo ripercorso
tutta la strada, dall'invenzione dei caratteri da stampa all'informazione
telematica, con gli stessi sogni di chi ha impiegato qualche centinaio d'anni
per andare dal primo al secondo punto. Non un solo uomo, certo, ma "l'uomo"
o meglio tutti gli uomini che sanno sognare e desiderare intensamente. Nessuno
fa qualcosa solo per i soldi, per arricchire: ci sono sempre altre motivazioni
e aspirazioni che spiegano gli sforzi e i sacrifici che si è disposti ad affrontare.
Nel nostro caso ci sono alcuni sogni in comune a tutti i membri della redazione,
ed altri individuali ed a volte anche più intimi. Fra i sogni in comune c'è
certamente il desiderio di diffondere la "cultura psicologica"
e non solo intesa come psicoterapia ma soprattutto come professione poliedrica
ed in espansione in nuovi territori. Da questo punto di vista desideriamo
influenzare lo sviluppo della psicologia in Italia, aiutando anche gli studenti
a scegliere settori nuovi, dove da un lato esistano spazi di lavoro e dall'altro
possibilità di nuove ricerche e, quindi, di ulteriori espansioni. Un altro
desiderio è quello di stimolare ed aprire un dibattito tra professionisti
con diversa specializzazione, ma con la voglia di discutere, perché si confrontino
effettivamente anziché sulla solita e tradizionale maniera un po' "clientelare"
per cui si discute solo fra amici. Un ultimo sogno in comune è connesso al
desiderio di essere conosciuti: facendo qualche rapido conto, gli psicologi
noti per i loro scritti e le loro azioni sono relativamente pochi sulla totalità
dei professionisti del settore. Forse sono uno 0,5% o al massimo l'1%. Tutti
noi della Redazione sosteniamo che è un gioco, che potremmo ad un certo punto
"crescere" e decidere che non ci interessa. Ma c'è un "doppio
legame" curioso che frena noi dello "zoccolo duro" ogni volta
che stiamo per decidere di chiudere questa ormai famosa testata. Ci sono le
difficoltà di affrontare la scelta, la morte, la nostra vecchiaia, forse
;
ma c'è anche il desiderio di mantenere aperta una sfida, di rendere più condivisa
questa impresa élitaria e complessa, di misurare sempre la propria capacità
di sognare, la forza delle nostra aspirazioni, il coraggio di dimostrare come
ancora sia vero che volere è potere, dovendo fare i conti ad ogni nuovo numero
da pubblicare con la scarsità delle nostre risorse, il che non significa solo
pochi soldi, ma anche poche persone, pochi articoli, poco tempo
Così, ancora una volta, abbiamo deciso di riprovarci rinnovando l'impostazione
e inserendo novità. Somigliamo almeno un po' all'Araba Fenice?