Da "Noi Psicologia" numero 42 - gennaio/agosto 1996
A sei mesi dal mio ingresso
nel CD nazionale della SIPs mi pare necessario informare i miei elettori sulla
situazione, che è anche peggiore di come mi pareva quando mi sono candidata.
Innanzi tutto non esiste una linea "politica" per il futuro dell'Associazione
con la quale confrontarsi: i "volenterosi" si danno da fare ma piuttosto
a caso, con ovvi risultati.
I problemi sembrano derivare anche da una interpretazione a mio parere ristretta
dello Statuto che prescrive un ricambio biennale del CD, idea pensata per
la continuità ma per ora totalmente fallimentare nei risultati anche per le
modalità di comportamento del Presidente. Marini infatti fonda la sua azione
su alcuni presupposti impliciti e per lui scontati piuttosto divergenti dallo
Statuto e dal Regolamento:
1- le
decisioni del CD precedente restano confermate,
2- per tutto il resto
sta a lui prendere una posizione e al CD ratificarla, a posteriori.
Per quanto riguarda il passato, sono perfettamente d'accordo
salvo per ciò di cui deve rispondere l'attuale CD (tipo bilancio preventivo
'96 mai approvato dall'attuale CD ma presentato all'approvazione dell'Assemblea
dei Soci come se
) . Forse Marini pensa che, dato che la parte di CD
che rimane confermata è numericamente la maggioranza, in pratica continua
a gestire la Società.
Per quanto riguarda poi il presente ed il futuro, la cosa è del tutto
diversa: la SIPs è un'associazione democratica non presidenziale, il che significa
che è il CD a governarla" e non il Presidente il quale ultimo per la
verità dovrebbe realizzare il mandato del CD. In realtà, per lo meno lo scorso
maggio, il CD si è trovato a ricorrere un Presidente che agisce istintivamente
e con scarsa considerazione del ruolo suo e del CD, facendo danni qua e là,
senza mai preoccuparsi delle conseguenze e soprattutto con una lungimiranza
politica del tutto nulla. Per fare degli esempi, non esiste una linea di
azione per l'affiliazione delle nuove associazioni ex divisioni professionali:
il Presidente decide quota e modalità; non esiste una linea culturale: che
vuole organizza come gli pare le giornate di studio, convegni, congressi;
in membri dell'INPPA (associazione di cui siamo partner dell'AUPI) non sono
neppure comunicati al CD e quelli del Comitato Organizzatore del prossimo
convegno EFPPA, nel '99, sono affiancati da altri di cui il CD non è informato;
i membri del Comitato Scientifico ordinatore dello stesso Convegno sono una
scelta autonoma e sempre riservata al Presidente, anche in questo caso fatta
senza logica o strategia alcuna. La cosa seccante è il dover rispondere sull'esterno
di comportamenti altrui sono solo non condivisi, ma anche sconosciuti. Poiché
non sono d'accordo su questa prassi che oltretutto non pare portare nessun
beneficio, non intendo rassegnarmi all'idea e cercherò, per quanto mi è possibile,
di riportare la situazione per lo meno alla legalità.
M. Sberna