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Privacy ed anonimato in Rete
e-privacy: riservatezza e diritti individuali in rete, difendersi dal Grande Fratello nel terzo millennio

Viviamo in tempi difficili, lo dicevano già i Greci, che ritenevano di vivere in tempi complicati.
Una famosa maledizione cinese, di non facile traduzione, recita più o meno "Possa tu vivere in tempi interessanti!" Non sono superstizioso, ma qualche volta mi chiedo se non ho per caso fatto un grave torto a qualche potente Mandarino.
Viviamo in tempi interessanti e difficili, dove occuparsi di cose semplici, che sembrano evidenti come la libertà sembra essere diventato difficilissimo appena ci si avvicina al nuovo, alla Rete.
Da questa constatazione e da una discussione cominciata quasi due anni fa, sono nate riflessioni diventate nei mesi scorsi improvvisamente molto più attuali, e che oggi verranno illustrate da diversi punti di vista.
Ma forse la cosa più difficile è proprio parlare delle cose semplici di libertà; e magari di farlo senza retorica ed in termini pratici.
Della libertà di comunicare con altri esseri umani
Della libertà di non comunicare con altri esseri umani
Della libertà di decidere in ogni momento della vita ed in ogni situazione cosa comunicare, senza che nessuno possa impedirlo, e cosa no, senza che nessuno possa obbligare.

È tutto qui; sono verità scolpite in tempi e luoghi diversi in documenti come la Costituzione della Repubblica Italiana, nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America.
Sono libertà che devono essere coniugate con la necessità di vivere in società con altri esseri umani e di dover stabilire un contratto sociale, e che quindi devono trovare un equilibrio con poteri che sono esterni alla sfera deidiritti dell'individuo.
Questi poteri politico, economico, legislativo, esecutivo, non hanno lo scopo principale di tutelare i diritti dell'individuo, e quindi possono "naturalmente" tendere a reprimerli.
Ma questa è un'opinione che potrebbe facilmente essere definita tendenziosa, quindi ragioniamo in positivo e con i piedi per terra, di cose reali, che poi ognuno possa valutare secondo il proprio metro delle cose. Continua >>>>>

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