RAI1 e Me Too

Questa notte RAI1 ha mandato in onda Frontiere, sul tema delle molestie alle donne. Già il fatto che si parli solo delle molestie alle donne e non di quelle verso gli uomini è segno di parzialità. Ma questo è un dettaglio.
La puntata è stata un elenco di interventi a favore del movimento MeToo, con una sola voce dubbiosa: quella della intelligente Katia Ricciarelli. E una fuggevole citazione dell’apposizione della Deneuve. Ha dominato lo sproloquio della becera Asia Argento, senza che si sia detta una parola sulle sue molestie ad un giovane attore americano. Nessun cenno all’affare tutto italiano di Brizzi, forse perchè è stato assolto. Poi si mescola la storia di Bill Cosby, che drogava le donne e le violentava da svenute (questo sì da carcerare), con quella di chi ha dato un pizzicotto al culo di una dipendente.

Ma il massimo dell’indecenza è stata la voce (senza voce contraria) di alcune donne che teorizzano l’obbligo degli inquisitori a “prendere come verità le denunce” di molestie fatte dalle vittime. Come se non avessimo mai visto donne accusare il marito innocente di pedofilìa o l’ex amante di violenza, per pura vendetta.
L’ideale di queste MeToo è il ritorno dell’Inquisizione, dove bastava l’accusa di una beghina per mandare al rogo “la strega” o “lo stregone”. O il ritorno alla vecchia Alabama, quando bastava accusare un “negro” di aver toccata una bianca, per impiccarlo.

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