Akkademia di Psicopolis

ALCUNI SUGGERIMENTI PER LA PREPARAZIONE E LA GESTIONE DEL GRUPPO
di
Maria Vittoria Sardella

1. TECNICHE DI PREPARAZIONE DEL GRUPPO
Cercherò, in queste pagine, di fornire un "prontuario" sugli aspetti che è necessario tenere maggiormente presenti nel momento in cui ci si appresta a organizzare e preparare un lavoro di gruppo.
Non approfondirò assolutamente, invece, le basi teoriche che sottostanno all'idea di gruppo, perché ci vorrebbe ben altro spazio che le poche pagine di questa dispensa. L'unica informazione, che mi sembra indispensabile per "calare" nella pratica i suggerimenti, è quella relativa al concetto di gruppo. In questo scritto si parlerà di gruppo sempre in senso lewiniano.
Lewin (1972, p.53 ), al proposito, dà la seguente definizione: "Il gruppo è qualcosa di più o, per meglio dire, di diverso dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari e relazioni particolari con altri gruppi... Esso può definirsi come totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre".
Si può coordinare un gruppo almeno in due modi:

  • limitandosi a indire le varie riunioni e a "dirigerle" come un vigile urbano o come un caporale dell'esercito,
    oppure
  • tenendo presenti una serie di accorgimenti di pianificazione, e di organizzazione, sia per il momento del pre-incontro sia per quando l'incontro è in atto.Non è difficile intuire che propendo per la seconda ipotesi, ritenendola più funzionale per il gruppo e gratificante per il coordinatore, per cui cercherò di riempire di contenuti le affermazioni.
    Quando il coordinatore si appresta a organizzare un incontro di gruppo è necessario che si prefigga come primo obiettivo la massima produttività ed efficacia dell'incontro stesso e, quindi, tenga presente due ordini di fattori: quelli più propriamente strutturali (tempi, luogo ecc.) e quelli che potremmo definire "psicologici" (motivazioni, aspettative, processi e dinamiche di gruppo ecc.).