Libertà di scelta (Guido Contessa 2024)

La Rivoluzione Francese, la democrazia, il progresso industriale e scientifico e persino il capitalismo ci hanno fatto una promessa: più libertà di scelta rispetto al totalitarismo dei decenni precedenti e dei secoli bui. Più libertà nello scegliere come vivere, cosa consumare, come spostarci, chi votare. Ci hanno descritto la Storia come una progressiva strada in salita verso le libertà e la democrazia liberale e capitalista come il punto più alto, l'arrivo, la meta da considerare un paradigma per l'intero pianeta.
La fine del XX secolo e l'entrata trionfale nel Terzo Millennio, insieme alla sconfitta dei totalitarismi e del comunismo del Novecento, ci sono state descritte come la vittoria dela libertà contro la servitù, del Bene contro il Male.
Il totalitarismo era collegato alla distribuzione della povertà invece che della ricchezza, alla minor sicurezza personale, all'oscurantismo censorio delle idee, alla svalorizzazione delle comunità intermedie (famiglia, sindacato, partiti, stampa) che potevano difendere i cittadini dal Leviathano. Il totalitarismo finito con l'uscita di scena di Mussolini, Hitler e Franco e più tardi con la caduta del Muro di Berlino sembrava segnare anche la fine delle guerre calde o fredde, della minaccia nucleare, e l'inizio di una pacificazione planetaria.

Promesse tradite e profezie smentite. Gli ultimi 30 anni segnano l'era più totalitaria della Storia d'Occidente, senza vie di fuga, senza santuari, senza orizzonti rivoluzionari, senza sogni di emancipazione perchè ufficialmente viviamo in regimi sedicenti democratici, col consenso o l'astensione dei popoli. Siamo nell'era di azzeramente delle libertà di scelta, con gradi di libertà civile, lavorativa e politica vicini allo zero, ma in peggioramento costante.

Libertà è poter scegliere la cittadinanza che che è invece solo un privilegio per ricchi. I non abbienti sono legati alla cittadinanza di un Paese come i medievali servi della gleba erano condannati a passare tutta la vita nel campo che lavoravano.

Libertà è poter scegliere se stare o uscire dall'Unione Europea come se fosse una libera associazione, non un ergastolo senza libertà condizionata.

Libertà è scegliere di votare per Partiti diversi e alternativi e non fra decine di aggregazioni con sigle differenti ma programmi e comportamenti uguali.

Libertà è scegliere fra programmi televisivi di Canali diversi, non lo stesso programma su 30 canali che trasmettono la stessa cosa con qualche modesta variazione.

Libertà è sentirsi sicuri nelle strade, nelle case, nei luoghi di ritrovo e negli ospedali e non vivere nella prospettiva di diventare vittime di furti, rapine, violenze, sequestri.

Libertà è sentirsi svincolati dall'oscurantismo ideologico, invece che sottoposti alla censura non solo dei comportamenti ma anche del linguaggio.

Libertà è di fare, ma anche dalla miseria che invece sta attaccando porzioni sempre maggiori di popolazione.

Libertà è non essere tracciati in ogni attimo della giornata da video stradali, web, intercettazioni.

Libertà è non sentirsi minacciati dalle decine guerre in atto su tutto il pianeta, per la difesa di un Impero Occidentale vistosamente al tramonto.

Libertà è di fare ma anche dal terrore di una guerra atomica che viene invece minacciata quasi ogni giorno.

Libertà è vivere senza la paura di essere travolti da incendi, inondazioni, terremoti, frane rovinosi grazie all'incuria del territorio.

Libertà è godere della difesa delle aggregazioni intermedie dallo strapotere del regime, invece la famiglia è sempre più indebolità da una legislazione umiliante, i sindacati sono in coma per la progressiva sparizione non solo dei diritti ma anche del lavoratori, i partiti sono simulacri in costante degrado che rappresentano solo minoranze, i mass-media sono solo altoparlanti delle veline del potere.