Quando la diagnosi è giusta, ma la terapia è sbagliata
Unabomber, Brigate rosse, Al Qaeda

(Guido Contessa, 2025)

La Storia trabocca di idee e progetti accettabili, realizzati con metodi inaccettabili e sbagliati. L'idea che la violenza, la guerra, i massacri e l'uomo forte portino ai cambiamenti auspicati è la più stupida di tutte. I congiurati hanno ucciso Cesare perchè temevano che diventasse un tiranno. Il risultato: una sanguinosa guerra civile e il potere ad un imperatore. La grandiosa rivoluzione francese, liberale e anti-monarchica, ha camminato su tappeti di teste tagliate ed è finita nelle mani di Napoleone, un imperatore sanguinario. La storica rivoluzione russa, emancipativa, egualitaria e anti-imperiale, ha marciato "sulla canna dei fucili" ed è cascata fra le braccia di un'oligarchia burocratica e dei gulag-cimiteri di Stalin. Le "primavere arabe", culminate col linciaggio di Gheddafi, hanno prodotto una guerra civile in Siria e in Libia, un colpo di Stato in Egitto ed una pianura di agibilità per ogni tipo di terrorismo da Damasco a Tripoli. Il sangue non è solo immorale, ma crea sempre conseguenze conservatrici, restauratrici o reazionarie.

Unabomber: guerra alla tecnologia
Il suo manifesto è "La Società Industriale ed il Suo Futuro" che inizia con "la rivoluzione industriale e le sue conseguenze sono state disastrose per la razza umana.". I paragrafi successivi sono dedicati alla futura evoluzione di tale sistema, sostenendo che avrebbe inevitabilmente portato alla fine della libertà umana, un incitamento alla "rivoluzione contro la tecnologia".
La terapia adottata fu una tragedia. Durante un periodo di quasi diciotto anni - dal 1978 al 1995-, ha inviato pacchi postali esplosivi a numerose persone provocando 3 morti e 23 feriti, alcuni gravissimi. Le critiche di Unabomber non erano folli. La rivoluzione industriale e l'esplosione tecnologica hanno creato guasti visibili e sono in tanti a convenirne. Ma la violenza con cui Kaczynski ha sostenuto le sue tesi ha prodotto solo dolore e risultati paradossali: un'america terrorizzata e un incremento esponenziale della tecnologia del controllo.
Il paradosso è che proprio negli anni '80 e '90 la tecnologia info-telematica ha iniziato la sua corsa alla conquista dl pianeta.

Brigate Rosse: guerra all'imperialismo
Volevano abbattere "l'imperialismo delle multinazionali"; lo Stato "servo dell'imperialismo"; la "rigida centralizzazione della strutture statali sotto il controllo dell'escutivo"; "la disoccupazione provocata dalla ristrutturazione industriale"; il patto "di mutua assistenza repressiva fra gli Stati imperialisti"; i "controllli sociali sulla popolazione"; "la mobilitazione reazionaria delle masse attraverso i mass-media".
Le Brigate Rosse (BR) furono un'organizzazione terroristica italiana di estrema sinistra costituitesi nel 1970 e attiva fino al 1988. Possiamo ipotizzare che i brigatisti rossi hanno ucciso ufficialmente una settantina di persone, oltre ai numerosi casi di ferimento. Quello che le Brigate Rosse scrivevano come critica alla società e all'economia, oggi si può leggere su ogni quotidiano. Il linguaggio è diverso, ma i concetti sono largamente condivisi non solo dalle posizioni antagoniste: le multinazionali finanziarie governano il mondo al di sopra degli Stati; lo Stato italiano è sottomesso alla grande finanza internazionale; la disoccupazione è prodotta dalla ristrutturazione tecnologica e globalizzata; gli Stati aderenti all'Impero sono alleati nella repressione; la popolazione è sottoposta alle pervasive tecnologie di controllo; i mass media sono i "cani da guardia" della coscienza collettiva.
Il paradosso è che dagli anni '90 l'Italia ha registrato più Governi sottomessi all'imperialismo Usa, più disoccupazione, più controlli sociali rispetto ai 40 anni precedenti. La violenza espressa dalle BR ha prodotto solo lutti e favorito tre decenni di Governi conservatori o reazionari, insieme al trionfo dell' "l'imperialismo delle multinazionali".

Al Queda: guerra all'influenza dei Paesi occidentali sui Paesi musulmani
Al Qaeda è un movimento islamista sunnita paramilitare terroristico nato nel 1989, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico, impegnato in modo militante nell'organizzazione e nell'esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali, sia del mondo occidentale. Formata da migliaia di "soldati", ha procurato migliaia di vittime (3.000 solo con le Torri gemelle).
Non sono pochi gli occidentali che auspicano un minore interventismo dell'Occidente nei Paesi africani, del Medio ed Estremo Oriente. Non sono pochi nemmeno quelli che auspicano la fine dello sfruttamento dei Paesi del terzo Mondo da parte dell'Occidente. Tuttavia, la violenza con cui Al Qaeda e i gruppi affiliati hanno sostenuto le loro tesi non solo hanno prodotto lutti infiniti, ma hanno fornito il pretesto ragionevole per un aumento dell'ingerenza violenta dell'Occidente in ogni angolo del pianeta.
Il paradosso è che dagli Anni '90 in poi l'influenza dei Paesi occidentali su quelli musulmani è aumentata.

Il sangue non è solo immorale, ma crea sempre conseguenze conservatrici, restauratrici o reazionarie. Il cambiamento può avvenire solo senza violenza e con la partecipazione dei popoli, non dell'Uomo forte e non delle élites.
Gandhi è riuscito a emancipare un miliardo di indiani, senza impugnare un'arma. Martin Luther King ha ottenuto la fine di tre secoli di schiavitù del popolo nero d'america, usando solo la parola. Bertand Russel ha lottato coi sit-in e gli scritti ed ha sostenuto il disarmo reciproco da parte delle potenze nucleari, di fatto ottenuto; ha realizzato il "Tribunale internazionale contro i crimini di guerra"; ha favorito la depenalizzazione dell'omosessualità nel Regno Unito, realizzata prima della sua morte.
Nel piccolo campo italiano abbiamo una grande tradizione di lotte non violente di successo.
Aldo Capitini (1899-1968) nel 1944, con la guerra in corso, realizzò il primo esperimento di democrazia diretta e di decentralizzazione del potere, a Perugia. L'idea era "tutti amministratori e tutti controllati" e si estese a numerose città. Nel primo dopoguerra ispirò il movimento degli obiettori di coscienza.
Giorgio La Pira (1904-1977), sindaco di Firenze, intrecciando relazioni in ogni Paese, riuscì ad essere un faro mondiale per la pace e il multiculturalismo.
Danilo Dolci (1924-1997) col digiuno individuale e di massa, e con le marce, ottenne la costruzione di due dighe e la ristrutturazione di quartieri urbani.

La violenza è un sistema primitivo e barbarico di risolvere le controversie e favorire i cambiamenti. Uccidere il nemico è un modo per legittimare il nemico ad uccidere. "Occhio per occhio, rende il mondo cieco" disse Gandhi. La guerra e la violenza politica sono la copia delle faide tribali o familiari che da millenni ammorbano il pianeta. Tutte le forme di violenza, oltre ad essere moralmente inaccettabili, sono oggettivamente contrarie al cambiamento che auspicano e favoriscono un ulteriore gradino verso la barbarie. Terroristi, kamikaze, bombaroli, ma anche rivoltosi, antagonisti, scioperanti, marciatori che ricorrono alla violenza sono un rigurgito del passato, la prova di un'assenza di immaginazione, un sostegno al soggetto che vogliono combattere.
Esistono decine di forme di lotta senza sangue. dal digiuno allo sciopero fiscale, dall'astensionismo elettorale allo sciopero dei consumi, dagli scioperi banchi alle denunce di massa contro lo Stato. I veri sostenitori del cambiamento si riconoscono dall'uso di queste ed altre pratiche non-violente.