Che ne sarà di noi umani? (Margherita Sberna)

Blade Runner, film sul cacciatore di replicanti - robot in tutto simili agli umani, è del 1982 e il romanzo di Philip K. Dick è del 1968.
Colossus, romanzo di D. F. Jones, è del 1966 e narra del computer in grado di valutare autonomamente la necessità di un intervento militare difensivo e di assumere il controllo degli armamenti nucleari e batteriologici.
I racconti ed i romanzi di I. Asimov sui robot iniziano anche prima, negli Anni 50.
Eloise, un acronimo per Easy Logic Intelligent Software Automa, è un esempio di personalità artificiale, in grado di interagire con esseri umani e capace, attraverso la conversazione, di diventare prima più esperto e poi più intelligente. Data di creazione 1997.
L'intelligenza artificiale nasce ufficialmente nel 1956, durante il famoso seminario del Dartmouth College di Hanover nel New Hampshire, durante il quale la nuova disciplina venne fondata programmaticamente, a partire dalla raccolta dei contributi sviluppati negli anni precedenti.
Ma già nel 1936 Alan Turing aveva posto le basi per i concetti di calcolabilità, computabilità e nel 1950 scrisse un articolo intitolato Computing machinery and intelligence, in cui proponeva quello che sarebbe divenuto famoso come il "test di Turing": una macchina poteva essere considerata intelligente se il suo comportamento, osservato da un essere umano, fosse considerato indistinguibile da quello di una persona.
Fantascienza e realtà si incontrano. Indovini moderni e studiosi lavorano allo stesso tema, anche se da prospettive e con strumenti diversi. Da allora di strada se ne è fatta molta e oggi anche i comuni mortali, ignoranti di matematica, fisica, ingegneria informatica, ecc., possono usare l'Intelligenza Artificiale (AI) per giocare, fare ricerche, inventare….. e molto altro, con risultati stupefacenti ed immediati e con un enorme risparmio di tempo!
Perché, a parte per ora alcuni lavori manuali, l'AI può sostituire l'uomo in quasi tutte le sue funzioni. Si dice che l'uomo è comunque inimitabile nella sua complessità, che la macchina non potrà mai avere consapevolezza di sé e provare sentimenti. Ma cosa succederà - o forse sta già succedendo in laboratori segreti - quando genetica e informatica lavoreranno insieme? Quando le capacità dei computer di auto-apprendere si svilupperanno ulteriormente? Quando le "macchine" sostituiranno l'uomo in ogni settore? E già oggi gli ambiti in cui l'unico esecutore possibile è l'uomo, perché dotato di sentimenti, di capacità creative, di elaborare ragionamenti complessi, si restringono a vista d'occhio ogni giorno.
Un futuro in cui all'uomo sia risparmiata ogni tipo di fatica potrebbe essere allettante, perché così potrebbe dedicarsi alle sue passioni, a soddisfare i propri desideri, a realizzare i propri sogni. Ma è sicuro che sarà più felice? Sarà come per un lavoratore andare in pensione? Avere tanto tempo libero e non sapere come riempirlo, occuparlo, goderne?
Da quando l'uomo è comparso sulla terra, egli è stato protagonista di una costante evoluzione che ha avuto momenti di pausa, di assestamento, sia dal punto di vista fisico che da quello immateriale. Ogni "passaggio" ha portato dei vantaggi, ma ha prodotto anche difficoltà e nuovi problemi: quasi una selezione della specie di ispirazione darwiniana. I sopravvissuti, i discendenti, hanno trovato una soluzione, un nuovo modo di vivere: sono cambiati i rapporti di forza, le modalità di gestione del potere, le reazioni alla necessità di adattamento al cambiamento.
Di solito però ciò ha prodotto una divisione nell'umanità fra forti e deboli, riducendo questi ultimi in una condizione di sudditanza in qualsiasi latitudine si trovassero.