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6. La casa e la città intelligenti
Portavo i pantaloni corti, quando la tv illustrava la meraviglia
della tecnologia applicata alla casa, dagli elettrodomestici all'ambiente.
Nei decenni successivi la prima causa di morte delle donne è
stato l'incidente domestico, ma non importa. La tecnologìa
casalinga avanza.
L'ultima proposta è una specie di soprammobile wi-fi e vocale,
che riceve ordini, manda informazioni e musica, può controllare
tutti gli elettrodomestici. Per accendere la lampada da tavolo,
non dobbiamo più fare lo sforzo di schiacciare il bottone.
Per accendere la radio non dobbiamo affaticarci per schiacciare
il tasto ON. Basta con tanti sforzi quotidiani, è sufficiente
la voce. Naturalmente, la magìa va aiutata. Intanto ci vuole
un impianto wi-fi casalingo. Ce l'hanno tutti, no? Poi occorre che,
se vuoi che l'assistente vocale comandi gli elettrodomestici, questi
siano approntati per ricevere il wi-fi. Qualche centinaio di euro
e un tecnico (rarissimo) che sa cosa fare. Infine dobbiamo inserire
nel soprammobile i programmi (app) che vogliamo siano eseguiti.
Un centinaio di euro per l'app principale e poi scarichi app gratuite
o a pagamento e le installi (dedicando 2-3 giorni di lavoro).
Con qualche trucchetto (che impari in altri giorni di impegno a
tempo pieno) e qualche euro, possiamo collegare il fantascientifico
"assistente vocale" al cellulare, e dare comandi da fuori
casa. Finalmente però ci siamo liberati da molti gravosi
impegni casalinghi. Resta solo un piccolo problema. Se qualcosa
smette di funzionare, la riparazione deve essere affidata a un introvabile
super-tecnico, dal costo pari a una vacanza a Dubai.
Proposte più avanzate arrivano dal solito Giappone. La più
affascinante è quella del frigo con lo schermo che ti dice
cosa c'è dentro evitandoti la scomodità di aprire
lo sportello. Quanto costa? Non si sa, ma non ha l'aria di essere
economico.
Un'altra bellissima trovata tecnologica è quella delle telecamere.
Se metti una cam (grande meno di una nocciola) in ogni stanza, puoi
controllare i familiari e la badante; puoi spiare la tua fidanzata
mentre fa la doccia; puoi vedere se entra un ladro. Certo, ci vogliono
soldi e parecchio impegno tecnico ma il bello è che puoi
controllare le tue cams anche dall'ufficio.
Sarà interessante vedere cosa farà, chi avrà
una bella casa "domotica" e iper-tecnologica quando scoprirà
che il vicino di casa potrà accendere la sua radio, spegnere
i suoi condizionatori, oppure condividere il sollazzo della fidanzata
sotto la doccia. La tecnologìa consente anche di registrare
questa visione e metterla in rete. Magnifico progresso !
La casa intelligente è un orizzonte troppo modesto per la
tecnologia. Siamo alla città intelligente. Forse un giorno
arriveremo anche a una politica intelligente.
La "smart city" (chiamata così è più
tecnologica) promette tante novità. Alla base c'è
la videosorveglianza. Roma è la città con più
telecamere pubbliche d'Italia: una rete da 3222 occhi elettronici.
Segue Milano (meno intelligente) con solo 2161. Parliamo di videocamere
pubbliche. Quelle private sarano il doppio. Fra telecamere e geolocalizzazioni
da telefonino, droni legali o meno, la "smart city" assomiglia
molto a un carcere di massima sicurezza a cielo aperto. Chiunque
può sapere quante sigarette fumi al giorno, e quante volte
vai in un bagno pubblico. Ma questo è solo l'inizio. L'obiettivo
è seminare la città di sensori di movimento.
LUniversità della Tecnologia (TU) del dipartimento
33 di Graz e Vienna ha sviluppato un sistema di semafori intelligenti
che riconosce le persone e capisce se stanno per attraversare la
strada. Il sistema individua le persone, ma intuisce anche la loro
volontà di attraversare o meno la strada. Ed è dunque
in grado di capire se un individuo sta per muoversi o se è
fermo davanti al semaforo per puro caso. Per regolare meglio il
traffico.
In Giappone, un progetto chiamato Safecast ha aiutato i cittadini
a costruire ed utilizzare sensori a bassi costo per misurare le
radiazioni e il livello di inquinamento, dati che non erano stati
diffusi dal governo dopo il disastro nucleare di Fukushima del marzo
2011. Per consentire ai cittadini di spostarsi meglio allinterno
della città ed evitare le zone più contaminate.
Se arriveremo ad applicare il dispositivo anche per gli scarichi
delle auto, l'inquinamento da rifiuti, e i fumi nocivi delle fabbriche,
le città intelligenti arriveranno al massimo: si svuoteranno.
Insomma, le città intelligenti non sono quelle popolate
da politici intelligenti e abitate da cittadini intelligenti. Basta
con l'ossessione per l'istruzione e l'educazione. Le città
intelligenti sono quelle con più sensori, telecamere e database
interconnessi. Una vera pacchia per i futuri criminali e terroristi
che non dovranno più ricorrere all'ingombrante tritolo. Basterà
un bravo hacker per bloccare una città intelligente o rubare
miliardi di dati.
Intanto, mente aspettiamo l'avvento delle città intelligenti,
quelle stupide non riescono a riparare una scala mobile in meno
di un anno; sono soffocate da montagne di rifiuti, annegano sotto
torrenti straripati, sono invase da topi e cinghiali.
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