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di riflessione sulle NUOVE COMUNITA'
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merito alla questione ammissioni in una comunità (Adamus)![]()
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Le nevrosi della comunità web (Gippo Contardi)
Nessun tipo di comunità è più nuova del web.
Proviamo a considerare il web come un intero, un insieme, una comunità. Come
un “campo” lewiniano che ha proprietà specifiche di soggetto.
Se analizziamo il web da questo punto di vista ne vediamo le
infinite potenzialità – tipiche in ogni soggetto- ma anche i più vistosi tratti
nevrotici.
1.
Il gergo-monosillabico e non comunicante del web è
tipico delle sette o delle generazioni di adolescenti, cioè delle situazioni
socialmente regressive. Malgrado le dichiarazioni ecumeniche, il web fa di
tutto per rendersi ostico e ostile ai “non illuminati”. La fragilità del noi
si traduce in un linguaggio esoterico la cui sola funzione è difensiva. La
caratterizzazione monosillabica (ID, URL, ISP, ecc.) del linguaggio del web
si avvicina all’ecolalìa infantile.
2.
Almeno tre sono
i sintomi di una posizione anale. Il primo è la netiquette: una serie
di regole di pseudo-educazione il cui scopo è quello di far apparire “per
bene” il web. Se vi scappa unan parola in stampatello, apriti cielo! Significa
che state urlando e urlare, in un mondo in cui fanno morire i vicini di casa,
non è urbano. IL web non era dipinto come il territorio delle libertà?
Il secondo è l’ossessione anti-spam. Il mondo è dipinto come un’accolita
di apaches che, se non controllati a vista, Ti riempiono la casella postale
di messaggi “offensivi e costosissimi”. A parte il fatto che ciò accade di
rado, si dimentica che il web non sarebbe mai nato se non si fossero mandati
annunci a raffica. D’altronde, a parte le vere truffe- che non sono un problema
di posta elettronica ma di codice penale (se ne avessimo uno che funziona)-,
gli annunci di una nuova proposta o iniziativa cosa hanno di diverso dalle
notizie sulla guerra in Kosovo? Il terzo è la mania delle password. Arriveremo al punto che per fare pipì occorrerà
un ID ed una password. Si capisce che serve una password per leggere un conto
in banca, ma per iscriversi al notiziario degli alpini….. ?
3.
Almeno due sono
i segni di una posizione persecutoria. Il web è tutto un desiderio di crittografia,
“muri di fuoco”, sistemi di allarme anti-invasori. Il mondo è visto come in
costante attacco ai propri segreti da difendere: la Cia, l’FBI, Echelon stanno
tutti a spiare gli scambi di mail fra Pippo e Carolina. Il ridicolo è che,
nel caso in cui effettivamente qualcuno volesse spiare, tutto l’armamentario
difensivo in circolazione vale carta straccia. Gli elenchi telefonici riportano
il Vostro numero telefonico e indirizzo, ma l’indirizzo di e-mail è difeso
come se fosse Fort Knox! La nostra faccia è ripresa da almeno 200 telecamere
ogni giorno, ma chiedere a qualcuno di che città sul web equivale a chiedergli
il reddito mensile !
Seconda prova della posizione persecutoria
è l’ossessione dei virus. Il mito del web sono lo scafandro e la camera di
ossigenazione. Tutto il mondo è fonte di infezione virale e occorre fare ogni
sforzo per dotarsi di sempre maggiori “preservativi telematici”.