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| Étienne de
La Boétie |
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| Discorso
sulla Servitù Volontaria |
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| Titolo
originale dellopera "Discours
de la Servitude Volontaire" -
Traduzione di Vincenzo Papa |
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| Saggio
introduttivo Unambigua utopia repubblicana e note al
testo di Enrico Voccia |
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Unambigua Utopia Repubblicana
Negli
Essais di Montaigne noi troviamo un lungo capitolo
intitolato "Dellamicizia", quasi totalmente dedicato
alla celebrazione ed al ricordo di un amico scomparso in giovane età.
Daltronde, ciò che noi chiamiamo ordinariamente
amici e amicizie, non sono che accostamenti e familiarità annodate
per qualche occasione o convenienza, attraverso la quale le nostre
anime si trattengono reciprocamente. Nellamicizia di cui parlo,
esse si mescolano e si confondono luna nellaltra, in un
insieme così universale, che esse smarriscono e non ritrovano più
la connessione che le ha unite. Se mi si costringesse a dire perché
lamavo, sento che non potrei esprimere la cosa altrimenti che
rispondendo: Perché era lui, perché ero io. (...)
Ci cercavamo prima di esserci visti (...) ci abbracciavamo
per mezzo dei nostri nomi. E al nostro primo incontro, che avvenne
casualmente in una grande festa e riunione cittadina, ci trovammo
così presi, così conosciuti, così obbligati fra noi, che da allora
niente fu tanto vicino quanto luno allaltro. (...) Le
nostre anime hanno viaggiato insieme talmente unite, si sono considerate
con così ardente affetto, e di questo stesso affetto si sono scoperte
fino al fondo delle viscere luna e laltra, tanto che,
non solo io conoscevo la sua come la mia, ma certamente mi sarei affidato
più volentieri a lui che a me stesso.
[1]
Queste
pagine sono state per lungo tempo il migliore passaporto per la posterità
di Étienne de La Boétie, lautore di un testo maledetto
che spesso e volentieri in edizioni clandestine ha percorso
con la sua carica liberatoria i movimenti di opposizione allancien
régime prima, allo stato borghese/liberale poi, e che in
Italia conobbe la sua prima traduzione durante la Rivoluzione Napoletana
del 1799.
[2]
Ètienne
de La Boétie era nato il 1 novembre del 1530 a Sarlat, piccola città
del Périgord non lontana dal capoluogo della regione, Périguex: restato
orfano in giovane età era stato allevato dallo zio, che era il curato
di Bouilhonas, e da questi avviato agli studi. In questo periodo era
Vescovo di Sarlat un cugino dei Medici di Firenze, Nicolò Gaddi, personaggio
dotato di unenorme cultura legato strettamente alle esperienze
dellumanismo italiano che intendeva fare della propria
diocesi una sorta di Atene del Périgord. In questo sogno
classicista il giovane La Boétie venne ben presto introdotto: fu in
un tale ambiente che egli entrò in contatto con il culto e le idee
repubblicane dellantichità classica che forniranno gli strumenti
concettuali al suo pensiero maturo. Dopo gli studi collegiali gli si fece balenare davanti
loccasione di accedere alla magistratura ed Étienne, allora,
si iscrisse alla Facoltà di Diritto dellUniversità di Orléans.
Il giovane pensatore francese incontrò nei suoi studi universitari
una serie di insegnanti molto brillanti e, spesso, anche assai poco
ortodossi: in effetti la Facoltà di Diritto cui si era iscritto La
Boétie era allavanguardia degli studi giurisprudenziali dellepoca.
In questa sede infatti le opere di Lorenzo Valla, di Angelo Poliziano,
di André Alciat circolavano abbondantemente e, con esse, labitudine
di applicare la filologia e le conoscenze erudite di storia antica
allo studio del diritto. Ad Orléans insegnava in particolare Anne
du Bourg:
[3]
linterpretazione grammaticale delle espressioni
giuridiche, lanalisi semantica dei termini, le riflessioni di
filosofia del diritto, lesame critico dei testi erano il tratto
distintivo del suo insegnamento. La tipica forma mentis
razionalistica e non puramente storicistica delle argomentazioni che
La Boétie inserirà nel suo Discorso sulla Servitù Volontaria
si svilupperà proprio nel clima culturale vissuto in questi anni da
docenti e discenti della Facoltà di Diritto dellUniversità di
Orléans. Dopo una brillante carriera di studi, La Boétie si
laureò in Giurisprudenza il 23 settembre del 1553; pochi giorni dopo,
il 13 ottobre, ottenne la licenza reale che gli consentiva di accettare
la carica di Consigliere al Parlamento di Bordeaux e, dopo un periodo
di prova ed un esame, il 17 marzo 1554 venne definitivamente integrato
in tale carica. Tre anni dopo, nel 1557, diverrà Consigliere al Parlamento
di Bordeaux anche Michel de Montaigne e nascerà tra i due la celebre
amicizia che questultimo descriverà coi toni che già conosciamo. I due amici svilupperanno la loro amicizia in un contesto
politico estremamente travagliato: il Parlamento di Bordeaux venne
infatti trascinato, volente o nolente, nel pieno dei disordini legati
allo scontro religioso e al diffondersi della Riforma nel Midi acquitano.
Chiamato al lealismo realista, attraverso di esso passarono dapprima
numerose condanne a morte
[4]
e poi, nel 1560, lapplicazione di un editto
reale che, oltre a negare ogni diritto di associazione agli ugonotti,
imponeva una repressione feroce contro ogni istanza alternativa al
cattolicesimo. É in questo contesto che nel 1560 venne affidata a
La Boétie una missione segreta di riconciliazione religiosa presso
Caterina dei Medici, la reggente al trono per il decenne Carlo IX
missione nascosta sotto lapparenza di una discussione
presso il potere centrale della paga dei magistrati della città. Il
motivo per cui una missione così delicata fu affidata ad un consigliere
così giovane e, fino ad allora, con una carriera non particolarmente
brillante, va ricercata nel fatto che La Boétie era, sotto molti punti
di vista, luomo più adatto per una tale incombenza. Innanzitutto
il giovane consigliere si era formato alla scuola intellettuale di
Nicolò Gaddi, parente della reggente, ed era perciò un elemento ben
accetto alla corte reale francese. Inoltre proprio il fatto che La
Boétie era rimasto notevolmente in ombra durante tutta la sua attività
di Consigliere al Parlamento di Bordeaux era segno evidente, al di
là dei comportamenti obbligati e della sua fede cattolica, di una
posizione in qualche misura dissidente rispetto alla politica ottusamente
repressiva attuata dal Parlamento nei confronti dei non cattolici. Étienne de La Boétie per svolgere questa missione entrò
in contatto con il cancelliere Michel de LHospital, fautore
della politica di pace e di tolleranza religiosa inaugurata dalla
reggente, con cui si legò in unamicizia al tempo stesso personale
e politica. Il cancelliere affidò al giovane amico il compito di farsi
interprete presso il Parlamento di Bordeaux, fino ad allora seguace
della politica repressiva e filocattolica legata al partito dei Guise,
della nuova linea di tolleranza i cui punti salienti erano contenuti
nellordinanza degli Stati Generali emanata ad Orléans il 31
gennaio 1561. Dopo aver svolto brillatemente tale compito, de LHospital
gli affidò il tentativo di mediazione pacifica di alcuni scontri religiosi
avvenuti nella zona di Agenais. In tale compito La Boétie affiancò
il luogotenente reale de Burie; il suo ruolo fu essenziale nel raggiungere
una soluzione di compromesso sostanzialmente soddisfacente per entrambe
le parti in lotta.
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Il rapporto strettissimo che legava oramai il giovane
cancelliere alla politica di conciliazione religiosa della reggente
e del suo cancelliere si concretizzò nella pubblicazione della Mémoire
sur lEdit de Janvier,
[6]
dove La Boétie prendeva posizione a favore della
politica di relativa tolleranza religiosa della reggente Caterina
dei Medici e del suo entourage. In questo testo
egli denunciava, da un lato, i pericoli connessi agli scontri religiosi
che dilaniano una nazione, dallaltro, linutilità
anzi la dannosità rispetto allo scopo della conciliazione sociale
della repressione violenta. Il cattolicesimo sarebbe dovuto
restare la religione principale dello stato francese, ma la strada
per la pacificazione nazionale consisteva, a suo avviso, nella creazione
di un cattolicesimo riformato in cui cattolici tradizionali
e protestanti avrebbero potuto riconciliarsi. In questo periodo Étienne de La Boétie collabora con
il suo grande amico Michel de Montaigne per convincere le ali cattoliche
oltranziste del Parlamento di Bordeaux a non ostacolare la politica
di pacificazione nazionale portata avanti dalla reggente e dal cancelliere
de LHospital. Nel dicembre 1562 egli è ancora una volta protagonista
di un riuscito tentativo di pacificazione, entrando a far parte di
una missione incaricata di arrestare un piccolo esercito ugonotto
che si dirigeva verso Bordeaux. Dopo vari anni di anonimato, La Boétie
cominciava ad assumere un ruolo politico di una qualche rilevanza;
pochi mesi dopo però, alletà di nemmeno 33 anni, egli si ammalò
bruscamente. Sentendosi prossimo alla morte, il 14 agosto 1563 egli
redasse il suo testamento; Montaigne era accorso al suo capezzale
e, il 18 agosto, Étienne de La Boétie morì tra le sue braccia, invocando
il nome del grande amico che ne raccoglieva lultimo respiro.
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