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Ancora
sulle nove premesse della mentalità di gruppo
1.
la psichica plurale, il soggetto non è sinonimo
di individuo
2.
la storia emergente del soggetto, tende alla riunificazione
coatta, da cui l'idea di personalità,
3.
il bisogno di approvazione, il conformismo, é il
massimo ostacolo al cambiamento
4.la
logica dell'uno, del due e del tre, potenzia il modello
di sviluppo ogg nascente quindi innanzi tutto la sicurezza
e l'unità,
5.
il senso di colpa, la scarsificazione e la dualità
della cultura di coppia (socio-tempo-espiazione),
6.
il desiderio, l'oggetto d'amore, la trinità-pluralità,
7.successivamente
l'appartenenza-essere parte e la mentalità plurale-di
gruppo-collettiva,
8.
Il verso del cambiamento(singolare-plurale, avverso-diverso-converso-perverso)
l'uni-verso e il rovesciamento della cinghia di trasmissione,
9.
la formazione all'attività-mentalità di
gruppo e dei suoi processi ed effetti psichici.
1.
sulla psichica plurale
Oggi
bisogna chiederci quali siano state le vere origini della
psicologia e quali le finalità di partenza rispettate
o no dall'approccio psicologico. C'é infatti il
dubbio che la psicologia, per essere accettata da una
società ostile, abbia cambiato la propria natura
ed abbia rinnegato le proprie origini, quelle soggettive.
Per questo la dimensione soggettiva, oggi spesso negata
dalla psicologia bisogna che venga maggiormente sviluppata.
Denomino questa psicologia soggettiva col termine"psichica"
e la riferisco essenzialmente ad una teoria soggettiva
del comportamento benestante. In effetti la grande maggioranza
di quella che oggi si chiama psicologia si riferisce ad
una psicologia del malessere, come tale poco soggettiva,
perché suddita del potere obbiettivizzante ed abituato
ad utilizzare il malessere e l'obbiettività per
obbligare i deboli ad obbedire ai potenti. La psicologia
del benessere, basata sull'idea di abbondanza, di gruppo
e di pluralità e non su quella di scarsità,
di individuo e di oggettività dovrebbe chiamarsi
psichica.
La
psichica supera così il concetto di scarsità
delle risorse su cui si basa il conflitto tra individuo
e società. All'individuo é stata sinora
affidata la dimensione soggettiva, alla società
quella oggettiva. La psicologia accetta questa falsa antinomia
mediante una sua specializzazione chiamata psicologia
sociale. Questa psicologia usa il contenuto astratto chiamato
società come centro delle proprie attenzioni. Invece
la psichica, avendo individuato nel soggetto diversi livelli
di funzionamento relazionale, usa il concetto di "soggetto
plurale" come mezzo d'indagine sulle diverse relazioni
umane con singoli individui, piccoli gruppi, collettività,
organizzazioni e comunità. Denomino questa psichica
basata sui gruppi col termine " psichica plurale".
2.
sulla storia di un soggetto
Nasce
con sentimenti di onnipotenza e termina con sentimenti
di impotenza, almeno nella maggioranza dei casi nasce
con l'idea di potenzialità massima e di realizzazione
graduale di una simile potenzialità. Ma la realizzazione
della potenzialità coincide con la sua limitazione:
le potenzialità da abbondanti diventano scarse.
Questa limitazione, spesso sinonimo di repressione consiste
spesso in una continua trasformazione dei desideri in
bisogni. Denomino questo processo "scarsificazione delle
risorse" perché il soggetto si trova continuamente
ad affrontare processi di scarsificazione cioé
di passaggi dall'onnipotenza all'impotenza. Il soggetto
prima reagisce inventando meccanismi di moltiplicazione
(creazione di abbondanza) poi tentando di gestire da sé
stesso la scarsificazione (autogestione della repressione).
Denomino questi processi di creazione di abbondanza "moltiplicatori".
L'equilibrio-scarsità-abbondanza
coincide spesso con due importanti polarità dello
sviluppo del soggetto, la normativa etica (scarsificante)
e quella creativo-estetica (moltiplicante). Alla nascita
il sentimento é di massima possibilità,
abbondanza, onnipotenza, libertà. Definisco questa
condizione estetica, sabbatica o della bellezza-potenza.
Alla morte il sentimento é di possibilità
nulla, massima scarsità, impotenza, dipendenza.
Definisco questa condizione etica, domenicale o della
bontà. Durante tutta la vita le due curve etica
ed estetica si incrociano tendendo ad avere un andamento
speculare. A volte si confondono la dimensione etica e
quella estetica sperando nell'abbondanza dell'etica e
nella scarsità dell'estetica ma ciò serve
solo a daare un valore obbiettivo all'etica ed un valore
soggettivo all'estetica e quindi a proclamare la priorità
dell'etico sull'estetica nell'attuale società.
In
realtà la dimensione estetica di solito risponde
al momento creativo, mentre quella etica risponde al momento
normativo. Il primo esprime mentre il secondo reprime.
Ciò si vede molto bene in campo lavorativo ed organizzativo.
Il momento creativo, espressivo, progettuale costituisce
il "bel" lavoro e la "bella" organizzazione, mentre il
momento incanalante, repressivo, produttivistico costituisce
il "buon" lavoro e la "buona" organizzazione. Nella società
scarsa il dilemma non viene affrontato e il bello viene
fatto coincidere con il buono. Nella società abbondante
e plurale il bello non coincide con il buono perché
il bello moltiplico ed il buono scarsifica. Dopo millenni
di scarsità in cui le risorse dovevano essere scarsificate,
oggi siamo entrati in un'epoca di abbondanza possibile
in cui il bello diventa capace di moltiplicare le risorse
e la psichicità (energia) che le accompagna. Il
discorso sul gruppo e sul pluralismo rappresenta una forma
di moltiplicazione della psichicità, appartenente
più alla dimensione estetica che a quella etica.
Il
gruppo é così considerabile come un moltiplicatore
psichico.
3.
sul bisogno di approvazione
Il
modello gruppale propone un'idea particolare dello scambio
vitale. Così una delle più forti resistenze
al cambiamento è rappresentata dal biogno di approvazione
sociale che tuttora permane come bisogno, con elevata
probabilità frustrante e difficile soddisfazione.
Se si realizza una maggiore accettazione sociale le resistenze
al cambiamento sono minori.
La cosa é interessante se si considera come l'accettazione
sociale cominci entro tre piccoli gruppi tipici: famiglia,
scuola e lavoro. Qui il piccolo gruppo svolge ruoli di
pressione sociale e di omologazione, quindi funzioni accettanti
o rifiutanti. Il piccolo gruppo, origine e teatro del
potere, omologa i soggetti, li desoggettivizza, rendendoli
ripetuti e quindi oggettivi. Il bisogno di accettazione
sociale porta i soggetti a ripetersi e quindi ad oggettivarsi,
cosizzarsi, alienarsi. Così il piccolo gruppo é
il braccio secolare dell'obbiettivizzazione.
A
questo punto si pongono due domande. Quale paura o deterrente
viene usata dal piccolo gruppo per trasformare i soggetti
in oggetti? E poi se questa funzione é omologante
é possibile rovesciarla? Ciò significa invertire
il verso della pressione di gruppo e trasformare la funzione
del piccolo gruppo da omologante (dalla società
sull'individuo) a differenziante (dall'individuo sulla
società).
Alla
prima domanda sulla paura si risponde che la paura é
quella basata sul senso di colpa. Perciò é
importante l'analisi della dinamica sul senso di colpa
per comprendere la funzione del gruppo. Alla seconda domanda
sul verso del gruppo, si risponde che l'inversione é
possibile e perciò il gruppo può diventare
un potente strumento d'innovazione se si riesce ad aumentare
l'accettazione sociale rendendola oggetto di desiderio
e non di bisogno. E' necessaria l'analisi del passaggio
dalla colpevolezza all'ansietà in una situazione
di gruppo.
4.
sull'ontologia: uno, due, tre
Molti
sostengono che due stati d'animo sono "ontologici" per
l'uomo. Ciò vuol dire che tali stati d'animo sono
indispensabili per la condizione umana: essi sono l'ansietà
e la colpevolezza. In realtà colpevolezza ed ansietà
sono connessi al processo di socializzazione e quindi
all'idea di piccolo gruppo. Possiamo denominare questo
modello che spiega l'ontologia degli stati d'animo: uno,
due, tre. Il soggetto impara infatti a gestire stati d'animo
unici,duplici o triplici: e così impara l'idea
di pluralità e di gruppo. Ciò vuol dire
che questi stati d'animo derivano dalla condizione di
gruppo. Senza sentimento di gruppo non esistono.
Possiamo
denominare uno la tendenza all'unità ed alla sicurezza.
La mancanza di unità porta all'ansietà o
sentimento del possibile. Se ciò diventa doloroso
lo si può denominare angoscia. Se resta gradevole
diventa rischio.
Possiamo
poi denominare due la condizione di dualità. Se
questa si riferisce al comportamento soggettivo nei confronti
di una regola la possiamo chiamare etica. Se ciò
diventa doloroso destruttura il tempo e porta alla perdita
della relazione sociale od alla sua irraggiungibilità.
Questa é la colpa.
Possiamo
denominare tre la condizione di molteplicità. Se
questa si riferisce ad altri soggetti la possiamo chiamare
gruppo. Se resta gradevole si chiama appartenenza. Se
diventa dolorosa la si denomina pressione di gruppo o
sociopatia.
La
condizione di uno, due, tre é importante per il
soggetto ed il suo sviluppo. Il gruppo é un'idea
guida, un sentimento che può essere considerato
un moltiplicatore di energia, di sua produzione ed investimento
sugli oggetti d'amore.
5.
sul senso di colpa e sulla scarsificazione
Il
senso di colpa si fonda sul sentimento di dualità,
quindi deriva da una schisi, una separazione, una cacciata
dall'eden, un paradiso perduto detto unità, convivenza
con la madre, con il gruppo. La prima schisi, separazione
e colpevolezza é connessa coll'idea di frontiera
psichica e di dentro e fuori, idea che permette la percezione
dell'investimento energetico sugli oggetti d'amore.
Ma
se la colpevolezza si basa su una schisi, non vi é
creazione di oggetti d'amore senza schisi, non c'é
investimento energetico senza schisi.Possiamo dire che
il bilancio energetico della psichicità, crea oggetti
allontanandoli, espellendoli, rendendoli "altri" cioé
seconda parte, contro-parte, ob-jecta. Ogni investimento
richiede così una separazione, un allontanamento
in modo che l'energia possa "spostarsi" da e verso un
oggetto d'amore. Il senso dello spostamento é un
rischio, una colpevolezza, un sentimento irriducibile
di dualità e di frontiera. Ogni bilancio energetico
richiede una frontiera lungo la quale valutare questo
bilancio. Il passaggio attraverso la frontiera porta allegria
se l'energia esce, o tristezza se l'energia entra. Così
dal più piccolo al più grande é allegria,
viceversa é tristezza.
Colpa
é sentimento di "frontiera", prima o dopo il passaggio,
é possibilità, ricordo di Prometeo che rende
possibile lo scambio, la relazione.
La
colpevolezza é uno scarsificatore perché
rallenta o impedisce l'investimento energetico. Se esagerato
impedisce le relazioni e porta al proprio annullamento
nei confronti dell'universo della colpa.
6.
sul desiderio, sull'ansia, e sugli oggetti d'amore
Se
un gruppo è un moltiplicatore, il sentimento di
gruppo è mescolato col desiderio e con l'ansia.
Infatti un desiderio é un'esigenza possibile da
accontentare e l'ansia é il sentimento del possibile,
cioé pieno delle probabilità che un desiderio
si realizzi. Un desiderio ha "pari opportunità"
di soddisfazione, cioè ha 50% di probabilità
di essere soddisfatto e 50% di probabilità di non
esserlo. Il desiderio non include originariamente l'intervento
della volontà dell'uomo e del soggetto. Per questo
il suo nome de-sidera viene dalle stelle-sidera. Il bisogno
ha basse probabilità di soddisfazione e quindi
è uno "scarsificatore" (mette in cosa i desideri).
Infatti
il desiderio é un moltiplicatore, come dimostra
la self fullfilling profecy ed il wishfull thinking. L'espressione
della "profezia che si avvera" del "pensiero desiderante"
affermano che se si desidera fortemente qualcosa aumentano
le probilità di ottenerla. Quindi ogni desiderio
é creatore di abbondanza. L'energia psichica o
psichicità cerca gli oggetti d'amore su cui investire
in modo da vivere sentimenti di allegria, ma la produzione
energetica può anche non trovare oggetti d'amore
e restare "libera". L'energia libera origina ansia, ansietà,
angoscia che producono iperattività, ricerca di
oggetti e loro distruzione. Il desiderio é un moltiplicatore
ma anche un distruttore. Il desiderio emerge comunque.
Crea oggetti d'amore con stati d'animo di allegria da
investimento energetico e distrugge oggetti d'amore con
stati d'animo di tristezza da ritiro energetico. Se l'oggetto
d'amore é un gruppo che viene costruito per moltiplicare
la creazione di ricchezza e di benessere, esso produce
appartenenza con il termine "socializzazione", cioé
con l'apprendimento dell'investimento sugli oggetti d'amore
plurali, denominati gruppi. Apprendere ad investire sui
gruppi é lo scopo della formazione alla conduzione
di gruppi.
7.
sull'appartenenza e sulla mentalità di gruppo
La
mentalità di gruppo consiste nella capacitià
di vivere sentimenti di appartenenza. I comportamenti
collettivi sono possibili solo se in un soggetto sono
possibili sentimenti di appartenenza.
L'appartenenza
(appartenance, belongness, Zugehorigkeit, pertenencia)
é la percezione soggettiva di essere in un piccolo
gruppo; sentimento di gruppo, di essere comunque in un
gruppo, rinunciando ad essere tutto.
Il
gruppo é un oggetto d'amore, mezzo per sviluppare
l'appartenenza, cioé il piacere di essere parte.
Rinunciare ad essere tutto per essere sempre parte é
il concetto di base dell'appartenenza. Appartenere é
una scelta difficile perché é autolimitazione,
rinuncia alla propria ingordigia sociale e lotta per la
limitazione dell'ingordigia altrui. Restare parte, rinunciando
ad essere tutto. La perdita della tentazione totalizzante,
di solito per sè, ma anche per gli altri, costituisce
l'appartenenza. Ciò richiede la garanzia per il
soggetto di poter essere sempre parte del gruppo. Questa
garanzia nessuno del gruppo può darla o toglierla
di fatto. Ogni soggetto é arbitro della propria
appartenenza, con la propria emozione, non con la ragione.
Una
prima conseguenza di questa concezione é l'idea
di partecipazione come lotta per l'appartenenza per essere
una parte e mai perdere questa possibilità. C'é
quindi una appartenenza per entrare in gruppo ed un'appartenenza
per permanere nel gruppo. Sempre il gruppo é un
oggetto d'amore. Molto è stato scritto sulla partecipazione.
Poco é stato detto sulla doppia natura dell'esser
parte, del prender parte. La lotta per l'appartenenza
interna ci legittima nella nostra lotta per l'eterolimitazione
esterna. La lotta continua per diventare parte ci permette
e propone la lotta continua per restare parte (partecipazione).
8.
sul verso del cambiamento e sull'uni-verso, sul rovesciamento
della cinghia di trasmissione
Il
piccolo gruppo è un moltiplicatore. Ha moltiplicato
per millenni la pressione dei piccoli gruppi (famiglia,
lavoro, società) sui nuovi soggetti in cerca di
appartenenza e di socializzazione. Ha moltiplicato e moltiplica
il potere dei potenti nei confronti dei deboli, dei ricchi
nei confronti dei poveri e via dicendo. Tramite il piccolo
gruppo il potere ha nei secoli schiacciato i soggetti
più deboli e la resistenza del soggetto così
costretto all'omogeneità. Il piccolo gruppo é
stato ed é prevalentemente una cinghia di trasmissione
del potere nei confronti della devianza.
Oggi
la coscienza delle dinamiche di gruppo, delle loro conseguenze
e delle tecniche di gruppo permette di invertire il "verso"
della cinghia di trasmissione. Sinora é stata dal
plurale al singolare, in futuro sarà dal singolare
al plurale. Ciò permetterà ai soggetti di
utilizzare il piccolo gruppo come cinghia di trasmissione
nel senso centrifugo, quindi come strumento di cambiamento
e come base di ogni intervento psicosociale. Questo rovesciamento
del verso permetterà di passare dall'uni-verso
del gruppo immobilista e omologante al "poli-verso" del
gruppo di cambiamento e di intervento. Infatti nel gruppo
omologante(uni-versità) l'oggetto d'amore é
unico (soggetto) e le pressioni, anche complesse, sono
orientate su un singolo soggetto, non vi é reciprocità
o simmetria. Invece nel gruppo innovante (di-versità)
le pressioni hanno una multipla destinazione: ad alta
reciprocità e simmetria e ad elevata qualità
di potere, a somma diversa da zero. Il gruppo in funzione
poi, moltiplicatore di ricchezza e benessere (poli-versità),
costituisce un oggetto d'amore plurimo, sia spazialmente
(organizzazione) che temporalmente (progetto).
9.
sulla formazione all'attività e alla mentalità
di gruppo: processi ed effetti psichici caratteristici
Il
lavoro e la dimensione psichica si stanno avvicinando
ed integrando.I punti di avvicinamento sono quattro:
1.
Il soggetto titolare di un progetto di benessere per mezzo
del lavoro,
2.
il capitale e il lavoro hanno cambiato la qualità
del loro conflitto che non é più centrale
ed a somma zero, essendo divenuto a somma variabile
3.
l'arbeit si trasforma in taetigkeit, cioé in attività
ed il materiale si trasforma in immateriale,
4.
il lavoro crea ricchezza sempre di più mediante
motivazione, cioé attraverso relazioni non solo
buone, ma anche belle.
I
passaggi per la formazione all'attività e alla
mentalità di gruppo prevedono quattro fasi:
a.
progettazione
b.
implementazione
c.
valutazione
d.
ricerca dell'eccellenza
La
formazione alla mentalità di gruppo
comprende le seguenti sette modalità:
1.
misura delle qualità e delle potenzialità
psichiche che facilitano l'invenzione del benessere
2.
uso sistematico del lavoro di gruppo negli interventi
psicosociali, nelle loro modalità di comando, aiuto,
insegnamento(dipendenza, miglioramento del benessere,
apprendimento)
3.
progettazione e realizzazione di nuove forme di gestione,
organizzazione, sentimenti di appartenenza
4.
motivazione, desideri, consumi come forme di creazione
di distribuzione della ricchezza
5.
misura, miglioramento e uttilizzo di climi organizzativi
6.
stimolazione ed utilizzo della creatività dell'innovazione,
del pensiero laterale
7.
prevenzione e scoperta del malessere: sicurezza del lavoro
ed igene organizzativa come stress ottimale.
Da
tutto ciò derivano le applicazioni ed i contributi
psicologici alla qualità di vita del lavoro.
Ciò
significa aumento dell'abbondanza e del benessere come
effetto del pluralismo di gruppo e del cambiamento quantitativo
e qualitativo delle risorse relazionali attive nella condizione
lavorativa.
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